Sanremo 2022, quello che forse vi siete persi della quarta serata

La serata dedicata alle cover ci ha regalato tante risate e qualche tuffo nel passato: chi ci ha convinto di più e chi meno

Il 4 febbraio 2022 al Festival di Sanremo si è tenuta la serata dedicata alle cover, di solito una di quelle meno interessanti per cui la tensione cala e il pubblico tira il fiato magari cambiando canale ogni tanto o dedicandosi a una serie tv. E invece la quarta serata di quest’anno ha stupito per la sua freschezza e leggerezza.

Nonostante si siano esibiti i soliti 25 cantanti in gara più i loro ospiti, le ore sono volate e si è arrivati abbastanza agilmente a scoprire chi si sia aggiudicato la vetta della classifica (nessuno spoiler, per il momento, se vuoi sapere com’è andata la serata clicca qui).

Andiamo al dunque: per quanto sia stata in generale una bella maratona in cui tutti hanno portato a casa il risultato (cioè farci cantare a squarciagola e ballare), abbiamo comunque stilato la lista dei top e flop di questa quarta serata.

I top della quarta serata

NOEMI – Quando Amadeus la presenta come prima artista a esibirsi e annuncia che avrebbe cantato un brano di Aretha Franklin abbiamo avuto un sussulto. Quando poi ha spiegato che il brano in questione sarebbe stato (You Make Me Feel Like) A Natural Woman è serpeggiato un po’ di terrore. E invece Noemi arriva sul palco, si siede al pianoforte e lascia tutti a bocca aperta, con una performance potente, senza sbavature, carica della sua solita grinta e con la voce sicura e graffiante. Per fortuna nessun problema tecnico ha potuto offuscare questa esibizione, di sicuro una delle migliori in assoluto da quando esiste la serata dedicata alle cover. Regina.

SANGIOVANNI E FIORELLA MANNOIA – Di Sangiovanni si è parlato più per la sua crociata al Fantasanremo che per le sue esibizioni o la sua canzone. Farfalle non è certo un brano che resterà nella storia del Festival, ma è di quelli che ci è già entrati in testa e che involontariamente ci ritroviamo a cantare mentre cerchiamo le chiavi della macchina. Per la serata delle cover chiama accanto a sé Fiorella Mannoia che con la sua voce e la sua consueta grazia rende elegante e di valore tutto ciò che fa. Così la loro A muso duro di Pierangelo Bertoli si merita un posto tra i nostri top della serata, perché arriva al cuore senza urlare e senza avere la pretesa di stupire con acrobazie o fronzoli. Minimal.

JOVANOTTI E GIANNI MORANDI – Attenzione, spoiler. Salgono sul palco e se lo mangiano in un boccone solo senza fatica, come se fossero al villaggio vacanze a divertirsi col karaoke. Il loro medley di successi sia dell’uno che dell’altro ci fa cantare a squarciagola e mette le cose in chiaro: l’età è un concetto che ha sempre meno valore. In mezzo a ventenni che si prendono troppo sul serio e fanno di tutto per farsi notare, loro ridono, scherzano e si divertono come se fossero ancora agli esordi, trascinando il pubblico dell’Ariston e quello a casa in un momento di divertimento che infatti li catapulta dritti dritti alla vetta. La conferma di questo elisir contagioso arriva a fine serata, quando dopo la premiazione si esibiscono di nuovo e ci fanno dimenticare ancora una volta che siano quasi le 2 di notte e che l’indomani si lavori (almeno noi). Highlanders.

ELISA E ELENA D’AMARIO – La scelta di portare con sé sul palco una ballerina invece di una collega con cui duettare poteva sembrare azzardata o autoreferenziale. E invece Elisa per la serata delle cover decide di divertirsi e divertire chiamando Elena D’Amario a danzare sulle note di What A Feeling. Il loro è comunque un duetto, per gli sguardi e per la coreografia pensata dalla ballerina di Amici che interagisce con Elisa mescolando le due arti e ipnotizzandoci con la loro esibizione. Sofisticate.

MARIA CHIARA GIANNETTA – Forse Amadeus aveva previsto tutto. Forse l’ordine con cui le figure femminili sono state abbinate alle varie serate non è stato casuale e seguiva un copione ben preciso: andare in crescendo. Se da Drusilla Foer ci si aspettavano grandi cose che sono state tutte confermate, per Maria Chiara Giannetta il successo non era così scontato. L’abbiamo vista recitare nelle fiction di Rai Uno e in particolare in Blanca, ma non la conoscevamo da vicino e invece si è rivelata una gran bella scoperta. Spigliata, disinvolta, divertente, elegante e per nulla intimorita dal ruolo (almeno all’apparenza). Si prende il palco con simpatia e affianca Amadeus in modo semplice, pacato, ma mai noioso. Anche il suo monologo (anticipato per fortuna rispetto all’orario stabilito in scaletta, ma che comunque è andato in onda intorno alla mezzanotte) non è banale e con la scusa di aiutarci a comprendere come si sia preparata per il ruolo di Blanca  ci offre degli spunti di riflessione interessanti e diversi. Irresistibile poi nel siparietto con Maurizio Lastrico. Scoperta.

I flop della quarta serata

ACHILLE LAURO E LOREDANA BERTÈ – Da Loredana ci si aspetta sempre che ti travolga con la sua voce graffiante e la sua grinta, ma stavolta qualcosa non ci ha convinto del tutto. Sarà che al momento del ritornello, quando tutti eravamo con la nota in canna pronti a gridare Sei bellissima, è stato Achille Lauro a cantare, o meglio a sospirare smorzando ogni entusiasmo. Sarà che l’abito che indossava la ingessava un pochino. Ma non abbiamo visto la leonossa che ci saremmo aspettati e la loro esibizione scompare un po’ in mezzo alle altre, surclassata da quelle di altissimo livello di alcuni colleghi. Godot.

EMMA E FRANCESCA MICHIELIN – Non fraintendetemi: l’esibizione è stata buona, hanno cantato bene e proposto quello che in realtà una cover dovrebbe essere e cioè una rivisitazione contemporanea di un brano celebre. Loro due insieme sono affiatate, ironiche e bravissime. Ma c’è un ma. Se scegli Baby One More Time di Britney Spears mi aspetto di tornare alle medie, quando quella canzone imperversava ovunque e non potevi fare a meno di cantare. Mi aspetto le treccine e la divisa da scolaretta. Mi aspetto di cantarla in piedi sul divano con la spazzola in mano al posto del microfono. E invece l’esibizione di Emma e Francesca esibizione è elegantissima, posata e sì, a tratti ironica, ma manca di quel sano trash che volevamo, che bramavamo sul palco dell’Ariston. Illusorie.

GIANLUCA GRIGNANI E IRAMA – Si era parlato di problemi durante le prove, di un possibile forfait di Grignani all’ultimo secondo. E già speravamo in un Bugo bis, cosa che è sembrata potersi avverare nel momento in cui Irama arriva sul palco e si guarda attorno spaesato perché il collega non lo segue. Falso allarme. Grignani c’è e si esibisce in La mia storia tra le dita, ma il pubblico è più concentrato a trovare somiglianze con Johnny Depp che ad ascoltarlo e forse è meglio così, visto che i due vanno fuori tempo e sbagliano pure qualche nota trasformando la loro canzone in un vero karaoke. Polveriera.