Cos’è e quali benefici ha il Vinyasa Yoga

Il Vinyasa Yoga è un tipo di yoga molto dinamico che, oltre a regalare benessere, fa dimagrire: ecco come iniziare a praticarlo

Prima di snocciolare le caratteristiche salienti del Vinyasa yoga, è bene fare una precisione. Oggi, è sempre più diffusa la tendenza a dare un’identità a sé stante ad ogni tipo di yoga tramite un nome ed elementi specifici, nonostante lo yoga sia una disciplina unica che accoglie posizioni e sequenze riscontrabili in tutte le tipologie di pratiche. Si parte infatti dal presupposto che ogni istruttore realizzi uno stile personale nato da stili integrati tra loro, figli di insegnanti e quindi esperienze interpretate diversamente. La distinzione comunemente fatta serve a dare delle indicazioni di massima agli yogi e a volte distinzioni rigide risultano essere forzate ad artificiose. Ciononostante, in alcuni casi possono essere presenti delle differenze effettivamente caratterizzanti, basti pensare all’uso di oggetti, il ritmo più o meno lento della pratica, il livello richiesto, la filosofia che ne è alla base ed altre varianti. In particolare, il Vinyasa yoga, in controtendenza rispetto agli altri tipi generalmente adatti anche ai neofiti, grazie alla sua rinomata e forte dinamicità, accoglie soprattutto esperti.

È sconsigliato alle donne in gravidanza, a persone con difficoltà articolari, a chi ha subito delle lesioni, agli anziani e – infine – e a chi preferisce acquisire una maggior consapevolezza fisica prima di cimentarsi. Quindi il Vinyasa yoga cos’è? È una pratica che mescola e reinterpreta i movimenti di altri due stili: l’Ashtanga e lo Iyengar. A causa delle sue forte componente dinamica si chiama anche yoga dinamico Vinyasa. La parola come sempre ha origine dal sanscrito, vi significa “in modo speciale“, mentre nyasa corrisponde a “posizionare“. A volte si sente parlare anche di Vinyasa flow yoga, flow dall’inglese vuol dire “fluire o scorrere”, infatti ciò che più differenza tale pratica è la fluidità dei movimenti tra un asana e l’altro e la notevole forza muscolare richiesta. Il respiro anche qui acquista un ruolo prioritario: qualsiasi movimento deve seguire il proprio ritmo di respirazione da calibrare in modo corretto per non causare affanno.

Vinyasa yoga: le posizioni

Come accennato, trattandosi di un mix fra più stili (in particolare due), il Vinyasa yoga ha posizioni ampiamente variegate per eseguire molteplici coreografie da differenziare in base alla difficoltà. Tra gli asana più frequenti c’è senza dubbio il cane a testa in giù, Adho Mukha Svanasana. Partendo dalla posizione in quadrupedia l’obiettivo è quello di creare una V rovesciata con gambe e braccia tese: più si spinge il petto verso le gambe, più si azionano gli addominali e le braccia; se i talloni non toccano terra non preoccuparti, la capacità di estensione migliorerà con il tempo. Anche la posizione Chaturanga Dandasana è molto nota ed aiuta a sviluppare la muscolatura soprattutto delle spalle e delle braccia, senza tralasciare addominali e arti inferiori. Consiste, partendo da pancia in giù staccati dal tappetino, a mantenere la posizione immobile facendo leva sulla forza delle braccia, come si fosse bloccati in una flessione.

Le braccia però non sono distese, i gomiti sono a 90 gradi e sfiorano il costato. La posizione deve essere mantenuta qualche secondo e deve essere eseguita in allineamento. Poi c’è la posizione del cobra conosciuta anche come posizione del cane con la testa in su (Urdhva Mukha Svanasana). Finito l’asana del Chaturanga, abbassa lentamente il bacino sfiorando terra – mantenendo sempre il giusto allineamento – solleva la testa e poi il petto proprio come un serpente, facendo leva sulle braccia. Attenzione a non irrigidire le spalle e far incassare le il collo. Dunque si comincia con Adho Mukha Svanasana, per poi passare al Chaturanga Davanasana e al Urdhva Mukha Svanasana, concludendo nuovamente con Adho Mukha Svanasana. Si tratta della parte centrale della sequenza del Saluto al Sole, comune a più tipi di yoga e con una duplice funzione: fortificare e riscaldare il corpo in vista dell’asana finale.

Altre posizioni sono ad esempio Ardha Matsyendrasana (posizione del signore dei pesci), Shalabhasana (posizione della locusta), Dhanurasana (posizione dell’arco, Uttanasana (posizione del piegamento in avanti in piedi); Marjariasana (posizione del gatto) e Bitilasana (posizione della mucca). In particolare, quest’ultima è un grande esercizio di allungamento per i muscoli esterni delle gambe e rappresenta un ago di bilancia che servirà ad auto congratularsi dei propri successi.

Perché fare yoga?

Il Vinyasa yoga ha benefici evidenti sia a livello fisico che mentale proporzionali all’impegno e alla costanza. La meditazione e il rilassamento hanno un’influenza particolare sull’umore, permettono infatti di allontanare lo stress e di acquisire energia positiva da reinvestire nella quotidianità. Gli esercizi respiratori contribuiscono ad alleviare le tensioni e a diminuire tutti quei fastidi e rigidità muscolari che provengono da una scorretta inspirazione ed espirazione. Inoltre, in questo modo si potenzia e si irrobustisce la corporatura, migliorando l’intero apparato muscolo-scheletrico.

Gli yogi – anche agli esordi – testimoniano come la pratica possa diminuire drasticamente fastidi o addirittura mal di schiena, mal di testa e dolori sia fisiologici che psicosomatici. Infine, il Vinyasa yoga fa dimagrire più di altre pratiche a causa della forte dinamicità, aiuta a sviluppare una muscolatura affusolata e particolarmente tonica bella da vedere ma soprattutto piacevole da ottenere.

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Cos’è e quali benefici ha il Vinyasa Yoga