Ultima tappa a Carpi per Yoga Radio Estate, che martedì 25 agosto ha salutato il pubblico di Italia 1 con una piazza pienissima, una scaletta costruita quasi interamente sui tormentoni, con Enrico Papi e Noemi ormai perfettamente rodati alla conduzione.
Sul palco sono passati tantissimi artisti tra cui Nek, Gaia, Francesco Gabbani, Fred De Palma, Arisa, Fabio Rovazzi, Elettra Lamborghini e i Ricchi e Poveri. Ma tra un balletto, una confessione e qualche siparietto decisamente meno prevedibile, non tutti hanno lasciato lo stesso segno. Vediamo le pagelle.
Indice
Noemi, elegantissima e finalmente anche cantante. Voto: 8
“Vedo e non vedo”, la prende subito in giro Enrico Papi appena la vede sul palco. Noemi non si scompone: voleva sentirsi “leggera come una farfalla” e il risultato è un look decisamente più sensuale del solito. Enrico Papi rincara, lei prova a contenerlo e il meccanismo tra i due ormai va alla grande perché sembra sempre sul punto di deragliare.
La parte migliore arriva però quando, dopo aver presentato per tutta la sera gli altri, Noemi torna al suo vero mestiere. Enrico Papi finge di cercarla, poi chiede al pubblico se vuole sentirla cantare. La risposta è prevedibile. Lei si prende il palco con Tu cosa fai questa sera e Vuoto a perdere e, per qualche minuto, Yoga Radio Estate smette di avere una conduttrice e ritrova una delle voci più riconoscibili della musica italiana. Sa fare tutto, manca solo il ballo e siamo ad Amici.
Nek apre la serata e non sbaglia una canzone. Voto: 8
A inaugurare la festa ci pensa Nek, praticamente in casa e accolto da una piazza che conosce bene. Parte con Lascia che io sia, poi arrivano Laura non c’è e Fatti avanti amore: tre brani che bastano a ricordare quanto sia difficile costruire una scaletta di Filippo Neviani senza pescare una hit.
Enrico Papi gli confessa di considerarlo uno dei suoi artisti preferiti e tra i due viene fuori anche un rapporto che dura da anni. Nek, dal canto suo, parla delle proprie radici e di quanto tornare a suonare dal vivo continui a essere la parte più bella del suo lavoro. Poche sorprese, ma quando le canzoni funzionano così bene non servono nemmeno.
Gaia elegantissima, e “Chiamo io chiami tu” meritava di più. Voto: 8
Vestito rosso, bustino lilla e una delle presenze sceniche più curate della serata: Gaia arriva sul palco con Bossa Nostra e poi recupera Chiamo io chiami tu, il brano portato a Sanremo e diventato molto più forte fuori dalla classifica del Festival di quanto il piazzamento lasciasse immaginare.
Ripropone anche il balletto diventato virale (chiamo io chiami tu) e racconta il significato di Bossa Nostra: prendere la bossa nova brasiliana e farla diventare un po’ anche italiana. Prima di salire sul palco svela persino il rito scaramantico condiviso con i musicisti, tra gesti propiziatori poco eleganti ma evidentemente efficaci. Sul palco, invece, di poco elegante non c’è proprio nulla. Perfetta.
Francesco Gabbani sceglie la “svolta funky”. Voto: 10
Dieci anni dopo la vittoria tra le Nuove Proposte con Amen, Francesco Gabbani continua ad avere un repertorio che mette d’accordo praticamente tutti. A Carpi porta Summer Funk, Viceversa e naturalmente Occidentali’s Karma, che basta ancora a far partire la piazza al primo ritornello.
Il nuovo singolo segna una fase più funky della sua musica e Papi gli chiede cosa sia successo. Francesco Gabbani la risolve a modo suo: dopo la svolta a destra e quella a sinistra, non restava che la “svolta funky”. I migliori fanno sempre così. E soprattutto tre pezzi che dal vivo non hanno bisogno di troppe spiegazioni.
Arisa inventa il featuring, Rovazzi lo rende possibile. Voto: 8
Arisa si presenta sul palco con capelli lunghissimi e neri, abito fucsia e bracciali dorati. Canta Magica favola, poi decide che il palco non le basta e chiama Fabio Rovazzi per un viaggio verso La Costiera Amalfitana.
Ed è lì che viene fuori uno dei retroscena più curiosi della serata. Rovazzi racconta che l’idea di coinvolgere Nino D’Angelo nel brano sarebbe partita proprio da Arisa: ascoltandolo in studio avrebbe detto che la sua voce ci sarebbe stata benissimo. Lui ha preso sul serio la proposta e ha iniziato a lavorarci. Due mesi di telefonate, circa.
Arisa sintetizza il loro rapporto molto meglio: lei “spara” (usiamo un eufemismo) le idee, Rovazzi poi le realizza. Non possiamo chiedere di meglio.
Rovazzi rispolvera “Andiamo a comandare” e Papi non resiste. Voto: 7
Più che un’esibizione, quella di Fabio Rovazzi è un piccolo tuffo nella seconda metà degli anni Dieci. Faccio quello che voglio, Volare e soprattutto Andiamo a comandare: bastano poche note e il pubblico sa già perfettamente cosa fare. Anche perché è il pubblico che canta, non lui.
A divertirsi più di tutti è però Enrico Papi, che gli chiede di potersi togliere una soddisfazione e si mette a cantare con lui il celebre passaggio del “trattore in tangenziale”. Rovazzi prova persino a ripartire con una strofa che non era prevista. Il medley sarà pure nostalgia pura, ma cosa possiamo farci, noi cantiamo.
Elettra Lamborghini arriva, balla e pensa già al viaggio di ritorno. Voto: 7
Tuta blu elettrico, Elettra Lamborghini sale sul palco con Voilà, Bambina e Pistolero. Fa quello che ci si aspetta da lei: balla, tiene il palco e trasforma per qualche minuto Piazza Martiri in una discoteca.
Tra una canzone e l’altra, però, il pensiero va a qualcosa di molto meno glamour: le tre ore di macchina che la aspettano per tornare a casa. Una confessione che probabilmente chiunque abbia affrontato un rientro dopo una serata estiva può comprendere.
Forse evitabile, perché sembrava volesse scappare. Però le perdoniamo un po’ tutto perché ci sta simpatica.
I Ricchi e Poveri fanno impazzire Enrico Papi. Voto: 10
Qui il voto non è soltanto per loro, ma per quello che succede intorno. Quando arrivano i Ricchi e Poveri, Enrico Papi perde qualsiasi tentativo di mantenere il distacco del conduttore. Racconta di non averli mai avuti ospiti nei suoi programmi, nonostante li desiderasse da anni, e appena parte Sarà perché ti amo si toglie perfino la giacca per ballare dietro di loro.
Il pubblico esplode, la piazza canta praticamente ogni parola, la testa gira (ah no quella è un’altra hit), e Angela Brambati e Angelo Sotgiu fanno quello che fanno da decenni: trasformano un brano del 1981 in una canzone che sembra non essere mai uscita dalle playlist delle feste italiane.
Noemi prende in giro il collega per l’entusiasmo decisamente fuori controllo. Ha ragione. Ma provate voi a restare immobili davanti a Sarà perché ti amo. È impossibile.