Come imparare ad accettare il proprio corpo

Strategie e consigli per amare, accettare e rispettare il proprio corpo e vivere al meglio la fisicità

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Vivere bene il proprio corpo

Accettare non significa tollerare. Accettare significa comprendere, avere nel proprio cuore la voglia di portare con se stessi/e le proprie caratteristiche.

Il corpo rappresenta una certezza e anche certamente lo lasceremo. Viverlo nel modo giusto significa cercare un’armonia tra quello che ci diciamo mentalmente, quello che diciamo agli altri e allo specchio. Si mettono, tra noi e il corpo, tantissime insidie: quel che l’assetto sociale pretende e impone ai corpi, quelle che sono le reazioni di coloro che subiscono queste imposizioni e che vivono intorno a noi e che a loro volta cercano di imporci dei modi di vivere, vestire, mangiare, esistere. A questo si aggiungono le abitudini nella famiglia, gli schemi di comportamento imposti dalla professione, dal contesto sociale, dal possibile partner. Viene meno, sotto il peso di questi fattori, un elemento importante, essenziale per amarsi e accettarsi: la propria autenticità.

Viverla, scoprirla, onorarla significa cercare il proprio personale modo di stare al mondo, senza sottostare a situazioni imposte, visioni costrittive e stancanti. Amarsi significa guadagnare libertà mentale, uscire da tante vincolanti aspettative, spezzare le lenti con cui gli altri vorrebbero ci vedessimo. Significa non giudicarsi, migliorare dove si sente che si vuole e vivere qualsiasi esperienza come un’avventura che arricchisce le cose che il corpo, la mente e lo spirito possono imparare.

Quanto ami il tuo corpo? 5 indizi per capirlo

Amare il proprio corpo vuol dire onorarlo e prima di tutto osservare cosa ci accade dentro e fuori. Per amarsi in modo efficace occorre attivare una coscienza produttiva e bella che possa monitorare senza ansia come stiamo vivendo la giornata, il mese, ma anche solo la singola mezz’ora. Non significa farsi domande costantemente ma capire quali possono essere utili nel momento giusto. Noi ve ne proponiamo 5 che si rivelano molto utili di tanto in tanto, per capire come stiamo conducendo la nostra vita, quanto stiamo amando e accettando il nostro magnifico corpo.

Quanto ti fermi a respirare?

Il modo in cui respiriamo rappresenta la base di partenza per capire come volersi bene. Se respiriamo in modo profondo e lungo, allora siamo nel nostro potere, nel centro della nostra autorità emozionale. Ogni volta che ci screditiamo mentalmente, ogni volta che abbiamo parole verso noi stessi/e altamente depotenzianti, il respiro si accorcia e sale l’ansia.

Partire dal respiro significa imparare ad amarsi profondamente. Ogni volta che una nostra emozione che scaturisce da un pensiero sul nostro corpo ci fa stare male, allora dobbiamo andare a rivedere le emozioni che scegliamo di nutrire e possiamo farlo andando a inspirare ed espirare lentamente come prima azione, proprio per riportare le cose in equilibrio.

Selezioni le tue emozioni?

Occorre fare del proprio meglio per vivere al meglio. In molti momenti ci dobbiamo chiedere se lo stiamo facendo, in quanto la migliore versione di noi stessi/e sta proprio nella voglia di nutrire le emozioni che ci portano verso l’alto e che non ci appesantiscono. La rabbia potrebbe diventare frustrazione e piano piano ergersi a quiete e arrivare alla gioia. Vanno comunque accolte e trasformate le emozioni e trasformandole verso movimenti alti e di qualità, riusciamo ad andare avanti, sorprendendo anche gli altri e le altre di tutta la nostra autorità emozionale. Cercate di preferire qualcosa che vi faccia provare una sensazione piacevole.

Come ti parli allo specchio?

Quando parte un percorso di amore verso noi stessi/e, le parole che ci diciamo contano tantissimo, specie quelle che usiamo davanti allo specchio, quando guardiamo le nostre forme, le nostre magrezze, le rotondità, i difetti che ci sentiamo addosso e che ci pesano. Cerchiamo sempre di avere parole misurate e positive, esprimiamo il desiderio su quello che vogliamo raggiungere ma senza aspettative forzate. Allo specchio, guardandovi, potete raccontarvi, confessarvi, convincervi, amarvi. Potete esprimere tutte le verità e i timori.

Senti che stai crescendo?

Crescere significa leggere, informarsi, trovare un bell’equilibrio tra stabilità e dinamismo. Significa leggere poesia, studiare a fondo qualche scienza, approfondire le arti, praticare un nuovo sport, fare stretching, studiare i limiti del proprio corpo e sfondarli. Crescere significa guardarsi ogni giorno con occhi nuovi, vedere documentari, capire come funzionano gli ormoni, le stelle, i pianeti, sfrondare le abitudini che tolgono energie.

Con che spirito mangi?

Mangiare velocemente non ci fa godere del cibo che abbiamo sul piatto e lo stesso vale se si mangia avendo la fretta di parlare. Se poi mangiamo nutrendo energie di rancore o di paura o di rabbia, ecco che anche il cibo si trasforma in una sorta di veleno e la digestione si rallenta. Cercate di masticare molto, di avere quiete e tranquillità quando masticate e scegliete sul piatto colori e sapori che vi piacciono. Non abbiate paura di mangiare in solitaria; guardate un film, svuotate la mente, siate devoti al momento sacro del nutrimento. Il bene che provate per voi stessi/e passa anche per la dedizione con cui preparate il vostro cibo. A volte prepararsi un bel pranzo o una bella cena significa fare il primo passo per volersi bene veramente.

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