Memoria: come allenarla e migliorarla

Ecco come allenare la memoria e migliorarla con qualche semplice esercizio

Memoria

Fonte: iStock

Come funziona la memoria? Tutto ciò che ricordiamo lo dobbiamo a neuroni e sinapsi: i primi sono le cellule che compongono il nostro cervello, le seconde sono invece le “autostrade” che collegano quelle cellule tra loro, creando le cosiddette reti neurali. Quando un ricordo viene richiamato alla mente, un gruppo di neuroni invia segnali elettro-chimici attraverso le sinapsi secondo una specifica sequenza.

Più una rete neurale viene attivata, più il ricordo associato sarà radicato nella memoria. Questa è la spiegazione scientifica, ne esiste però una più intuitiva. Proviamo a pensare al nostro cervello come ad un prato di montagna: se lo attraversiamo a piedi una sola volta, rimarrà intatto. Se invece centinaia di persone lo attraverseranno nello stesso punto, si formerà un sentiero e questo più sarà utilizzato, più sarà evidente. I ricordi sono come sentieri: se svolgiamo un’attività una sola volta, difficilmente creeremo un ricordo persistente. Per stimolare la memoria abbiamo necessità di ripetere quella stessa attività più volte, a meno che quella stessa attività non sia così intensa da rimanere impressa al primo “passaggio”.

I vuoti di memoria

Il banale fenomeno “ce l’ho sulla punta della lingua” è collegato semplicemente al funzionamento della memoria appena descritto: il nostro cervello ha migliaia di “sentieri”, alcuni ben definiti, altri che si riescono appena ad intravedere. Questi sentieri spesso si intersecano o viaggiano paralleli. Quando abbiamo un vuoto di memoria, non riusciamo a riconoscere il sentiero mentale corretto perché si confonde tra i mille altri. Ma se cambiamo prospettiva, magari pensando ad altro, all’improvviso riusciamo ad individuare il sentiero/ricordo che ci interessava.

Tutti possiamo imparare a ricordare. Non esiste chi è più portato a ricordare e chi invece è smemorato di natura. Il talento e la predisposizione genetica sono le scuse preferite di chi non ha sufficiente determinazione per cambiare se stesso. Esistono numerosi studi che dimostrano come la pratica costante abbia sempre la meglio sul talento. Anzi, a volte il talento e la predisposizione possono essere delle zavorre: il giovane prodigio dell’atletica che smette di allenarsi costantemente dopo aver vinto tutte le gare giovanili, si trova inesorabilmente in difficoltà nel mondo professionistico e non avendo maturato gli “anticorpi” contro la sconfitta, semplicemente si arrende. Lo stesso vale per la memoria: ci possono essere delle predisposizioni, ma è l’esercizio costante e l’applicazione di mnemotecniche efficaci a fare davvero la differenza.

Esercizi per la memoria: la lista della spesa

Esistono decine di tecniche di memorizzazione, la più semplice e immediata è la strategia della “lista della spesa”. Immaginiamo di dover memorizzare una lista della spesa. Molti cercherebbero di memorizzare mentalmente le cose da acquistare, salvo poi arrivare al supermercato e aver dimenticato tutto. Il segreto è ripeterla mentalmente una sola volta e poi memorizzare solo il numero di oggetti presenti nella lista. Arrivati al supermercato potremmo essere certi di aver acquistato tutto, semplicemente confrontando il numero di oggetti presenti nel carrello con quello che abbiamo memorizzato.

Questa strategia la si può applicare in molti ambiti: per esempio, per memorizzare i punti chiave di un discorso da tenere in pubblico. Il metodo funziona perché dobbiamo limitarci a memorizzare un solo numero, che rappresenterà la “chiave di decodifica” attraverso la quale il nostro cervello riuscirà a ricostruire tutte le altre informazioni. Provare per credere!

Memoria ed età che avanza

Con l’età le nostre capacità mnemoniche tendono a ridursi, ma l’esercizio è il miglior farmaco per contrastare il naturale decadimento dei nostri neuroni e della memoria. Un trucco per avere un cervello attivo? Le novità: le persone di una certa età tendono a ripetere costantemente gli stessi rituali ed evitare accuratamente qualsiasi novità. Il problema è che il nostro cervello, non ricevendo nuovi stimoli, tende ad impigrirsi, così come un muscolo non opportunamente allenato tende ad atrofizzarsi. Leggere e studiare nuovi argomenti, avere nuove interazioni sociali, viaggiare in nuovi luoghi, acquisire nuove routine, possono essere esercizi utili per migliorare la memoria.

Memoria: il limite è dentro di noi

L’insicurezza rappresenta uno dei maggiori ostacoli alla nostra memoria. Il nostro cervello è un ottimo servitore: se continuiamo a ripeterci che non possiamo farcela, che non ce lo ricorderemo mai, che non ci interessa, lui, da buon servo, eseguirà gli ordini e classificherà determinate informazioni come non rilevanti. Inevitabilmente non riusciremo a memorizzare queste informazioni. Se vogliamo davvero radicare nella nostra memoria delle informazioni, dobbiamo avere un profondo desiderio di ricordarle ed ordinare, anche in modo esplicito, al nostro cervello di memorizzare queste informazioni.

Migliorare la memoria: concentrazione prima di tutto

I nostri neuroni comunicano grazie all’invio e alla ricezione di segnali elettro-chimici. La nostra mente genera dunque un’elevata attività elettrica, sotto forma di onde cerebrali. Esistono diverse forme di onde, ma solo alcune specifiche frequenze ci consentono di entrare nello stato ottimale di memorizzazione.

Nello specifico, le onde Alpha, che hanno una frequenza tra gli 8 ed i 12 Hz, sono quelle più adatte allo studio perché corrispondono ad uno stato di elevata concentrazione. Affrontare una sessione di studio con la massima concentrazione aumenta dunque le chance di memorizzazione. Come raggiungere questo stato ottimale di concentrazione? Le tecniche di respirazione diaframmatica sono un buon punto di partenza.

Memoria: come allenarla e migliorarla
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