Acido folico: perché è importante e come integrarlo nel modo corretto

Scopri cosa fare per assicurare il fabbisogno quotidiano di vitamina B9, dalla dieta ricca di folati agli integratori di acido folico

Serena Allevi Editor specializzata in Salute & Benessere

Gli integratori di acido folico sono una delle prime prescrizioni che il medico compila quando si sta cercando una gravidanza oppure si è già in attesa di un bimbo. Attorno a questa particolare vitamina, c’è però ancora un po’ di confusione. Un esempio? Spesso si identifica l’acido folico con i folati, ma non si tratta della stessa cosa: i folati sono la “versione” della vitamina B9 naturalmente presente negli alimenti, mentre l’acido folico è la versione di sintesi della stessa vitamina presente in supplementi, integratori e alimenti fortificati.

Vediamo insieme cos’altro c’è da sapere sull’acido folico.

Cos’è e a cosa serve

L’acido folico ha un nome chimico piuttosto complesso: si chiama infatti acido pteroilglutammico. Ma nell’accezione comune, i termini “acido folico” e “vitamina B9” possono essere utilizzati in modo interscambiabile.

L’acido folico e i folati svolgono una funzione importantissima, anzi indispensabile per la sopravvivenza dell’essere vivente. La vitamina B9, infatti, contribuisce a quella che viene definita sintesi del DNA. Sintesi del DNA significa “replicazione del DNA”, ovvero di quella molecola che contiene tutte le informazioni indispensabili perché si “crei” un essere vivente.  Dunque, orchestra la replicazione delle cellule e si occupa della sintesi e della riparazione del DNA.

Per questi motivi, un corretto e sufficiente apporto di vitamina B9 è indispensabile in ogni fase della vita ma soprattutto quando si cerca una gravidanza e durante la stessa: livelli adeguati di questa vitamina infatti ricoprono un ruolo fondamentale per la prevenzione di malformazioni del feto, soprattutto di difetti del tubo neurale (ovvero della struttura embrionale da cui si sviluppano cervello, scatola cranica, spina dorsale e tutte le strutture del sistema nervoso centrale) come spina bifida ed anencefalia, e di altri difetti congeniti nel loro insieme, come cardiopatie congenite, labbro leporino, difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti.

Inoltre, la vitamina B9 è necessaria per la salute dei bambini e degli adulti poiché contribuisce a prevenire alcune forme di anemia, mantiene in salute l’apparato cardiovascolare e il sistema nervoso.

Benefici

I benefici dell’acido folico per il nostro organismo sono moltissimi sia nel mantenimento di un buono stato di salute sia durante la crescita.

Cruciale in gravidanza, già da prima che il test di gravidanza sia positivo, per prevenire malformazioni neonatali, in adulti e piccini l’acido folico interviene nella produzione dei globuli rossi, nelle funzioni di tipo metabolico e nella sintesi delle proteine. Un corretto apporto di vitamina B9 è altresì importante per l’equilibrio del sistema nervoso (una sua carenza, per esempio, può favorire la depressione) e per il benessere cardiovascolare.

A proposito dell’effetto preventivo dell’acido folico su ansia e depressione: uno studio del 2012 ha sottolineato come l’acido folico possa aiutare il nostro organismo a produrre quelli che vengono chiamati neurotrasmettitori e regolatori del tono dell’umore, come la noradrenalina, la serotonina e la dopamina. Un’integrazione di acido folico potrebbe, quindi, risultare utile in concomitanza al manifestarsi dei primi sintomi depressivi ma anche come supporto alle terapie farmacologiche (fonte: Augmenting Antidepressants With Folate: A Clinical Perspective. J Clin Psychiatry 2007).

Quando e per quanto tempo assumerlo

In condizioni “normali”, ovvero non in gravidanza o in allattamento, un’alimentazione corretta ed equilibrata, di tipo mediterraneo, ricca di cereali integrali, frutta (agrumi, fragole, kiwi), verdura (spinaci, carciofi, indivia, bieta, broccoli, cavoli) e legumi, ovvero tutti alimenti contenenti folati, è in grado di coprire il fabbisogno quotidiano raccomandato, che – come esplicitato dai Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana (LARN) – nella popolazione generale è pari a 0,4 mg.

Durante la gravidanza, però, per raggiungere i livelli di assunzione raccomandati di tale vitamina sarebbe necessario triplicare l’assunzione dietetica tipica: pertanto risulta necessaria una supplementazione giornaliera, da valutare sempre con il proprio medico o ginecologo.

Nello specifico, come riportato anche dalle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità:

  • le donne che cercano un bambino dovrebbero iniziare ad assumere integratori di acido folico almeno un mese prima del concepimento, nel dosaggio indicato di 0,4 mg al giorno;
  • l’integrazione, nel dosaggio di 0,6 mg al giorno, dovrebbe coprire almeno i primi tre mesi di gestazione sia alla luce del fatto che i più comuni e gravi difetti congeniti insorgono tra il concepimento e l’8a-12a settimana, sia considerando che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo;
  • durante l’allattamento è consigliato infine un dosaggio di 0,5 mg di acido folico al giorno, così da reintegrare le quantità perse attraverso il latte materno.

In casi particolari (ovvero nelle gravidanze ritenute a rischio, in presenza di una storia familiare positiva per malformazioni, diabete insulino-dipendente, epilessia) l’integrazione di acido folico può arrivare anche a 4-5 mg al giorno. Ovviamente solo ed esclusivamente su prescrizione e sotto controllo dello specialista.

Va ricordato infine che l’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici, estroprogestinici), un abuso di alcol e particolari condizioni (diabete, celiachia, patologie da malassorbimento) possono causare una riduzione dell’assorbimento di acido folico ed un conseguente aumento del fabbisogno, soddisfabile tramite l’assunzione di integratori, supplementi e/o il consumo di alimenti fortificati, da assumere sempre sotto controllo medico.

Cibi ricchi di folati

In natura esistono, dunque, alimenti che sono fonte di vitamina B9, chiamati anche folati. Tra i più ricchi rientrano:

  • verdure a foglia verde (soprattutto broccoli e spinaci);
  • frutta (in ottima quantità nelle arance e nelle fragole);
  • leguminose (i ceci sono per esempio una buona fonte di folati);
  • Fegato e frattaglie, alcuni formaggi e le uova, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti soprattutto considerando che, essendo idrosolubili, i folati si perdono con la cottura per esempio (in una misura superiore al 90%).

Effetti collaterali dell’acido folico

Ovviamente, eventuali effetti collaterali sono legati all’assunzione di acido folico (la forma “sintetica” della vitamina B9, presenti in supplementi, integratori e alimenti fortificati) e non di folati.

Le argomentazioni riguardo lo scetticismo sulla mandatory fortification vertono sui diversi possibili effetti collaterali, ancora in fase di analisi: carenza contestuale di vitamina B12 e disturbi cognitivi (Morris et al., 2010), maggiore incidenza di recidiva di alcune neoplasie (come quelle a carico del colon).

Come riportato poi sul Journal of Clinical Oncology, è bene fare attenzione all’integrazione di acido folico (così come, per esempio, di ferro) durante le terapie per curare il tumore al seno o quando si è predisposte geneticamente a questa neoplasia.

In generale, è importante integrare acido folico solo ed esclusivamente sotto prescrizione e consiglio del medico curante o dello specialista. Evitando tassativamente il fai da te.

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