Ballare fa bene, ma occhio ai traumi

Una ricerca in via di pubblicazione ha sottolineato la loro crescita negli ultimi anni

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Anche se il Covid-19 ha messo limiti alla vicinanza in pista, l’estate è per definizione la stagione del ballo. C’è chi ama il classico liscio da balera, chi si lancia in piroette con capoeira e ritmi sudamericani, chi, invece, predilige la sensualità del tango argentino.

Qualunque sia la tipologia di danza che più aggrada e mette in movimento ciascuna di noi, l’importante è evitare i piccoli incidenti che possono metterci KO, godendo al meglio del benessere fisico e psicologico che si lega al movimento ritmato dalle note musicali. Stando ad una ricerca americana, infatti, i traumi da ballo sarebbero in aumento.

Importante la giusta preparazione

L’indagine americana, svolta in ambienti professionistici, presentata al congresso annuale della National Athletic Trainers Association e in via di pubblicazione su Journal of Athletic Training, dice che i traumi per le “Ginger Rogers” con grande passione per il ballo e di ogni età che hanno portato ad un ricovero in pronto soccorso sono cresciuti del 22,5% in quattro anni, tra il 2014 e il 2018.

Attenzione: vista la natura scientifica dello studio, l’analisi ha preso in esame esclusivamente i problemi comparsi in corso di attività fisica di un certo livello, ovvero nell’ambito di prestazioni professionali o esibizioni in teatro.

Non sono stati invece coinvolti i balli occasionali, come ad esempio quelli legati ad una festa di matrimonio con conseguente presentazione in pista di sposi e invitati. La parte del leone, in questa classifica, è stata fatta soprattutto da traumi a muscoli e legamenti.

Va segnalato che tutti i dati sono stati raccolti, come dimostra la statistica, prima dell’avvento di Covid-19, che ovviamente ha modificato la tendenza a partecipare a lezioni professionali di ballo. In termini di articolazioni coinvolte, la maggior parte dei traumi si è localizzata soprattutto alle ginocchia, sedi di quasi una lesione su quattro, all’anca (16 per cento del totale) e ai piedi.

In un caso su dieci, i problemi sono comparsi a questo livello e nella stessa percentuale si è rivelato un serie danno osseo, con comparsa di fratture. Non stiamo parlando a caso di un problema femminile, visto che stando a quanto riporta la ricerca, i problemi a muscoli, ossa e articolazioni sono risultati ben otto volte maggiori nelle donne rispetto agli uomini.

Il consiglio che viene dagli esperti è semplice: per godere al meglio dei benefici della danza, che sono davvero molti, è meglio essere in forma; quando qualcosa in termini di riflessi e capacità di movimento non riesce a funzionare al meglio conviene fermarsi, senza esagerare. Il piccolo/grande trauma è dietro l’angolo e la sosta necessaria a rimettere in sesto la parte lesa rischia di metterci a riposo per diverso tempo.

Quanto fa bene ballare

Sul fronte dei benefici, il ballo è una sorta di panacea per l’organismo, a prescindere dall’età e dallo stile che si ama di più. Innanzitutto, la danza aiuta i muscoli a mantenersi in forma, e quindi contribuisce a migliorare il metabolismo, facendo lavorare anche gruppi muscolari che a volte non esercitiamo nei nostri movimenti quotidiani.

Il risultato di questa doppia azione è un aumento della forza e una crescita del consumo di calorie, con controllo migliore del peso. ovviamente questi effetti si rilevano anche nei polmoni, in particolare seguendo i ritmi sudamericani: piegare le gambe e liberare il torace fa aumentare gli scambi di ossigeno negli alveoli polmonari, rendendolo più disponibile.

Sul fronte del sistema nervoso, danzare aumenta l’attività del cervelletto – organo deputato tra l’altro al mantenimento dell’equilibrio – e migliora la coordinazione. Più in generale, a tutte le età ballare significa aumentare le capacità del cervello, mantenendolo in forma. Secondo alcuni studi, addirittura ballare regolarmente ridurrebbe di quasi tre quarti il rischio di malattie neurodegenerative.

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Ballare fa bene, ma occhio ai traumi