Varicella, come si riconosce e si affronta: tra papula, pustola e crosta

La varicella è una malattia infettiva causata dal virus VZV e può dar luogo a complicazioni soprattutto negli adulti: sintomi, cure e vaccino

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Il periodo è a rischio. La varicella, infatti, si presenta in particolare nei mesi invernali. E va riconosciuta, anche perché, soprattutto se colpisce gli adulti, può dar luogo a complicazioni. Non si tratta di un’evenienza rara: alcune ricerche dicono che in quasi quindici casi su cento l’infezione non viene contratta in età infantile e quindi, in caso di contagio, può più facilmente dare luogo ad altri problemi di salute. Detto che esiste il vaccino specifico, ecco cosa occorre sapere per affrontare l’infezione.

Un’incubazione lunga

La varicella è causata dal virus Varicella-Zoster noto anche con la sigla VZV. Ha come unico serbatoio l’uomo e si trasmette soprattutto per via aerea, attraverso le goccioline di Flugge che vengono emesse. Tuttavia anche il contatto diretto di un soggetto suscettibile con le lesioni cutanee di un paziente affetto da varicella o herpes zoster (quello che provoca nell’adulto il fuoco di Sant’Antonio da non confondersi con l’herpes labiale), può risultare infettante. In genere il periodo di incubazione della varicella varia da 14 a 16 giorni; l’intervallo che intercorre tra il contagio e la manifestazione clinica della malattia (esantema) può prolungarsi anche di più.

Sul fronte dei sintomi, in genere le avvisaglie della patologia si manifestano poco prima della comparsa delle classiche lesioni, sotto forma di stanchezza, malessere generale e in molti casi una leggera febbre. Poi si assiste all’eruzione, con la comparsa delle tipiche lesioni, che interessano soprattutto il torace e l’addome ma poi possono svilupparsi in ogni parte del corpo, sono dapprima arrossate e molto pruriginose, poi più giallognole fino a trasformarsi in croste. La fase acuta della malattia dura in media da quattro giorni a una settimana, e dopo circa tre settimane anche le ultime croste scompaiono.

Di norma l’infezione è particolarmente contagiosa solo nei primissimi giorni di malattia, e quasi sempre dopo una settimana dalla comparsa delle prime vesciche il malato non è più in grado di infettare chi gli sta vicino. Quando l’infezione viene contratta in età adulta assume un decorso più prolungato e si manifesta con una sintomatologia più invalidante rispetto a quanto osservabile nei bambini, tanto che a volte può essere necessario il ricovero in ospedale.

L’ipotesi è che la propensione degli adulti a sviluppare forme di varicella gravi sia da correlare alla risposta difensiva minore che si osserva in questa popolazione rispetto ai bambini. In tutti i casi, in ogni modo, tra le complicanze che la varicella può causare ci sono anche le sovrainfezioni batteriche, l’otite media, l’endocardite, la polmonite e complicanze del sistema nervoso centrale che possono comportare quadri anche lunghi da trattare.

Come si affronta

La varicella normalmente passa senza problemi nei bambini, cui bastano farmaci antiistaminici o semplice pomate per impedire il grattamento e quindi il rischio di infezioni batteriche sulle lesioni. Negli adulti può creare complicazioni e a volte si impiegano farmaci antivirali. Fondamentale è in ogni caso la prevenzione: esiste la possibilità di vaccinarsi e, insieme al medico, è sempre giusto esplorarla.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Varicella, come si riconosce e si affronta: tra papula, pustola e cros...