Le posizioni e i benefici dell’Ashtanga Yoga

L'Ashtanga Yoga è un tipo di yoga che mira al benessere tramite il coordinamento di movimenti e respiro: ecco di cosa si tratta

L’Ashtanga yoga, cos’è? È conosciuto anche come gli “otto passi” secondo la dicitura apparsa nei testi di Patanjali e, al pari di ogni altra disciplina orientale, evidenzia la priorità di coordinamento tra gli asana (le posizioni) e il ritmo respiratorio. Ogni movimento deve infatti essere eseguito in sintonia con il proprio respiro, dove generalmente l’inspirazione si sposa con un movimento verso l’alto, viceversa l’espirazione. La respirazione rappresenta un fulcro cruciale della meditazione, tant’è vero che si dice che “muoversi senza respirazione è fare fitness, muoversi respirando correttamente è fare yoga.” Gli Yoga Sutra di Patanjali costituiscono gli scritti filosofici su cui si fonda tale scuola.

Secondo gli indiani l’opera fu elaborata tra il 400 a.C. e il 200 d.C. La mitologia Indù la colloca invece molto prima, intorno al 10.000 a.C.; al di là dell’appartenenza cronologica, il testo rappresenta l’opera madre da cui tutto si diparte. È qui che l’autore, Patanjali, raccolse e organizzò le tecniche e gli insegnamenti del suo tempo. Per raggiungere lo stato di calma, obiettivo finale della pratica, Patanjali descrive otto pilastri portanti: Yama (azione verso gli altri), Niyama (azione verso se stessi), Asana (postura), Pranayama (controllo del respiro), Pratyahara (digiuno dei sensi), Dharana (concentrazione), Dhyana (meditazione), Samadhi (autocoscienza). Nonostante sia sempre bene ricordare quanto tutti gli stili di yoga siano poi riconducibili ad un corpus unico, questo tipo di pratica come si può notare ha delle caratteristiche peculiari, inoltre si presenta molto dinamica e impegnativa.

Ashtanga yoga, le posizioni: il rigido e complesso schema da eseguire

Nelle lezioni di Ashtanga yoga le posizioni (chiamate in gergo asana) sono apprese seguendo un ordine particolarmente preciso. L’Ashtanga yoga nella sequenza di apertura prevede una serie di 8 o 10 Saluti al Sole, seguita da asana in piedi e da una delle sei sequenze principali di posture, chiamate “serie primaria” (Yoga Chikitsa), che ha la funzione di disintossicare e allineare il corpo, poi si ha la “serie secondaria” (Nadi Sodhana) che purifica il sistema nervoso aprendo i canali di energia e infine la “serie avanzata (A,B,C,D)” (Sthira Bhaga), la quale integra la forza e la grazia dell’esercizio aumentando in modo rilevante i livelli di flessibilità. Di quest’ultima esistono 4 varianti, per un totale di 6 sequenze predeterminate, una differente per ogni giorno della settimana. La pratica di una sessione di Ashtanga yoga termina spesso con l’esecuzione di un mantra.

Per comprendere la rigida classificazione delle posizioni, basta snocciolare gli asana in piedi dell’Ashtanga yoga della prima serie. Si inizia la pratica con due piegamenti Padangustasana e Padahastasana. Entrambi simili all’Uttanasana, nel primo si afferrano gli alluci con indice e medio per poi flettersi in avanti, nel secondo i palmi delle mani si trovano sotto le piante dei piedi. Si prosegue poi con due triangoli (Trikonasana classico e Parivrtta Trikonasana), a cui seguono due allungamenti laterali: Parsvakonasana e Parivritta Parsvakonasana. Si passa poi agli arti inferiori con 4 flessioni a gambe aperte: Prasarita Padottanasana A, B, C e D rispettivamente con mani a terra, mani ai fianchi, mani oltre la testa e dita agli alluci.

La piramide: Parsvottanasana preannuncia la serie da 4 da eseguire con busto eretto: Utthita Hasta Padangustasana A, B, C e D rispettivamente con allungamento della gamba avanti afferrando il piede, apertura laterale, avanti con entrambe le mani e infine senza mani. Gli asana menzionati non rappresentano neanche l’intera prima parte della prima serie di asana da eseguire in piedi (a cui seguirà una da terra e le posizioni finali). A causa del rigido schema da seguire si consiglia l’Ashtanga a esperti o persone che abbiano la possibilità di farsi seguire da un conoscitore in grado di eseguire con precisione le posture.

L’Ashtanga yoga che benefici ha?

Come tutte le discipline yoga, anche l’Ashtanga yoga ha benefici che si ripercuotono sul fisico e sulla mente dei praticanti yogi. La costanza aiuta, un maggiore esercizio permette di acquisire una maggior forza muscolare ed elasticità motoria con tutti i vantaggi che ne scaturiscono. L’Ashtanga yoga fa dimagrire certamente, soprattutto se si pensa alla lunga serie predeterminata da eseguire tramite esercizi di tenuta ed equilibrio che richiedono quindi in notevole sforzo fisico. Il messaggio che lo yoga ad ogni modo vuole passare non è assolutamente quello di inseguire il modello omologato di fisicità odierna, bensì raggiungere uno stato di benessere e prontezza fisico nonché mentale, non a caso collegati.

Il fisico assume una forma più tonica, contribuendo a delineare il muscolo che assumerà man a mano una forma affusolata. Gli esercizi di respirazione miglioreranno le performance ginniche e la quotidianità, in quanto lo yoga imposta una corretta modalità di respirazione (che solitamente non si conosce) e che permette quindi di ampliare la capacità di immagazzinamento d’aria, portando quindi ad un maggior senso si rilassatezza. Lo yoga tocca ogni punto del corpo, aiutando l’intero apparato muscolo scheletrico e alleviando dolori di schiena più o meno seri, fastidi di rigidità muscolare e sintomi psicosomatici.

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Le posizioni e i benefici dell’Ashtanga Yoga