Finocchio selvatico: un rimedio utile per sgonfiare la pancia e favorire la digestione

Il finocchio selvatico contiene sostanze utili per l'apparato gastrointestinale. Ma non solo: stimola la diuresi e combatte la tosse

Foto di Luana Trumino

Luana Trumino

Editor specializzata in Salute&Benessere

Dall’odore caratteristico e inconfondibile, il finocchio selvatico (conosciuto anche con il nome di finocchietto selvatico o finocchio amaro) è uno di quei doni che la natura ci regala tutto l’anno, ma soprattutto in primavera, quando possono essere raccolti i germogli e le foglie. Una pianta che fin dai tempi antichi ha goduto di grande fama come rimedio digestivo e diuretico e che ancora oggi viene apprezzata non solo per le sue proprietà curative, ma anche come aroma nel campo della gastronomia.

Coltivazione

Il finocchio selvatico cresce meglio in ambiente mediterraneo ma riesce ad adattarsi anche ai climi meno temperati fino ad arrivare in montagna, tanto che si è diffuso e naturalizzato nella maggior parte dell’Europa. A dispetto del nome, oggi viene coltivato per seme in molti Paesi, in particolare in Grecia, Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Russia, ma anche in India, Giappone e America. 

Cosa contiene

L’intera pianta contiene zuccheri, olio essenziale (costituito prevalentemente da anetolo, estragolo, canfene, limonene, fenone, pinene, fellandrene, metilcavicolo, anilsaldeide ecc.), flavonoidi (tra cui quercetina, isoquercitrina, kempferolo), cumarine, resine, sostanze pectiche, resine e ossalato di calcio. 

Proprietà

Le proprietà sono molte, tanto da essere una pianta già ampiamente utilizzata nell’antichità. Basti pensare che i soldati romani consumavano il finocchietto quotidianamente per incrementare l’energia, la forza fisica e il coraggio, mentre nel Medioevo veniva raccomandato per curare le malattie degli occhi e il morso dei serpenti e di altri animali velenosi. 

Era tenuto in considerazione anche per le sue proprietà afrodisiache. “Tale fama – si legge nel libro “Ritorno alle radici: le piante spontanee per la salute e l’alimentazione” (Aboca) scritto da Sandro e Maurizio Di Massimo – si è mantenuta viva fino ai nostri giorni: una ricetta della tradizione mediterranea prevede l’uso di un composto a base di latte di capra, finocchio, liquirizia e miele. In alternativa si lasciavano macerare i semi nel vino bianco: il rimedio così ottenuto, oltre a servire da afrodisiaco (anche nei casi di frigidità) era utile per stimolare la digestione ed eliminare il sighiozzo.

La presenza di fitoestrogeni (isoflavonoidi) conferisce a questa pianta la capacità di compensare (senza effetti dannosi) gli squilibri ormonali legati alla sindrome mestruale e ai disturbi della menopausa”.

Finocchio selvatico in erboristeria

Oltre che per il suo impiego alimentare, il finocchio selvatico è molto apprezzato in fitoterapia. 

I semi di finocchio esercitano un’azione cosiddetta “calda” e costituiscono un eccellente rimedio nei casi di: 

  • acidità di stomaco
  • nausea
  • vomito
  • dolori gastro-intestinali
  • meteorismo
  • emicrania
  • alitosi
  • raffreddore o tosse. 

Il decotto della radice di finocchio ha invece proprietà diuretiche. La medicina popolare attribuisce alla decozione dei semi anche la capacità di stimolare la secrezione lattea.

Dai semi di questa pianta è possibile estrarre un olio essenziale. “Il suo utilizzo – scrivono gli autori del volume – in linea di massima non provoca effetti collaterali (a dosaggi elevati esercita un’azione narcotica), ma è comunque sconsigliato alle donne in gravidanza, ai bambini e alle persone sofferenti di epilessia”. L’olio essenziale, se applicato localmente, è consigliato per rassodare il seno.

Tisana di finocchio

Sorseggiare una tisana di finocchio rappresenta un ottima strategia per favorire la digestione e combattere la sensazione di pancia gonfia. Realizzarla è semplicissimo: metti a bollire 200 ml di acqua, versala in una tazza e aggiungi un cucchiaino di semi di finocchio selvatico. Copri e si fai risposare l’infuso per 3 minuti. Quindi filtra e gusta ancora calda alla fine dei pasti, cena compresa.

Usi in cucina e ricette

Del finocchio selvatico è possibile utilizzare praticamente tutto: i semi, che in realtà sono i suoi frutti, vengono usati per aromatizzare pane e castagne lessate, ragù, preparazione di salse come nelle Penne al finocchietto selvatico, formaggi e biscotti, ma anche per secondi di pesce, come nelle Polpette di nasello al finocchio selvatico, carne (leggi la ricetta delle Polpette aromatiche), formaggio, insalate, verdure (in particolare patate e melanzane) e legumi (Crema di fagioli ai profumi lucani). Senza dimenticare che l’aroma del finocchio è indissolubilmente legato a vari prodotti tradizionali, quali la porchetta, la pasta con le sarde o la finocchiona, tipico salame toscano. 

Semi e foglie macerate nell’alcool puro, infine, regalano un buonissimo liquore digestivo o arricchiscono vino caldo e tisane.