Dieta Blue Zone, i cibi che allungano la vita e fanno dimagrire

In alcune zone del mondo l'incidenza di malattie croniche è più bassa grazie a un'alimentazione che dà ampio spazio ai cibi di origine vegetale

Con l’espressione “dieta Blue Zone” si inquadrano le abitudini alimentari degli abitanti di zone del mondo in cui la popolazione vive più a lungo e, dati medici alla mano, presenta un’incidenza molto più contenuta di cancro, obesità, diabete e patologie cardiovascolari.

Note per la presenza di numeri notevoli di individui che superano i 100 anni, le cosiddette Blue Zones comprendono l’isola greca di Ikaria, la prefettura di Okinawa in Giappone, la provincia dell’Ogliastra in Sardegna, la comunità avventista del settimo giorno di Loma Linda in California, la penisola di Nicoya in Costa Rica. Queste zone del mondo devono la loro fama anche all’opera divulgativa del giornalista Dan Buettner, penna del National Geographic.

Per quanto riguarda la dieta ricordiamo che, nonostante le peculiarità specifiche cambino di regione in regione, esistono comunque diversi punti in comune. Tra questi compare innanzitutto l’origine vegetale dei regimi alimentari. Il 95% circa dell’introito calorico giornaliero per gli abitanti delle Blue Zones arriva infatti da verdura, frutta, cereali e legumi.

Attenzione: quando si chiama in causa la longevità degli abitanti di queste aree del mondo è necessario elencare anche altri fattori, come per esempio i bassissimi livelli di stress, la forte coesione sociale e l’esercizio fisico quotidiano.

Tornando all’alimentazione e ai cibi che vengono scelti con maggior frequenza ricordiamo che, oltre alle alternative sopra citate, nelle cosiddette zone blu del mondo si consuma anche tanta frutta secca, in particolare noci.

Ricche di proteine, vitamine e minerali, rappresentano un toccasana contro il colesterolo. Abbinandole alle mandorle, ai pistacchi e agli anacardi – senza esagerare con le quantità in quanto basta solo una manciata – si può dare vita a uno spuntino spezza fame a dir poco salutare!

Proseguendo con gli alimenti base della dieta Blue Zone è impossibile non citare l’olio d’oliva. Straordinaria fonte di acidi grassi antiossidanti, è altresì noto per il contenuto di oleuropeina, sostanza fondamentale quando si tratta di combattere le infiammazioni.

Da non trascurare quando si parla della dieta Blue Zone è pure la centralità dei mirtilli, anch’essi perfetti per uno spuntino all’insegna della salute. I loro benefici sono da sempre oggetto dell’interesse scientifico.

Degno di nota a tal proposito è questo studio del 2015. Condotto da un’equipe scientifica attiva presso l’Università della Florida, monitorando un campione di 48 donne in post menopausa e con diagnosi di ipertensione ha permesso di scoprire, a un follow up di 8 settimane, che il consumo giornaliero di mirtilli favorisce la riduzione dei valori pressori e contribuisce a diminuire la rigidità delle arterie.

Proseguendo con i vantaggi della dieta Blue Zone, caratterizzata da ampio consumo di orzo e farina di avena, è doveroso specificare che anche la restrizione calorica ha un ruolo decisivo. Gli abitanti della prefettura di Okinawa sono per esempio soliti seguire una curiosa regola nota come hara hachi bu. In cosa consiste? Nel fatto di smettere di mangiare prima di sentirsi completamente sazi. Concludiamo facendo presente che prima di introdurre gli alimenti tipici delle zone blu nel proprio regime alimentare è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante.

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