Rosa canina: proprietà, utilizzi e controindicazioni

La rosa canina è ricca di acido ascorbico, vitamina importante per sostenere il sistema immunitario ma anche per la bellezza e la salute della pelle

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

La Rosa canina è una pianta spontanea che cresce in tutta Europa e che è facile incontrare nei boschi o lungo i sentieri. Si tratta di una specie appartenente alla famiglia delle Rosaceae, caratterizzata da portamento arbustivo. La pianta della rosa canina presenta fusti ricoperti di spine e foglie imparipennate, con margine finemente seghettato e apice appuntito. In primavera questa varietà di rosa produce fiori bianco o rosa carico da cui si sviluppano poi falsi frutti detti cinorrodi, inizialmente arancioni, rosso carico a maturità. I frutti della rosa canina rappresentano la droga di questa pianta. Si raccolgono dopo le prime gelate, prima della maturazione completa, e si sfruttano soprattutto per il loro contenuto in vitamine e flavonoidi.

La pianta della rosa canina è anche utilizzata a scopo ornamentale per realizzare siepi. Trattandosi di una pianta rustica e resistente, la coltivazione della rosa canina è molto semplice e consente di avere a disposizione bacche fresche durante il periodo invernale.

Proprietà

I frutti della rosa canina contengono prevalentemente vitamina C, vitamina A, carotenoidi, flavonoidi, antociani e tannini. Raccolti allo stato spontaneo o utilizzati per la preparazione di estratti, i conorrodi di rosa canina trovano impiego soprattutto come coadiuvante nella carenza di vitamina C e per sostenere il sistema immunitario e come blando diuretico e lassativo.

La rosa canina viene sfruttata ad esempio per contrastare i cali di energia e lo stress psico-fisico, migliorare la concentrazione e le capacità muscolari, prevenire e trattare i sintomi influenzali durante la stagione invernale o come integratore di vitamina C quando il fabbisogno di questa molecola risulta aumentato, ad esempio nei forti fumatori.

Le bacche di rosa canina hanno inoltre un’azione lievemente lassativa e diuretica, data dalla presenza di pectine, e proprietà ipoglicemizzanti, cioè in grado di ridurre i livelli di glucosio nel sangue. Alla rosa canina sono attribuite anche proprietà antinfiammatorie utili a contrastare dolori osteoarticolari. Nelle creme cosmetiche, infine, gli estratti di rosa canina aiutano a difendere la pelle dai danni dei raggi solari, favorire il microcircolo e proteggere le pelli delicate e sensibili.

Come utilizzarla

I frutti della rosa canina possono essere consumati freschi, dopo averli raccolti da piante spontanee o coltivate in giardino. La raccolta avviene in seguito alle prime gelate invernali e le piccole bacche rosse devono prima essere private dei semi e della leggera peluria al loro interno, tagliandole longitudinalmente e scavandole con la punta del coltello. Consumate fresche, le bacche hanno un elevato contenuto di vitamina C, importante per il sistema immunitario ma anche per la salute della pelle e delle mucose, dato che l’acido ascorbico interviene nella sintesi del collagene.

I frutti di rosa canina possono anche essere utilizzati per la preparazione di confetture oppure essiccate e impiegate per preparare infusi durante la stagione fredda. La confettura si prepara con circa mezzo chilo di zucchero per ogni chilogrammo di bacche schiacciate, riscaldando sul fuoco fino a ottenere un composto denso. L’essiccazione si effettua invece in essiccatore a 35-40°C per circa dodici ore, oppure lasciando le bacche (tagliate a metà e pulite) all’ombra per una giornata. I frutti essiccati si conservano in un barattolo di vetro chiuso, al riparo di fonte di luce e calore e il decotto preparato con le bacche essiccate ha un’azione leggermente sedativa. Occorre però tenere conto del fatto che i processi di cottura ed essiccazione distruggono la vitamina C, riducendone il contenuto in modo sensibile, dal 40 fino al 90%.

In erboristeria è possibile acquistare estratti secchi e liquidi di rosa canina, tra cui gemmoderivato, tintura madre, capsule o compresse. Il gemmoderivato di rosa canina si utilizza somministrando dalle 20 alla 40 gocce diluite in acqua, una o due volte al giorno prima dei pasti per circa venti giorni al mese durante l’autunno. L’assunzione del gemmoderivato è utile soprattutto nei bambini, per prevenire influenza e malanni di stagione.

La tintura madre di rosa canina, oltre all’azione vitaminica, ha proprietà antinfiammatorie e ha effetto blandamente diuretico, ipoglicemizzante e di regolazione sulla funzionalità intestinale. È indicata negli stati influenzali e come coadiuvante nel trattamento di mal di schiena, cervicalgie o dolori alle articolazioni, infiammazioni a carico dell’intestino che causano stitichezza o diarrea acuta e per stimolare la diuresi. La tintura madre si somministra diluendone 40 gocce in un bicchiere di acqua, da una a tre volte al giorno.

Sempre per uso interno, compresse e capsule contenente 100-300 milligrammi di estratto secco di rosa canina sono consigliate come integratori di vitamina C durante la stagione autunnale e invernale, spesso associati ad altre piante immunostimolanti come l’echinacea o l’astragalo, per difendersi dall’influenza.

Creme e pomate preparate con estratti di rosa canina si utilizzano invece esternamente per ammorbidire e idratare la pelle sensibile e delicata, prevenire l’invecchiamento cutaneo, proteggere i piccoli vasi sanguigni e stimolare il microcircolo in caso di couperose.

Controindicazioni

La rosa canina è un rimedio sicuro e privo di effetti collaterali. Il suo consumo è però ovviamente controindicato in caso di ipersensibilità verso uno o più componenti.

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