Sanremo 2026, pagelle della quarta serata: il ritorno di Bianca Balti (10), frecciata di Grignani a Pausini (6)

I nostri voti alla serata delle cover, la più lunga e la più ricca della settimana dedicata al Festival di Sanremo. Ecco il nostro pagellone

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Bisognerebbe tutti sorridere come Bianca Balti. Sorridere alla vita che ci tradisce, che ci spezza, che ci fa dubitare e che ci risolleva in appena 12 mesi, incorniciandoci il viso con un taglio di capelli sbarazzino che sa di nuova vita. La top model ha attraversato l’inferno, andata e ritorno, e non è ancora finita. Ma la sua capacità di lasciar andare la ragazza che è stata per accogliere la donna che è diventata la trasforma nell’immagine più potente di questo Festival di Sanremo. E menomale che Carlo Conti ha avuto l’idea di richiamarla a co-condurre la quarta serata, quella delle cover, in cui la festa era anche per lei. Per tutto quello che non pretende di insegnarci, perché la malattia non è un dono ma un passaggio che oggi l’ha accompagnata di nuovo sul palco dell’Ariston più bella che mai. Ma com’è andata questa serata? I nostri voti ai momenti più belli.

La vincitrice della serata, Ditonellapiaga: voto 9

Era la vittoria più scontata. Un po’ per l’hype incredibile sul suo brano in gara, Che fastidio!, un po’ per il partner scelto per la serata delle cover. L’arrangiamento di The Lady is a Tramp ha dimostrato tutto il suo talento mentre Tony Pitony è servito allo scopo: portarla sul gradino più alto del podio che a questo punto potrebbe pure essere quello dei Big. Lei, bravissima e bellissima, ha finalmente potuto dimostrare davvero quello che vale. Da tenere assolutamente d’occhio in vista del trionfo finale. La gara è veramente apertissima.

Il ritorno di Bianca Balti, voto: 10

L’abbiamo vista radiosa in conferenza stampa e non ci ha delusi sul palco. A un anno dalla co-conduzione di Sanremo 2025, la super top torna sul palco dopo aver affrontato la malattia nella maniera più cruda che possa esistere. Facendosi attraversare dal dolore, che l’ha cambiata ma non l’ha resa meno consapevole che c’è molta più vita in un’esistenza turbolenta che in una senza scosse.

Sorride, bellissima, e non ha davvero niente da invidiare a Irina Shayk. L’amicizia mostrata sul palco con Laura Pausini è il plus di questa serata: finalmente due donne vicine, amiche, a supportarsi nelle loro fragilità. L’aveva detto anche in conferenza stampa, che la sorellanza è quella che l’ha salvata dalla disperazione. Bentornata Bianca Balti, è stato un vero piacere.

Gli omaggi a Ornella Vanoni, voto: 8

A pochi mesi dalla scomparsa di Ornella Vanoni, erano quasi scontati i tributi rivolti alla più grande delle nostre interpreti. Prima Patty Pravo ha portato Ti lascio una canzone, salutandola alla fine, e poi Michele Bravi ha scelto Fiorella Mannoia per Domani è un altro giorno. Insomma, forse la ferita per la sua perdita è ancora troppo fresca, ma ci si aspettava di più da tutti. 8 è un voto ai brani che sono indimenticabili, e anche un po’ all’amicizia di Nicoletta Strambelli che sente il passare degli anni ma sul palco non indugia mai.

I tributi a Lucio Dalla, voto: 9

Due brani di Lucio Dalla, e sul palco gli amici di una vita. Tommaso Paradiso ha scelto di cantare L’ultima luna con gli Stadio, la prima band e coloro che gli sono rimasti a fianco per tutta una carriera nonostante i dissapori seguiti alla separazione, mentre Tredici Pietro ha interpretato Vita insieme al padre Gianni Morandi. Un po’, forse, è stato come averlo ancora qui in mezzo a noi malgrado manchi da troppi anni. Era il 2012, subito dopo Sanremo con Pierdavide Carone, e nessuno poteva credere alla sua morte. L’amore per lui però non è cambiato: è rimasto nelle sue canzoni.

Tullio De Piscopo, senza voto

LDA e Aka7even l’hanno voluto sul palco per un duetto esplosivo e non si sono smentiti. Andamento Lento è una hit incredibile che ha 38 anni di vita ed è scritta per essere cantata in tutti i modi. Ma sono le percussioni di Tullio De Piscopo che ci fanno battere il cuore. Sentiamo la sua musica ma anche l’anima di quella Napoli che ci raccontava Pino Daniele e che oggi, tutti, proprio tutti gli artisti che provengono dalla sua terra sentono dentro come una macchia che non si cancella più. Si sente nelle voci dei due giovanissimi che sul palco dell’Ariston portano Poesie Clandestine, e ancora nella grande musica di De Piscopo che è arrivato al traguardo di 80 anni mantenendo tutto l’entusiasmo di un ragazzo.

Arisa interpreta Quello che le donne non dicono, voto: 9

Di gran lunga la cover migliore della serata ma non avevamo dubbi. Quello che le donne non dicono è un brano di razza, un grande classico che va cantato con una grande voce. E Arisa ha tutte le caratteristiche per fare un lavoro egregio. Sul palco non si è smentita e, insieme al Coro del Teatro Regio di Parma, ha portato a casa l’esibizione più bella di questa lunghissima serata dedicata ai duetti.

Sal Da Vinci canta Cinque giorni, voto: 8

Non si può dire che Sal Da Vinci non abbia coraggio. E infatti, per la serata delle cover, ha scelto un brano complicatissimo che sa cantare praticamente solo Michele Zarrillo. Il testo reca la firma prestigiosa di Vincenzo Incenzo, autore di alcuni dei capolavori contemporanei di Renato Zero, ma la seconda parte del brano è decisamente più clemente per il nostro Sal. Dopo un inizio incerto, un po’ guastato dalla grande emozione che sta provando in questo Festival di Sanremo che gli sta dando tantissimo, si è ripreso alla grande. L’omaggio a Pippo Baudo, poi, era doveroso: senza di lui, Cinque giorni non sarebbe arrivata a Sanremo.

Gianluca Grignani passa indenne la prova Pausini ma poi ci ripensa, voto: 6

Se ne sono detti di tutti i colori, perché la cover de La mia storia tra le dita non era proprio piaciuta a Gianluca Grignani. Ed eccolo qui, sul palco del Festival di Sanremo a interpretare Falco a metà con Luchè. Il brano è un grande brano, è davvero inutile negarlo, e Grignani è un artista pieno di talento che si è presentato all’Ariston per fare il suo lavoro. Niente da aggiungere, se non che questo momento era atteso ma entrambi hanno scelto di essere i professionisti che conosciamo. Alla fine, improvvisamente ci ripensa e guardando il bouquet di fiori di Sanremo esclama: “C’è anche il numero di Laura Pausini? Così la posso chiamare“, dice alla fine Gianluca Grignani.