Camminare a piedi nudi fa bene?

Vediamo insieme quali sono i benefici del camminare a piedi nudi sulla terra e a cosa fare attenzione

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Benefici

Si chiama Earthing la nuova corrente di pensiero e studio che esplora e convalida di nuovo i benefici di una terra le cui cariche ci attraversano in quanto conduttori e neutralizzano i processi infiammatori cui siamo continuamente esposti in quanto esseri umani. In sintesi, secondo questo principio, camminare a piedi scalzi ci ricarica di energia positiva e ci scarica e ci fa togliere tutto quello che non ci serve. Si tratta come di un restituire quel che non ci serve alla terra, che si tratti di tossine, emozioni negative, stati infiammatori. Secondo il terapista Clint Ober, dopo circa 30 minuti a piedi nudi, l’energia elettrica del corpo si ripristina e questo influisce positivamente su tutto il nostro organismo, persino sul livello vibrazionale dei nostri pensieri.

Camminare a piedi nudi ci aiuta a diminuire lo stress e dona a tutto il sistema nervoso un equilibrio molto forte e arreca anche una certa direzione di riequilibrio ormonale. Camminare a piedi nudi normalizza i ritmi biologici del corpo; fa bene alla nostra circolazione sanguigna, ci porta ad alleviare eventuali dolori e ci consente di regolare meglio la nostra pressione. Moltissimi i benefici anche a livello emotivo: nel momento in cui camminiamo a terra a piedi nudi noi andiamo a ritrovare pace, quiete. Nel camminare sviluppiamo una vera e propria riconnessione con la terra e in qualche modo ci radichiamo, ci sentiamo tutt’uno con quel che ci fornisce nutrimento.

Sentire la terra aiuta a sviluppare empatia, forza e ci mette in contatto con l’anima, con la nostra vera potenza interna. Inoltre, ci ricolloca: quando sentiamo di avere molti impegni, tanti problemi, camminare scalzi o scalze ci consente di amare il nostro corpo e sentire le intuizioni, ci permette di rallentare, come esseri umani. Viviamo in un mondo che a volte ci fa sentire come al centro, dove tutto l’ambiente intorno ha luoghi fatti per distrarsi, togliersi voglie e vizi, comprare, spendere soldi. Invece noi abitiamo la terra e a lei dobbiamo la vita. Camminare a piedi scalzi ci permette di connetterci con gli alberi, prendere ossigeno bene, valutare in che fase della vita siamo e dove stiamo andando. Per alcuni/e diventa proprio una forma di meditazione. Si ricrea una connessione primordiale con la terra e per questo camminare scalzi prende anche il nome di Grounding. Ci si sincronizza con i ritmi naturali e migliora anche il sonno, si regola l’appetito e molte altre funzioni fisiologiche.

Infine, vengono stimolati tutti i punti energetici della zona plantare e se pensiamo che sotto al piede ci sono i punti riflessi che si riferiscono ai nostri organi interni, in qualche modo ci stiamo come massaggiando dei punti vitali fondamentali. Il piede, con i suoi archi (interno, esterno, anteriore), ammortizza tutta la zona plantare, ricca di popolazione cellulare adiposa. Possiamo dire che, camminando, possiamo esplorare meglio l’appoggio del nostro piede ed, eventualmente, correggerlo. Quando i piedi sono sempre costretti nelle scarpe, capiamo poco di quel che ci accade a livello di spinte e forze ascendenti e discendenti. Ricordiamo che un piede che appoggia male influenza tutta la biomeccanica di ginocchio, anca e bacino, fino a salire alle curve fisiologiche alte. Di contro, un piede che funziona bene, un piede che viene curato e che mantiene il suo contatto col suolo, significa benessere a livelli alti e a tutte le articolazioni a salire.

Fattori cui fare attenzione

Se avete dei problemi a percepire il vostro corpo nello spazio, cercate di camminare a piedi scalzi di tanto in tanto, aumentando gradualmente la frequenza. Non cercate di forzare l’esperienza, fatela momento per momento. Rendete il camminare scalzi/e un’esperienza fluida, che vi fortifica e vi rende flessibili. Quindi, procedure in modo graduale e magari iniziate su superfici terrose non piene di sassi, ma piuttosto lisce.

Fate attenzione a tutte le superfici che vi provocano dolori, disagi, in quanto finirebbero per darvi alterazioni cutanee (callosità) che poi andrebbero anche a incidere sull’aspetto estetico dell’arco plantare. All’inizio potete anche cercare di fare questa esperienza per meno di un’ora e poi allungare il tempo di prova. Cercate di evitare superfici non igieniche, sporche, se non camminate sulla terra ma sul pavimento. Camminare su superfici non pulite vi fa incorrere nel rischio di confrontarvi col parassita Strongyloides stercoralis che ha la capacità di insinuarsi nel nostro corpo attraverso la pelle anche se perfettamente integra e, secondo studi condotti di recente, con il passare del tempo potrebbe invadere tutti gli organi del corpo umano, intestino incluso.

Nel caso dei bambini, ovvio che sia il gattonamento che il camminare a piedi scalzi serve moltissimo; in questo modo i bambini riescono a strutturare i muscoli dei piedi e costruire la forza dell’arcata plantare. Camminando a piedi scalzi vanno a migliorare e sviluppare l’andatura, creare le linee fisiologiche della postura e della colonna vertebrale. Camminare a piedi scalzi serve moltissimo per i movimenti in senso anteriore e in retroversione del calcagno e conseguenti movimenti delle altre ossa del tarso (astragalo, cuboide, cuneiformi, scafoide) e i metatarsi e le falangi. Nel caso in cui il bambino tardasse a creare la forza necessaria, non si deve insistere con il camminare a piedi scalzi, ma probabilmente ricercare l’aiuto di uno oppure un’esperto/a in ortopedia.