Perché praticare Qi Gong fa bene alla salute

Il Qi Gong è una disciplina che richiede grande controllo di respirazione e concentrazione: ecco quali sono i benefici e come si pratica

Qi Gong è un nome davvero molto interessante per una disciplina particolare: originaria della Cina, prevede una serie di posizioni legate al controllo della respirazione e della mente. Il Qi Gong nasce dalla fusione tra filosofia e medicina tradizionale, nonché ovviamente dalle arti marziali cinesi. Ma partiamo dalle basi: il termine Qi Gong, significando sia aria che spirito ed energia, esprime il concetto di “soffio vitale” e dunque vuol dire tecnica dello spirito. La storia di questa disciplina è molto antica e curiosa e affonda le sue radici in un passato molto lontano, più di 4.000 anni fa. Durante il passare degli anni, la disciplina del Qi Gong è stata declinata in più forme con l’obiettivo di soddisfare esigenze differenti a seconda dell’individuo. Vogliamo ricordare come però il Qi Gong non sia una terapia e che la sua pratica, seppur convalidata da noti effetti benefici, non sia approvata scientificamente per il trattamento di disturbi o patologie particolari.

Ad ogni modo, è possibile affermare con totale tranquillità che svolgendo in maniera costante e regolare questa attività si possono trarre svariati vantaggi, ovvero: maggiore rilassatezza, pace dei sensi, serenità ed un forte equilibrio generale. Degli effetti positivi sul corpo, invece, ne parleremo più avanti. Seppur il Qi Gong sia diventato molto di tendenza negli ultimi tempi, fino alla prima metà del Novecento era rimasto limitato ad una fetta ridotta di popolazione, sebbene fosse una pratica parecchio diffusa in alcune università, negli ospedali e nei centri di riabilitazione. Negli anni successivi, a causa dell’aumento dell’accessibilità a questa speciale disciplina e, conseguentemente alla messa in dubbio delle capacità e della stessa professionalità di alcuni maestri, è stata istituita l’Organizzazione Cinese di Qi Gong. Essa, infatti, si preoccupa di regolare questa pratica stabilendo rigidi requisiti e le certificazioni delle quali i maestri devono essere in possesso per poter insegnare. In Italia il punto di riferimento per questa disciplina è l’Italy Health QiGong Association.

Qi Gong: perché praticarlo ed i suoi benefici

Ti sei mai chiesto/a perché praticare Qi Gong? Sicuramente, fra le prime ragioni troviamo il fatto di poter imparare a gestire meglio il respiro e controllare il proprio corpo. Ad ogni modo il Qi Gong ha un forte effetto terapeutico e permette di raggiungere un alto livello di benessere generale: la filosofia su cui la disciplina si basa, infatti, afferma che questa pace interiore possa essere raggiunta attraverso l’esercizio, la concentrazione e la meditazione. Questo significa imparare ad ascoltare il proprio corpo e la propria mente, mettendoli in stretto contatto. Quindi, il Qi Gong viene praticato perché in grado di apportare una serie di benefici dal punto di vista psicofisico.

In primo luogo, favorisce lo sblocco di tutti i centri energetici presenti nel corpo e nella mente, contribuendo ad un migliore scorrimento della vigorosità. Questo aiuta molto a ridurre lo stress e le ansie tipiche della routine quotidiana, le solite dovute alle preoccupazioni lavorative. I benefici di questa tecnica cinese sono riscontrabili anche in un miglioramento della qualità del sonno, nonché la riduzione della pressione sanguigna, dei sistemi cardiovascolare e polmonare e di quello muscolare. Insomma, un vero toccasana in tutto e per tutto! Dal punto di vista fisico, il Qi Gong ha anche il compito di migliorare tutti gli organi interni.

Infatti, non a caso, ci sono delle tecniche specifiche che supportano fegato, cuore, polmoni ed è proprio per questo che in Cina la disciplina viene sfruttata per prevenire eventuali disturbi o patologie. Inoltre, se soffri di attacchi di panico o ansia, rabbia, pensieri costanti, il Qi Gong può costituire un validissimo aiuto: darà una mano a ristabilire l’equilibrio mentale e la serenità, attraverso un esercizio di profonda meditazione. È fondamentale percepire l’energia che attraversa il proprio corpo ed elevare il proprio spirito per poter iniziare a stare meglio. In termini pratici, dunque, possiamo affermare che il Qi Gong, funzionale pratica cinese, è in grado di:

  • Migliorare lo stato di salute generale e la concentrazione;
  • Ridurre ansie e stress;
  • Migliorare la qualità del sonno e preservare gli organi interni;
  • Migliorare la circolazione linfatica e sanguigna;
  • Dare equilibrio agli stati emozionali.

Come si pratica Qi Gong e quanti tipi ne esistono?

A questo punto, ti starai chiedendo come si pratichi Qi Gong. Fino ad ora, infatti, abbiamo appreso benefici ed effetti terapeutici di questa antica tecnica cinese, ma ora è importante scoprire come metterla in pratica per poter ottenere un netto miglioramento della propria qualità di vita. È fondamentale riuscire a coordinare mente, corpo e respiro ed è possibile farlo solamente attraverso tre importanti criteri: postura, consapevolezza e respirazione. Questa pratica viene condotta tramite una serie di esercizi e posizioni, nonché schemi fissi che vedremo a breve individuando i principali tipi di Qi Gong. Il primo che scegliamo di menzionare è il Qi Gong esterno, ovvero quello associato alle arti marziali cinesi. L’obiettivo principale è proprio quello di rafforzare il corpo attraverso una serie di esercizi mirati e graduali chiamati “Ying Gong”.

Chi pratica questo tipo di Qi Gong, va incontro ad una serie di prove di forza notevoli, le quali richiedono poi un lavoro di massaggio molto delicato con oli specifici. Al secondo posto troviamo il Qi Gong interno, il cui scopo principale è proprio il nutrimento della propria energia e la liberazione di tutti i centri energetici. Esso può essere sia di carattere statico che dinamico e dunque ad indirizzo salutistico o marziale. È ovvio che è necessario, per entrambi i casi, un lavoro di concentrazione estremo e costante. Sei curioso/a di conoscere le altre tipologie di Qi Gong e le relative caratteristiche? Molto bene, proseguiamo in questo viaggio alla scoperta di questa antica disciplina dalle radici ancora troppo misteriose. Ci troviamo, dunque, a parlare di Qi Gong statico: è caratterizzato da varie declinazioni della disciplina stessa, la cui linea direzionale è la meditazione, ovviamente.

Poi, due sono le tecniche di meditazione caratterizzanti del Qi Gong statico: la respirazione Buddhista, detta anche post-natale, per la quale durante l’atto inspiratorio l’addome si si espande mentre durante l’espirazione si ritrae; e quella Taoista. La seconda, inversa, prevede che l’addome si ritragga e contragga durante l’inspirazione ed espanda durante l’espirazione. Curioso, vero? Ovviamente, queste due tecniche di respirazione richiedono un alto livello di concentrazione e riuscire a portare a termine l’obiettivo non è facile senza costanza e duro lavoro. L’ultima tipologia di Qi Gong è quella dinamica, ovviamente e per antonomasia. Essa, come dice il nome stesso, prevede un numero maggiore di esercizi e posizioni, molto validi. I più noti, soprattutto per chi è appassionato della disciplina, sono il “Ba Duan Jin”, “Ba Da Shi”, “Wu Xing” e molti altri. Sono tutti esercizi non troppo complessi, ma comunque impegnativi, che mirano alla distensione e contrazione dei muscoli in associazione alla meditazione.

Come si svolge una lezione di Qi Gong?

Se hai letto l’articolo fino a qui, ti starai chiedendo come si possa svolgere una lezione tipo di Qi Gong. Abbiamo appreso che questa antica disciplina si basa su alcuni pilastri fondamentali, quali esercizio, concentrazione e meditazione, ma ora è giusto sapere in quanto tempo si impari a praticare correttamente. Innanzitutto, è fondamentale per chi si approccia a questa tecnica la presenza di un maestro: una persona qualificata che creda in ciò che sceglie di trasmettere, che abbia studiato e che possa dimostrare le sue competenze attraverso una serie certificazioni. Anche se il Qi Gong ad oggi non è considerato una vera e propria terapia, è sempre bene rivolgersi ad un esperto del settore, evitando chi si improvvisa un professionista.

Ad ogni modo, dopo che si è raggiunto un buon livello di pratica e consapevolezza, è possibile esercitarsi in completa autonomia. La lezione classica inizia con una serie di esercizi di respirazione, passando poi ad una serie di posizioni statiche e successivamente dinamiche, tutte associate al controllo della respirazione. Ricorda, la gestione del respiro è la base del Qi Gong insieme alla meditazione. Tendenzialmente, la lezione comprende anche momenti di intensa meditazione e può essere svolta in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento: è consigliabile comunque praticare di prima mattina all’aperto per ottenere maggiori benefici. Questo accade con moltissime discipline, tra cui lo yoga.

Qi Gong: esistono controindicazioni?

Sebbene fino ad ora il Qi Gong si sia dimostrato una pratica dai notevoli effetti benefici, esistono anche alcune controindicazioni da tenere a mente. Se ti trovi alle prime armi con il Qi Gong, è consigliabile evitare tecniche di respirazione troppo elevate ed è proprio per imparare a gestire questo aspetto che la presenza di un maestro risulta essere indispensabile. Inoltre, alcuni esercizi particolari o tecniche, andrebbero evitate dalle donne che si trovano in stato di gravidanza per non arrecare alcun danno alla creatura che portano in grembo. Infine, un certo livello di precauzione va preso dai soggetti che soffrono di patologie particolari o disturbi vari ed è bene chiedere il consulto di un medico prima di iniziare a praticare.

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