Sanremo 2026, pagelle della seconda serata: Pilar occasione mancata (7), mistero su Fedez-Lauro (n.d.)

Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2026: troppo poco spazio a Pilar Fogliati, il mistero della scaletta su Fedez e Achille Lauro

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Serena De Filippi

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Dopo un inizio che è stato definito quasi un “flop” per la perdita di 3 milioni di spettatori, la seconda serata di Sanremo 2026 ha mantenuto in parte le aspettative, ma la corsa contro il tempo di Carlo Conti, il “Generale con l’orologio”, non si è rivelata la strategia migliore per dare spazio a tutti gli ospiti, i co-conduttori e le co-conduttrici. Dal mistero della scaletta (perché Achille Lauro non ha presentato Fedez e Masini?), fino all’omaggio toccante di Lauro stesso alle vittime di Crans-Montana e il ricordo della nipote di Ornella Vanoni, le nostre pagelle.

Le nuove proposte. Voto: 8

Durante la prima serata abbiamo assistito all’esibizione dei 30 Big in gara, ma con la seconda serata di Sanremo 2026 è arrivato il momento di dare spazio alle Nuove Proposte: il primo a cantare è stato Nicolò Filippucci, e la sua Laguna ha emozionato l’Ariston (e anche noi). A unire Blind, El Ma & Soniko, invece, è il sorriso: il feeling c’è, e anche il glamour di uno stile ben definito. Il sound è quello “giusto” per far perdere la testa… anche ai giovani. Sono stati, in realtà, bravi tutti, con un livello musicale notevole, a dimostrazione che il talento – proprio no – non ha età: Filippucci ha “sconfitto” Blind, El Ma & Soniko, e Angelica Bove ha trionfato su Mazzariello. Ci teniamo però a sottolineare un punto: come sempre, qualcuno deve pur vincere. Ma Blind, El Ma & Soniko e Mazzariello hanno dato il massimo, e forse persino più di alcuni Big in gara.

Achille Lauro, dall’omaggio alla co-conduzione senza sbavature. Voto: 10

Tornando indietro nel tempo, ripercorrendo la carriera di Achille Lauro, oltre ai successi, vediamo anche e soprattutto gli inizi: è riuscito nell’intento di unire più di una generazione e di entrare nel cuore di quelle persone che, vedendolo tanto diverso da quello che proponeva ai tempi il panorama musicale italiano, proprio non ne comprendevano il genio e il talento. Lauro al momento non ha bisogno di conferme, ne ha già avute tante, ma questa co-conduzione di Sanremo 2026 ha aggiunto ugualmente un tassello in più. Quello di un artista che oggi è un uomo impegnato, la cui sensibilità è destinata a lasciare il segno.

L’omaggio a Ornella Vanoni. Voto: 7+

Camilla Ardenzi, nipote di Ornella Vanoni, ha omaggiato la nonna cantando il brano Eternità: un momento toccante, emozionante, di fatto privo di qualsiasi sbavatura. Pur essendo su quel palco tanto importante, Camilla ha dato prova del suo talento, ricordando la nonna con la sua musica. Solo una piccola stonatura, purtroppo: l’orario dell’omaggio, a dir poco ingiusto. Ornella avrebbe meritato la prima serata, e non questa meravigliosa esibizione a mezzanotte inoltrata.

La seconda serata di Carlo Conti, il “Generale” con l’orologio. Voto: 6

Il pressing a inizio puntata? C’è stato, ovviamente. Gianluca Gazzoli è stato una vera e propria rivelazione: ogni tanto i sogni si avverano, ha detto, parlando dell’occasione speciale vissuta sul palco dell’Ariston in una data affatto casuale (il 25 febbraio era il compleanno della mamma, scomparsa nel 2025). Il monologo empatico è stato però smorzato, come sempre, da una logica ferrea. I conti devono tornare, e non si può in alcun modo sforare con la scaletta. Sono – troppo – lontani i tempi di Amadeus, in cui ogni momento era “propizio” per scrivere una pagina nella storia del Festival. Non si può finire tardi, lo comprendiamo, ma da spettatori non può e non deve mancare il respiro televisivo.

Menomale che c’è Lillo. Voto: 9

Lillo Petrolo è stato il co-conduttore che ha avuto più spazio, il pepe della serata. Si è fatto sentire sul palco, ha ballato il jingle di Sanremo, non si è tirato indietro di fronte a nulla, sfoggiando il suo essere tanto poliedrico: “Meglio fare tante cose male, che una bene”. Ha persino rischiato la sua stessa incolumità tentando di proporre il monologo di Morte di un commesso viaggiatore, il dramma teatrale di Arthur Miller. Conti è intervenuto subito: 28 minuti di monologo? Sketch simpatico, ma la precisione di Conti non può essere l’unico attacco simpatico.

Pilar Fogliati, occasione mancata. Voto: 7

Il suo arrivo sul palco ha promesso così tanta carica ed energia che, passata la mezzanotte, abbiamo iniziato a chiederci… ma dov’è Pilar Fogliati? Ma soprattutto: perché invitarla e relegarla a momenti che definire “sporadici” è anche poco? Sul palco dell’Ariston ha portato uno dei suoi personaggi, Uvetta Budini Di Raso. E poi? La pecca di questa seconda serata di Sanremo è stata quella di condensare troppi ospiti e co-conduttori. Non tutti hanno avuto il proprio (meritato) spazio, se non per pochi secondi, a “spizzichi e bocconi”, oseremmo dire.

Max Pezzali ci risveglia dal torpore. Voto: 8

Per tutte e cinque le serate, Max Pezzali si collega dalla nave rispolverando i grandi classici del suo repertorio. Va a lui il compito di movimentare il pubblico a Sanremo e da casa: ci risveglia dal torpore e ci ricorda che la musica degli 883 racconterà sempre la nostra esistenza, ieri come oggi. Medley azzeccato, con Nord sud ovest est e Tieni il tempo: un tuffo nei nostri amati anni ’90.

Laura Pausini e il Mortadella Gate. Voto: 7

Abbiamo perso 30 secondi preziosi per il Mortadella Gate. Ne è valsa la pena? Per questa volta, sì. Con Carlo Conti si corre, ormai lo sanno anche i muri. Ma, in stile Gossip Girl, scriviamo che Spotted: Laura Pausini è stata beccata a mangiare mortadella dietro le quinte. Conti addirittura ha chiesto alla sua co-conduttrice di non toccarlo. “Mi sono lavata le mani”. Dopo i festini bilaterali di Elettra Lamborghini, che non riesce a dormire a causa della musica alta per gli eventi “collaterali” di Sanremo, uno dei (pochi) momenti davvero spontanei della serata.

La variazione in scaletta: il mistero Fedez-Lauro. Voto: n.d.

Cosa è successo alla scaletta della seconda serata di Sanremo? Perché al posto dello sketch di Pilar Fogliati c’è stato il Mortadella Gate? E soprattutto, domanda delle domande, perché, come previsto dalla scaletta, Achille Lauro non ha presentato Fedez e Masini con Male Necessario? Avremo una risposta, prima o poi? In passato si era parlato di un presunto flirt tra Lauro e Chiara Ferragni…

Fausto Leali ci ricorda cos’è Sanremo. Voto: 10

A 82 anni, Fausto Leali ci ha ricordato cos’è Sanremo, cos’è la musica e cosa significa, a distanza di decenni, vedere le persone cantare con trasporto e intima emozione le proprie canzoni. Leali è tornato al Festival da “vincitore”: a lui è stato consegnato il Premio alla Carriera, per i suoi 60 anni nel mondo della musica. Ha calcato il palco dell’Ariston per ben 13 volte e ha vinto nel 1989 con Ti lascerò, con Anna Oxa.