Up and down, su e giù, in una montagna russa infinita che ci porta dritti verso la finale. Il Festival di Sanremo 2026 è entrato nel vivo e, per la serata delle cover, si fa festa. Con la buona, vecchia musica, che per una sera ci sgancia dalla gara e ci riporta indietro nel tempo in un’operazione nostalgia di cui avevamo un bisogno quasi necessario. Apriamo subito in grande, con Laura Pausini in splendida forma e una mitragliata di cover che finalmente la portano al centro della scena. Canta e canta bene, finalmente, basta lanci, cartoncini e bigliettini: questo è uno stadio e vogliamo fare chiasso. Ma cosa ci è piaciuto (e cosa no)? Divertiamoci insieme.
Indice
I momenti top della quarta serata
Laura Pausini finalmente canta
Abbiamo atteso questo momento per giorni, che ci è stato negato in favore della conduzione al fianco di Carlo Conti, ma – alla fine – Laura Pausini ha cantato. Certo, sulla falsariga della serata che è di cover e quindi quelle ci ha proposto. Prima Ritorno ad amare del suo amico fraterno Biagio Antonacci, con quale aveva pure condotto un tour congiunto, poi Immensamente di Umberto Tozzi e infine Io canto, di quella meraviglia che è Riccardo Cocciante quest’anno ottantenne e title track del primo lavoro di cover cui quest’anno ha dato un seguito che le sta dando del gran filo da torcere. Insomma, un’apertura succosa per una serata che ci terrà svegli fino a notte fonda. La più bella.
Fabrizio Moro non andartene mai più
Possiamo annullare la gara e far vincere Fabrizio Moro? E dire che Eddie Brock ci aveva fatto rimpiangere pure Tony Effe in versione Franco Califano ma qui, ragazzi, il colpo è da maestro. E Portami via è ancora quel capolavoro che era allora, quando su quel palco avrebbe dovuto spaccare davvero proprio tutto. Che poi, il cantautore di San Basilio sappia fare duetti è cosa nota: un giovanissimo che viene accompagnato verso il centro del palco, verso quel pubblico che oggi si riconosce nelle parole della nostra musica, quella vera, quella bella. Fabrì, grazie.
Patty Pravo omaggia Ornella Vanoni
Chissà se Patty Pravo aveva in mente di rendere omaggio a Ornella Vanoni, scomparsa nella sua Milano il 21 novembre 2025, o a Gino Paoli. Ti lascio una canzone è infatti un brano che il cantautore genovese ha dedicato alla sua ex Stefania Sandrelli, con la quale ha tradito la moglie e pure Ornella, ma l’esibizione fa emozionare. Sarà la canzone, sarà il balletto sublime di Timofej Andrijashenko, primo ballerino alla Scala, ma alla fine – quel Ciao Ornella – ci ha strappato una lacrima d’amore. Non c’è niente da fare: quando gli omaggi arrivano dagli amici veri, vibrano in maniera così diversa da illuderci perfino di vivere in un mondo giusto.
Dargen d’Amico riscrive Su di noi
Era una promessa, fatta peraltro da Pupo, e non è stata disattesa. Per la seconda volta, dopo Ermal Meta in Stella Stellina, si è parlato di guerra. Di tutte le guerre o di una in particolare, poco importa. Dargen D’Amico sa bene cosa significa essere cantautore e si rivolge ai più bravi per portare un brano che finalmente si fa ascoltare in questo mosciume di serata. Tra le strofe di Su di noi compaiono infatti quelle de Il Disertore di Ivano Fossati, che peccato non sia stato citato sul palco ma c’era. Una versione bellissima di un brano simbolo della nostra musica. Che piaccia o no.
J-Ax invita tutta Milano
L’avvenire è un buco nero in fondo al tram. Lo sa bene J-Ax, che per questa serata ha scelto di percorrere la strada della concretezza. Il brano che ha scelto è E la vita, la vita, e per interpretarlo si è portato all’Ariston la Milano che contava per Enzo Jannacci. C’è Paolo Rossi, compagno fraterno del Derby, ma anche suo figlio Paolo che è la sua copia dentro e fuori. Cochi a fare le veci di Cochi e Renato è stata l’emozione più grande di questa cover, avremmo desiderato vederlo uscire e correre sul palco, gridando Silvano a squarciagola. Un momento bellissimo per chi crede ancora che il futuro può non essere un’illusione. Grazie Enzo!
I flop della quarta serata
Elettra Lamborghini con Las Ketchup
Ascoltiamo Asereje col ginocchio che scricchiola, la cervicale infiammata e quella voglia di tagliare l’aria con le mani che ci ricorda che siamo vecchissimi, stagionati proprio male. Per fortuna che c’è Elettra Lamborghini, tutta vestita di rosso come si fa per le grandi serate, che sul palco di Sanremo si è portata tre cervelli per impararsi appena 4 parole. Il risultato è impietoso perfino per chi pensa di poter fare il quindicenne in eterno: il pubblico è confuso, tutto dinoccolato al centro della platea, mentre l’ereditiera di trattori e fuoriserie imbraccia il megafono e continua a strillare Vai Sanremo, Vai Sanremo come se fosse a capo della cordata di un festino bilaterale. Non ce la meritavamo.
Alessandro Siani ospite a sorpresa
L’avevano chiamato Mister X ma la sua presenza era praticamente certa fin dai primi minuti che hanno preceduto la diretta. Alessandro Siani è l’ospite a sorpresa della serata delle cover, mai annunciato prima dal direttore artistico. Il risultato è tiepido, sembrava addirittura che le prove fossero state troppo poche per una discesa sul palco in una serata così importante. Entrambi parevano indugiare sul palco, Siani non sembrava nemmeno lui: poi la tensione si è allentata e tutto è tornato alla normalità. Però, una domanda resta: era necessario?
Problema tecnico per Samurai Jay
Baila Morena di Zucchero è il brano che Samurai Jay ha scelto per la serata delle cover, da cantare insieme a Belen Rodriguez e Roy Paci. Purtroppo non è andata bene alla prima, perché si è verificato un difetto tecnico che ha costretto gli artisti a ricominciare dal principio. La showgirl argentina si è presa poi la scena ma il problema di audio sembra persistere perché nemmeno lei è troppo in bolla. Peccato, perché ci è sembrata finalmente felice dopo un periodo durissimo che fortunatamente sta provando a superare.