Chi sono i figli di Sergio Marchionne, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler

Nati dal matrimonio del manager con Orlandina, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler sono stati accanto al papà fino alla fine.

Non era solamente uno dei più grandi manager italiani, Sergio Marchionne: era anche un uomo profondamente innamorato della sua famiglia. A cominciare dai suoi figli, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler. Due nomi che rendono omaggio l’uno alle sue origini italiane, l’altro a quel Canada in cui si trasferì quando aveva solo 14 anni.

Della vita privata di Marchionne, per la verità, si sa pochissimo. E dei due figli ancora meno. Nati dal primo matrimonio con la moglie Orlandina, Alessio Giacomo è nato nel 1989 e si è laureato in Economia in Canada, mentre Jonathan Taylor è più piccolo di cinque anni. Non esistono, sui social, loro immagini. Non esistono interviste, o dichiarazioni: l’ex Amministratore Delegato di FCA ha vissuto tutta la sua vita (privata) nella più totale privacy.

Si sa solo che, i due ragazzi, non hanno mai lasciato solo il loro papà: nelle ultime ore della sua vita, erano stretti intorno a lui nella clinica di Zurigo in cui era ricoverato, e insieme a loro c’era Manuela Battezzato. Il colpo di fulmine, tra i due, avvenne nel 2012. Alla guida dell’ufficio stampa dell’azienda, la donna – oggi 47enne – seguiva spesso Marchionne nei suoi viaggi all’estero, proprio grazie al suo ruolo. Secondo il gossip, pare che arrivasse da un lunghissimo fidanzamento, la Battezzato, e che non si sia sposata proprio per l’amore inaspettato per Sergio Marchionne.

Iniziarono a frequentarsi nel massimo riserbo, i due, e si dice che ci fosse proprio Manuela dietro al cambio di look del manager che, ultimamente, si faceva spesso vedere con barba lunga e sciarpa al collo. Un modo di vestirsi molto più casual, rispetto a quello a cui aveva abituato il mondo.

A parlare di Sergio Marchionne, oggi, è proprio il papà della compagna: «Chi era Sergio Marchionne? Ci si potrebbe scrivere un libro. Non si può ridurre tutto in poche parole. Ha fatto cose straordinarie, ma era una persona semplice. In lui non c’era nulla di mondano. La sua vita era tutta lavoro e famiglia», ha raccontato a Il Corriere della Sera. Ha poi parlato della decisione, dei due, di andare a Zurigo per avere una privacy maggiore: «Doveva essere un intervento semplice.. Non lo so, forse sarebbe stato meglio se fosse andato alle Molinette… Forse non era nella condizione di affrontare un’operazione. Non saprei, lui è arrivato in clinica fisicamente provato», ha concluso.

Ciò che è certo è che – al fianco di Alessio Giacomo e Jonathan Taylor – al capezzale del manager c’era proprio lei, Manuela, il terzo grandissimo amore della sua vita.

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