Abbronzatura artificiale: le lampade fanno male?

Le lampade consentono di avere un bel colorito anche nei mesi invernali, ma quali sono i rischi legati all’abbronzatura artificiale?

Foto di Tatiana Maselli

Tatiana Maselli

Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

L’abbronzatura artificiale è una pratica che permette di ottenere un colorito più scuro della pelle grazie all’uso di lampade abbronzanti, cioè lampade che emettono raggi UV. Le lampade si effettuano in centri di abbronzatura o solarium, centri benessere, palestre e centri estetici che dispongono di apparecchiature diverse per dimensione e tipologia. Oltre ad essere destinate all’abbronzatura solo del viso o di tutto il corpo, esistono lampade che emettono soprattutto radiazioni UVB e altre che emettono anche radiazioni UVA, in quantità variabili.

La differenza tra raggi UVA e UVB risiede nelle loro caratteristiche e nella capacità di raggiungere gli strati più profondi della pelle:

  • gli UVA sono raggi presenti l’anno, anche d’inverno, perché non vengono filtrati dalle nuvole. Si tratta di raggi ultravioletti capaci di raggiungere il derma, lo strato più profondo dell’epidermide e sono responsabili di macchie cutanee, arrossamento della pelle, prurito. I raggi UVA, pur determinando un’abbronzatura quasi nulla, causano un aumento della produzione di radicali liberi, velocizzando il processo di invecchiamento e aumentando il rischio di comparsa di tumori della pelle;
  • i raggi UVB sono invece presenti in maggiore d’estate poiché d’inverno vengono filtrati dalle nuvole e dalla presenza di vento e sono responsabili di eritemi solari, scottature e abbronzatura.

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