Cos’è la fascite necrotizzante: sintomi, cause, cura

La storia della donna morta dopo una liposuzione riporta in primo piano il tema della fascite necrotizzante. Scopriamo cos'è, i sintomi e come prevenirla

Un intervento di liposuzione si è rivelato fatale per una donna di 36 anni, morta a causa della fascite necrotizzante. L’intervento chirurgico era stato effettuato, lo scorso luglio, in una clinica di Milano, e sembrava fosse andato a buon fine.

Subito dopo l’asportazione del tessuto adiposo da addome, fianchi e gambe la donna aveva iniziato a sentirsi male. Secondo la denuncia del compagno aveva iniziato ad accusare forti dolori, convulsioni e febbre. Tornata in Romania, nel suo Paese natale, era stata sottoposta a diverse operazioni, per poi tornare nuovamente in Italia, questa volta in condizioni disperate. Sino alla morte, avvenuta in una clinica nel bresciano.

Cosa sia veramente accaduto lo stabiliranno gli inquirenti. Di certo la fascite necrotizzante continua a spaventare, si tratta infatti di un’infezione molto rara che può portare alla necrosi dei tessuti o alla morte, ecco perché è bene riconoscerla e intervenire tempestivamente.

Fascite necrotizzante, cos’è e quali sono le cause

Questa infezione è causata da particolari batteri tossigeni (più raramente ha natura fungina) che colpisce i tessuti molli, come il derma, il tessuto sottocutaneo e i fasci muscolari. La gravità dell’infezione è data anche dai nomi con cui viene identificata, fra cui malattia mangia-carne e sindrome dei batteri divoratori di carne.

Generalmente riguarda gli arti inferiori, il perineo e l’addome. Ne esistono di diversi tipi, di diverse entità e a seconda di dove si sviluppa l’infezione può avere un nome diverso.

Le categorie a rischio sono le persone con sistema immunitario compromesso, quelle che soffrono di malattie croniche, quelle che presentano ferite, traumi o ustioni, i diabetici, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i pazienti con patologie epatiche o vascolari, chi è affetto da tubercolosi, da neoplasie maligne o da herpes zoster. Ciò non toglie che l’infezione possa svilupparsi anche in soggetti sani.

Fascite necrotizzante, i sintomi

I sintomi più comuni sono rossore nella zona interessata, brividi, stanchezza, dissenteria, dolore nell’area colpita, edema, febbre, lividi, necrosi, stato confusionale, sudore, tessuti di consistenza anomala al tatto, eritema, gonfiore, tachicardia, disidratazione, lesioni bollose, ipotensione, nausea e vomito. I sintomi si manifestano in modo repentino e si aggravano con il passare del tempo.

Fascite necrotizzante, le cure

La fascite necrotizzante può essere curata sono con la tempestiva e massiccia somministrazione di antibiotici. Sui tessuti infetti e compromessi non resta che intervenire chirurgicamente. Spesso i pazienti vengono sottoposti a terapia intensiva e camera iperbarica. Questa malattia ha un alto tasso di mortalità, se non si interviene immediatamente.

Cos’è la fascite necrotizzante: sintomi, cause, cura