Così il cervello rende l’intestino pigro ai tempi del Covid-19

In questi giorni che ci vedono tutti in casa, il cattivo umore e l'inattività fisica possono influenzare l'efficienza intestinale

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Sul fronte dell’idratazione, fondamentale per il benessere intestinale, non ci sono problemi. Bere acqua secondo i bisogni è possibile anche durante il lockdown. Ma lo stress e l’ansia creati dalla condizione che stiamo vivendo e il calo dell’attività fisica imposto dalla necessità di stare a casa possono avere ripercussioni non solo sull’umore, ma anche sui normali tempi dell’attività intestinale. Così i ritmi si squilibrano e, specie se non si fa attenzione alla dieta, l’asse tra cervello e intestino può giocare brutti scherzi, con la comparsa di una fastidiosa stitichezza.

Così intestino e cervello si “muovono” assieme

L’ansia e l’umore non proprio gioioso di queste giornate possono creare problemi alla normale motilità dell’intestino, ripercuotendosi sui ritmi. Normalmente il colon, ovvero l’ultima parte dell’intestino prima di sigma e retto, è innervato da una componente intrinseca, che origina cioè nello stesso organo, e da una estrinseca che arriva dal midollo spinale e giunge alle pareti intestinali.

La componente intrinseca, che può essere considerata una sorta di “mini cervello” intestinale, si trova in piccola parte sotto la parete intestinale, mentre la parte più importante (il plesso mioenterico di Auerbach) si trova all’interno della fascia muscolare dell’intestino. Così si spiega perché esiste un “secondo cervello”, regolato anche dal microbiota intestinale, cioè da batteri, virus e altro che vivono normalmente nel tubo digerente, in costante contatto con il sistema nervoso vero e proprio. I movimenti dell’intestino sono regolati in gran parte dall’attività del sistema nervoso “intestinale”, mentre i nervi che arrivano dal midollo spinale servono soprattutto a “modulare” gli stimoli autonomi.

Per questo, nell’intestino, si possono creare vere e proprie fasce di “blocco” alla peristalsi con stitichezza e aumento di dimensioni del tratto dell’intestino che precede il blocco (come nel morbo di Hirschprung che porta all’inattività di una zona del plesso di Auerbach). Anche il sistema nervoso estrinseco è importante per la sua azione di controllo dei movimenti intestinali; non a caso, dopo una lesione del midollo spinale a livello del torace, il colon non riesce a distendersi normalmente dopo i pasti, proprio per la mancata azione di controllo dei nervi che hanno il compito di stimolare i movimenti dopo i pasti.

Così l’intestino diventa pigro

La stitichezza va considerata un sintomo che, se non legato a patologie, risente molto non solo di ciò che mangiamo e di come ci muoviamo, ma anche del nostro stato psicologico. Chi tende all’umore cupo, ad esempio, può avere maggiori difficoltà ad andare di corpo regolarmente, proprio per le connessioni che si creano tra intestino e cervello.

In tutti i casi, se non esistono possibili cause organiche del disturbo e questo è solo passeggero (occorre sempre parlarne con il medico se il problema si mantiene nel tempo) si parla di stitichezza (o a volte anche diarrea) funzionale, legata a modificazioni nervose, muscolari o ormonali, che impediscono la corretta formazione e progressione delle feci.

Le feci iniziano a formarsi nel primo tratto dell’intestino tenue e costituiscono il residuo, inerte e idrico, degli alimenti fatto di materiale mescolato a sostanze secrete dal tubo digerente, dal fegato e dalle vie biliari e dal pancreas. Le feci diventano tali nell’intestino crasso, ultima parte del tubo digerente. Le scorie, vengono spinte in avanti nel colon grazie alla contrazione ritmata dei muscoli intestinali.

Una volta giunte nel retto, contenitore che raccoglie anche voluminose quantità di feci, queste vengono accumulate fino a che non arriva l’ordine di evacuare dal cervello, in grado di recepire lo stato di “ripienezza” di questo contenitore naturale attraverso speciali recettori nervosi presenti sulla parete del retto.

Se uno o più di questi passaggi non è normale oppure la dieta non prevede una sufficiente quantità di scorie per formare le feci, può comparire stitichezza. Quando ovviamente non sono presenti specifiche patologie dell’intestino oppure malattie come il diabete o ancora situazioni particolari come elevati tassi di calcio nel sangue, che possono influenzare l’attività dei muscoli intestinali.

Fate attenzione all’alimentazione

Se sul fronte psicologico, ovviamente, il progressivo ritorno alle abitudini consuete che si avrà nelle settimane che seguono la ripartenza potrà essere di grande aiuto; non bisogna però dimenticare che è soprattutto con le giuste abitudini alimentari che possiamo dare una mano all’intestino pigro.

Consumare regolarmente frutta, verdura e alimenti integrali è il cardine della dieta che consente di mantenere efficaci le contrazioni intestinali. Tra i frutti, particolarmente indicati sono le ciliegie, l’uva, le mele (da mangiare con la buccia, ricca di fibra) e le prugne.

Tra le verdure più ricche di fibre ci sono invece le carote, le bietole, i porri e la cicoria. Tra le fibre, particolarmente utili per combattere la stitichezza sono quelle insolubili in acqua, presenti soprattutto nei cereali e nella crusca. All’interno dell’intestino, per la loro struttura chimica, si riempiono infatti di acqua e quindi aumentano il volume e la consistenza delle feci.

Occorre anche bere almeno un litro d’acqua al giorno – per consentire alle feci di formarsi visto che sono fatte per due terzi da acqua – evacuare sempre alla stessa ora, fare regolarmente attività fisica.

La visita del medico, in ogni caso, è fondamentale, insieme con eventuali test diagnostici mirati, se la stitichezza non si risolve in pochi giorni. Soprattutto non conviene abusare di lassativi, che vanno assunti solo per brevi periodi e dopo avere escluso patologie che rendono l’intestino pigro.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Così il cervello rende l’intestino pigro ai tempi del Covid-19