Intestino sano, gli effetti del caffè

Il caffè agisce sul nostro intestino, ma lo fa in modo molto particolare, come ha svelato una nuovissima ricerca scientifica

Il caffè è senza dubbio una delle bevande più consumate al mondo e ha degli effetti molto particolari sul nostro intestino.

Secondo alcune ricerche ogni giorno vengono consumate circa 3 miliardi di tazzine, che agiscono sull’organismo con un effetto stimolante e non solo. Lo svela una ricerca americana che ha analizzato il modo in cui il caffè agisce sull’intestino, sfatando un mito: non è vero che la caffeina migliora la motilità intestinale.

Lo studio, realizzato da alcuni studiosi dell’Università del Texas ha dimostrato che ha migliorare il transito intestinale non è l’assunzione del caffè, specialmente la mattina. I risultati dello studio, presentati nel corso del convegno della Digestive Disease Week, hanno messo in luce gli effetti della bevanda stimolante sull’intestino.

Gli esperti hanno condotto una serie di test su alcuni topi di laboratorio che per 3 giorni sono stati nutriti con delle dosi di caffè. In seguito le feci degli animali sono state analizzate ed è stata svelata la loro composizione. Infine gli scienziati hanno dunque appurato che la bevanda aveva ridotto il numero di batteri.

“Quando i ratti venivano trattati con il caffè per tre giorni, la capacità dei muscoli nell’intestino tenue di contrarsi sembrava aumentare – ha svelato Xuan-Zheng Shi, autore dello studio e professore presso l’Università di Texas Medical Branch -. È interessante notare che questi effetti sono indipendenti dalla caffeina, perché il caffè senza caffeina ha effetti simili al caffè normale”.

Solo ulteriori e approfonditi studi potranno svelare il meccanismo che porta il caffè a modificare la flora batterica e se la bevanda agisce esclusivamente su alcuni batteri. D’altronde, come è noto, la tazzina più amata dagli italiani comporta degli effetti particolari che coinvolgono tutto il corpo.

Studi scientifici hanno dimostrato che consente di ridurre del 25% il rischio di ammalarsi di diabete e del 27% quello di sviluppare l’Alzheimer. Alcune ricerche hanno evidenziato gli effetti protettivi della bevanda contro le malattie cardiovascolari, evidenziando anche la capacità del caffè di contrastare l’azione dei radicali liberi, grazie alla presenza di polifenoli nei chicchi.

Quando berlo? Gli studiosi non hanno dubbi. Meglio se fra le 9.30 e le 11.30, proprio quando il cortisolo inizia a calare.

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