Così frutta e verdura ci proteggono dalle malattie

Gli effetti positivi degli alimenti di origine vegetale riguardano l'efficacia antiossidante, la protezione dell'intestino e la prevenzione di errori di trascrizione del DNA

Federico Mereta Giornalista Scientifico

La regola è semplice. Ogni giorno, dovremmo consumare almeno cinque porzioni di cibi vegetali, tra frutta e verdura. In questo modo, ovviamente nell’ambito di un’alimentazione sana, si combatte il sovrappeso, ci si difende meglio dai tumori e si allontana il rischio di patologie cardiovascolari.

Dietro questa semplice regola, tuttavia, non c’è solamente l’azione delle fibre vegetali, peraltro importante per il benessere dell’intestino. È sulle cellule che alcuni componenti presenti in questi alimenti esplicano la loro attività. ecco, a grandi linee, cosa avviene.

Tre funzioni fondamentali

In termini generali, tre sono gli effetti principali legati al consumo regolare di questi alimenti. In primo luogo i vegetali sono ricchi di fibre, quindi favoriscono il buon funzionamento dell’intestino. Poi, hanno un’attività antiossidante molto spiccata e quindi proteggono le cellule. Infine, alcuni vegetali contengono sostanze capaci di influire positivamente sul comportamento, cioè sull’espressione, di particolari geni, riducendo il rischio di trasformazioni negative delle cellule.

Il primo effetto è il più noto: le fibre vegetali, oltre a ridurre il senso di fame perché incrementano il senso di ripienezza dello stomaco, aumentano la massa delle feci che si forma nell’intestino legandosi all’acqua, specie quando sono indigeribili come avviene ad esempio per quelle contenute nel cavolfiore e in altre crucifere.

L’azione antiossidante di frutta e verdura, invece, è più complessa e influisce positivamente sul benessere delle cellule nelle varie parti del corpo, facendole invecchiare meglio e più lentamente. Il tutto grazie all’azione di contrasto sui radicali liberi.

Chimicamente, questi non sono altro che molecole o parti di molecole “incomplete” che si legano ad atomi di idrogeno, inducendo un danno per le cellule concentrato soprattutto sui lipidi della membrana cellulare e sulle proteine del nucleo. Si formano all’interno delle cellule, nei mitocondri per la precisione, e vengono prodotti dal corpo in maniera autonoma, ad esempio nel corso di un’infezione,  oppure sotto lo stimolo di agenti esterni come il fumo e l’inquinamento atmosferico.

Inducono un fenomeno di ossidazione, che può essere contrastato dall’attività “antiossidante” di vitamine come la A, la C e la E, presenti in quantità proprio in molti alimenti di origine vegetale.  L’effetto protettivo si esercita sulla varie cellule, comprese quelle della parete più interno delle arterie, l’endotelio vasale. Per questo l’assunzione regolare di frutta e verdura, ricche di vitamine, può aiutare nella prevenzione dell’aterosclerosi, ovvero la degenerazione della parete dei vasi.

Non solo azione antiossidante

Se l’azione antiossidante rallenta l’invecchiamento di ogni singola cellula, il terzo effetto positivo dei vegetali consiste nell’aiutare le cellule a riprodursi riducendo il rischio di errori. Esistono alcuni principi nutritivi contenuti in certi vegetali che, in laboratorio, possono avere una correlazione con l’espressione dei geni degli esseri umani.

In pratica frutta e verdura fanno lavorare meglio i nostri geni, aiutandoli. In questo senso, è ormai accertato il ruolo dell’acido folico, contenuto soprattutto negli spinaci e nell’insalata. L’acido folico interviene sui processi di riparazione del DNA cellulare e quindi riduce la possibilità che si verifichi un danno.

Anche gli acidi grassi a catena corta hanno lo stesso effetto: se la cellula deve duplicarsi, favoriscono la corretta trascrizione del materiale genetico, evitando quegli errori di trascrizione del DNA che possono fare impazzire le cellule. Gli acidi grassi a catena corta, però, non vengono dalla natura: li produce il nostro intestino con processi chimici di fermentazione che vengono stimolati proprio dalle fibre contenute nei vegetali, e in particolare in quelli a foglia verde.

Ma gli acidi grassi a catena corta hanno anche un altro effetto particolare: favoriscono la morte programmata delle cellule che si trovano in condizioni “critiche” e che potrebbero avere problemi al momento della loro duplicazione, rischiando di trasformarsi in cellule tumorali.

Tutte le cellule hanno al proprio interno le istruzioni per l’autodistruzione, quel meccanismo che è stato chiamato apoptosi e che consiste in un vero e proprio suicidio. Il problema è capire quali cellule debbano togliersi di mezzo e come indurle a far scattare il suicidio. Ebbene, con gli acidi grassi a catena corta, che  hanno dimostrato di avere un’attività pro-apoptotica, questo ostacolo viene superato.

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Così frutta e verdura ci proteggono dalle malattie