Gymnema: cos’è e benefici per la glicemia

Originaria dell'India e della zona centrale dell'Africa, la gymnema è nota per la sua forte efficacia ipoglicemizzante

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Silvia Menini

Naturopata e Giornalista

Naturopata in costante formazione, è anche giornalista pubblicista, scrittrice, sommelier ed esperta di marketing.

La gymnema, conosciuta anche con il nome Gymnema sylvestre, è una pianta rampicante di grandi dimensioni appartenente alla famiglia botanica delle Asclepiadaceae. È una pianta originaria dell’India e dei Paesi dell’Africa centrale ed è conosciuta anche con il nome comune di “Gur-mar” che significa “distruttore di zuccheri”. Le parti utilizzate sono le foglie (che hanno un sapore aspro) e i principali costituenti chimici sono: i polifenoli, glicosidi triterpenici. Caratterizzata da numerosi benefici per la salute è nota soprattutto per la sua azione ipoglicemizzante.

La Gymnema sylvestre è una pianta conosciuta nella medicina tradizionale ayurvedica da oltre 200 anni nella quale veniva utilizzata proprio per trattare il diabete per le sue proprietà di ridurre la quantità di glucosio circolante nel sangue. Non solo, era la protagonista anche in caso di disturbi del metabolismo, anche in associazione con altre piante con un’azione sinergica.

In passato, veniva utilizzata anche come antidoto in caso di morsi di serpente, antimalarico, stimolante digestivo, lassativo, soppressore dell’appetito e diuretico. Nelle zone dove la pianta cresce in maniera spontanea, la popolazione ha l’abitudine nella tradizione di masticarne le foglie o di ridurle in polvere per poi consumarle sotto forma di tè.

La proprietà in questione è dovuta alla presenza di acido gymnemico A1. Questo componente, il più attivo tra tutti quelli classificati dagli esperti che hanno approfondito le caratteristiche della pianta, agisce in due modi.

Il primo prevede l’inibizione dell’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale e stimolando una maggiore trasformazione metabolica del glucosio a livello cellulare. Il secondo, invece, si basa sul miglioramento del metabolismo del glucosio a livello cellulare. Entrando nel dettaglio del primo punto ricordiamo il fatto che le molecole del suddetto acido, quando vengono ingerite, si legano ai recettori deputati all’assorbimento del glucosio, bloccandone temporaneamente l’azione.

Il motivo per cui si verifica il meccanismo appena descritto è legato al fatto che l’acido gymnemico A1 ha peculiarità chimiche e strutturali molto simili a quello del sopra citato monosaccaride aldeidico, il composto organico più diffuso in natura.

Diversi studi condotti in Giappone hanno dimostrato che gli estratti di Gymnema contengono delle molecole che sono in grado di legarsi ai recettori intestinali che hanno il ruolo di assorbire il saccarosio, bloccandoli in maniera reversibile. Questo processo viene instaurato in maniera molto veloce e rimane per svariate ore e, nel frattempo, impedisce il 50% dell’assorbimento dello zucchero.

La gymnema, il cui estratto viene spesso utilizzato come rimedio naturale per tenere sotto controllo i livelli di trigliceridi nel sangue, è stata come già detto oggetti di numerosi approfondimenti scientifici. Degno di nota a tal proposito è uno studio risalente al 2017 e portato avanti da un’equipe scientifica attiva presso l’ICAR-National Bureau of Fish Genetic Resources di Uttar Pradesh (India).

Gli esperti in questione hanno confermato l’efficacia ipoglicemizzante della pianta e il fatto che, da diverso tempo ormai, la gymnema è sotto la lente della comunità scientifica, sempre più attenta all’impiego di farmaci contro il diabete contraddistinti dalla presenza di fitomolecole bioattive provenienti da fonti naturali.

In erboristeria, infatti, è un rimedio che viene consigliato anche come coadiuvante proprio nel trattamento del diabete. Se assunta quotidianamente, aiuta a stimolare la secrezione dell’insulina e la rigenerazione delle cellule delle isole di Langerhans (del pancreas).

La Gymnema, dunque, è un fitocomplesso che risulta particolarmente utile nel trattamento del Diabete Mellito non insulino-dipendente.

Proseguendo con i benefici di questa pianta ricordiamo l’effetto anti-dolce. Basta infatti mettere sulla lingua una piccola quantità di gymnema per percepire in maniera decisamente alterata i sapori dolci.

Questo è determinato da un’altra molecola sempre estratta dalla gymnema che è la gurmarina, un polipeptide responsabile proprio dell’attività antidolcificante e che agisce per applicazione topica sulla lingua, in quanto si lega al recettore per il gusto. La molecola altera la normale funzionalità delle papille gustative inibendo il gusto per il dolce. Per questo motivo tale molecola non agisce quando viene assunta sotto forma di capsule o compresse ma va assunta in prodotti che vanno masticati e prestando attenzione a mantenerli a lungo a contatto con la lingua.

Quindi, se consumato prima di un alimento o una bevanda zuccherata, l’acido gymnemico blocca i recettori dello zucchero sulle papille gustative. Una ricerca ha dimostrato come il suo estratto possa diminuire la capacità di assaporare proprio il sapore dolce. In tale studio effettuato su individui a digiuno, alla metà è stato somministrato l’estratto di Gymnema. Chi aveva ricevuto l’integratore aveva meno appetito e meno voglia di cibi dolci al pasto successivo ed erano anche maggiormente propensi a limitare l’assunzione di cibo rispetto a chi non aveva assunto l’estratto.

Altre proprietà della gymnema

Contraddistinta anche da una notevole efficacia lassativa, può essere apprezzata per svariati suoi effetti benefici per l’organismo, soprattutto se non si tiene uno stile di vita adeguato.

Considerato che i suoi estratti riducono il desiderio di zucchero e il suo assorbimento nell’intestino, assumere la Gymnema per periodi prolungati permette di favorire la riduzione del peso soprattutto in chi segue una alimentazione ricca di dolci e carboidrati.

Un gruppo di ricercatori, durante ben 8 settimane, ha somministrato l’estratto di gymnema a dei ratti resi obesi attraverso una dieta ricca di grassi. Dallo studio si è potuto determinare una netta diminuzione del peso corporeo, un aumento dell’escrezione fecale di colesterolo e un incremento anche degli acidi biliari.

Un altro studio ha dimostrato come il consumo di 600 mg/die di Gymnema per 12 settimane ha permesso di ridurre l’IMC (Indice di massa Corporea) di 24 adulti in sovrappeso.

Le proprietà della gymnema, tuttavia, non si esauriscono qui. Difatti, alla pianta sono correlate anche attività ipocolesterolemizzanti, come già accennato, e principalmente attribuibili soprattutto ai glicosidi in essa contenuti. Ecco, quindi, che questa pianta rappresenta un ottimo alleato anche in caso di sindrome metabolica.

In uno studio condotto si è visto come il suo estratto abbia aiutato il mantenimento del peso, oltre ad aver soppresso l’accumulo di grassi nel fegato.

Un altro studio ha portato alla luce come abbia un effetto anti-obesità, riducendo i livelli di grasso nel sangue oltre che di colesterolo LDL, considerato “cattivo”.

In un ulteriore studio, invece, condotto su persone moderatamente obese ha dimostrato come il suo estratto ha permesso di ridurre i trigliceridi e il colesterolo cattivo del 20,2% il primo e del 19% del secondo. Ha permesso anche di aumentare i livelli di colesterolo HDL “buono” del 22%.

Vanta anche proprietà antiemorroidariediuretiche  e antibatteriche. In particolare, l’azione antimicrobica è svolta ei confronti di microorganismi quali Bacillus pumilis, Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa oltre contro E. coli e del fungo della Candida albicans. Svolge anche una azione antivirale contro il virus dell’influenza. Viene utilizzata anche per prevenire e curare patologie oculari e disturbi gastrointestinali, oltre che in caso di malattie del fegato e disturbi cardiaci. Ha azione antiossidante in quanto inibisce l’ossidazione dei grassi e riduce lo stress ossidativo nei soggetti diabetici. Stimola anche il sistema immunitario attraverso la stimolazione dell’attività dei macrofagi e della proliferazione dei linfociti.

Modalità di assunzione

Tra questi è possibile citare la preparazione della tisana – bastano pochi grammi di foglie essiccate da mettere in acqua bollente e lasciare in infusione per 10-15 minuti – così come la tintura madre, per non parlare degli integratori caratterizzati dalla presenza di estratto secco.

Il dosaggio consigliato e utilizzato anche negli studi clinici è di circa 500-1000 mg al giorno di estratto secco titolato in acidi gymnemici e di norma viene suddiviso in due somministrazioni a metà mattina e a metà pomeriggio.

Esiste anche la polvere e si può iniziare con 2 grammi, aumentando piano piano a 4 grammi qualora non si verifichino effetti collaterali.

Controindicazioni

Ricordiamo che l’assunzione di gymnema andrebbe evitata in caso di accertata sensibilità a uno o più dei suoi componenti. Per togliersi qualsiasi dubbio, prima di assumerla è opportuno chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

Visto però il comprovato suo effetto ipoglicemizzante simil-sulfaniluree della pianta, potrebbe interferire con l’assunzione di sostanze ad azione ipoglicemizzante. È infatti stato dimostrato il potenziamento di farmaci curanti il diabete come tolbutamide e glibenclemide. Per evitare quindi di incorrere in crisi ipoglicemiche, chi è in terapia con insulina o con sostanze di sintesi ad azione antidiabetica dovrebbero evitarne l’assunzione o comunque parlarne con il proprio medico in modo da modulare la posologia di entrambi.

Lo stesso vale per eventuali terapie per il controllo di lipidi nel sangue e quindi per abbassare colesterolo e trigliceridi.

È comunque sempre consigliabile, se la si utilizza per fini terapeutici, utilizzarla in preparazioni ben definite e standardizzate in principi attivi in modo da tenere sotto controllo la quantità esatta di sostanze attive che si assumono. Per sapere le dosi esatte è sempre consigliabile consultare le etichette dei prodotti acquistati in quanto potrebbero variare in funzione della marca di riferimento.

Ad alte dosi, si possono manifestare alcuni disturbi gastrici (nausea, mal di stomaco e vomito) soprattutto se assunta a stomaco vuoto, a causa dell’elevato contenuto in saponine oppure anche ipoglicemia, confusione, affaticamento, tremori e sudorazione. In forma di estratto liquido, invece, tende a bloccare temporaneamente la percezione di tutti i sapori e quindi, se non utilizzata con lo scopo di sopprimere il sapore dolce, in caso di dieta ipocalorica, è consigliabile assumerlo lontano dai pasti. Questo problema, come già detto, non sussiste qualora vengano assunte capsule o compresse.

Se ne consiglia la sospensione in via precauzionale almeno 2 settimane prima di un intervento chirurgico programmato in modo da non interferire con il controllo medico della glicemia prima di tale operazione da parte dei medici o del personale ospedaliero.

Non deve essere nemmeno assunto in concomitanza con l’aspirina o l’erba di San Giovanni in quanto potrebbe aumentare gli effetti ipoglicemizzanti.

È sconsigliata per bambini, donne in gravidanza o in allattamento o che stanno pianificando una gravidanza.

 

Fonti Bibliografiche

An open label study on the supplementation of Gymnema sylvestre in type 2 diabetics, PubMed

Consuming Gymnema sylvestre Reduces the Desire for High-Sugar Sweet Foods, National Library of Medicine

Effects of sweetness perception and caloric value of a preload on short term intake, PubMed

Anti-obesity effect of Gymnema sylvestre extract on high fat diet-induced obesity in Wistar rats, PubMed

Effect of administration with the extract of Gymnema sylvestre R. Br leaves on lipid metabolism in rats, PubMed

Effects of a natural extract of (-)-hydroxycitric acid (HCA-SX) and a combination of HCA-SX plus niacin-bound chromium and Gymnema sylvestre extract on weight loss, PubMed

Gymnema sylvestre for Diabetes: From Traditional Herb to Future’s Therapeutic, PubMed