Tamarillo per fare il pieno di betacarotene e ridurre il colesterolo

Originario di Paesi come il Perù e l'Argentina, il tamarillo è un frutto della stessa famiglia del pomodoro e dalle proprietà benefiche molto interessanti

Noto anche con il nome di pomodoro arboreo, il tamarillo è il frutto della pianta Cyphomandra betacea, appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Contraddistinto da una polpa densa e succosa, è famoso per il suo profilo nutrizionale di ottima qualità.

Degna di nota a tal proposito è la ricchezza in fibre solubili, così come la presenza di betacarotene.  Questo carotenoide, precursore della vitamina A, è noto non solo per i benefici riguardanti la pelle. I carotenoidi, come evidenziato da questo studio italiano del 2014, possono rivelarsi anche degli eccellenti alleati della salute del cuore.

I pigmenti organici in questione agiscono infatti abbassando i marker infiammatori come la proteina C-reattiva. A tal proposito è bene ricordare che, quando si parla di eventi cardiovascolari, alla base c’è l’aterosclerosi, patologia infiammatoria a carico delle arterie che determina, tra le altre cose, anche un aumento dei valori della proteina C-reattiva, che viene prodotta dal fegato.

Per quanto riguarda gli altri benefici del tamarillo, è cruciale citare l’azione relativa alla riduzione dell’assorbimento del colesterolo, dovuta alla già citata presenza di fibre solubili (in 100 grammi di frutto, si può trovare circa un grammo di questi nutrienti).

Le proprietà del tamarillo sono state più volte al centro dell’attenzione scientifica. Tra i numerosi studi che le hanno approfondite è possibile citarne uno risalente al 2015 e pubblicato sulle pagine della rivista Journal of Obesity.

Il lavoro scientifico in questione, condotto da un’equipe attiva presso la Universiti Putra Malaysia di Serdang, ha esaminato gli effetti dell’estratto di tamarillo su un campione di ratti obesi nutriti per 10 settimane con una dieta ricca di grassi.

Una volta trascorso questo lasso di tempo, agli esemplari è stato somministrato l’estratto di tamarillo. Risultati alla mano, gli esperti hanno notato una significativa riduzione dei livelli di colesterolo totale e, nel contempo, un incremento dei valori di colesterolo buono HDL.

Ricco di vitamina C – e di riflesso portentoso alleato contro i processi di ossidazione e utile all’efficienza del sistema immunitario – il tamarillo contiene vitamina B6, fondamentale per il metabolismo dell’emoglobina.

Per apprezzarne a pieno sia i benefici sia il sapore, si consiglia di consumarlo crudo. Nessuno vieta, se si vuole, di cucinarlo. In questi casi, però, bisogna prima togliere la buccia. Concludiamo ricordando che prima di introdurlo nella dieta è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante.

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Tamarillo per fare il pieno di betacarotene e ridurre il colesterolo