Come superare l’imbarazzo di stare nudi col partner

Il nudo fisico sta a quello emotivo e spesso l’imbarazzo si supera quando ci si apre con il cuore e l’anima

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Desiderare e stare a proprio agio

La visione del desiderio rappresenta qualcosa di delicato e che va costruito nel tempo, si tratta proprio di un modo di porsi davanti a quel che si sogna. Il partner non ha la forma di un oggetto del desiderio, non rappresenta qualcosa che dobbiamo possedere. Non saremo mai a nostro agio se desideriamo vincolando l’altro al desiderio, rendendolo “preda”, oggetto. Il desiderio si realizza nella calma della mente e si lancia nell’universo, si tratta come di un fuoco, un’energia che non conosce attaccamento.

Se non state a vostro agio davanti al partner non dovete desiderare di starci proprio davanti a lui/lei. In altre parole, dovete iniziare a desiderare di starci, punto. Iniziare a riconoscere la sensazione che genera il vostro nudo come qualcosa su cui avete potere. L’esperienza sensuale ci rende liberi/e e questo ci muove verso il desiderio, prima di tutto, di stare a nostro agio con noi stessi/e. Il modo di essere autentico rimane quello vincente e vi scorta verso una sicurezza che non diventa bersaglio di commenti o agenti esterni. Se sentite di non avere questa forza salda, cercate di costruirla.

Amatevi nelle piccole cose

Per emanciparvi dall’imbarazzo potete iniziare da piccoli gesti che riguardano il vostro corpo. Quando arrivate a casa, non importa quanta stanchezza sussista, cercate di coccolarvi. Specchiatevi, accarezzatevi, amatevi. Toglietevi i vestiti molto lentamente, create un ambiente molto sicuro e morbido, mettete candele, la musica che vi piace. L’acqua rappresenta da secoli e secoli un mezzo naturale di pulizia e una via per il contatto profondo con se stessi/e.
Se la stagione lo consente, camminate scalzi, create un contatto a partire dai piedi e ricaricatevi delle energie della Terra. Cercate di passare del tempo nudi/e dentro casa, quando siete soli/e; questo rafforza e stimola la vostra voglia di farlo anche davanti al partner. Tenete in considerazione che se questa sensazione di disagio si verifica solo con il partner attuale e non si è mai verificata prima, potreste dover considerare di stare in relazione con qualcuno/a che, forse, vi ha messo dell’insicurezza addosso, specie sul versante fisico.

La vergogna e la paura poi possono essere stati “trasmessi” in seno all’ambito familiare e parlarne con uno specialista aiuta molto: un complimento mai ricevuto o un giudizio espresso di continuo su una particolare area del corpo o comportamenti simili sono veri e propri episodi che ci marchiano a fuoco, specie se ripetuti nel tempo. Anche iniziare a dedicarsi a discipline corporee che mettono in contatto semplice con il proprio corpo: danzare, nuotare, correre. Quando l’imbarazzo sale in maniera importante, ricordate di fare lunghi respiri e ricordate che le emozioni sono transitorie, dovreste sempre essere in grado di tornare alle vostre risorse interiori.

Parlatene con il partner

Il dialogo con il partner non significa cercare approvazione o aiuto psicologico, significa aprirsi e avere qualcuno che ascolti, il che rappresenta un vero e proprio dono. La risposta di un dialogo buono sta nella durata dello sguardo: guardatevi negli occhi, cercate di creare un ponte solido per uno scambio produttivo. Siate onesti/e, apritevi a raccontate anche le esperienze familiari o i commenti degli amici o le esperienze adolescenziali e ricordate che il partner vi ascolta ma sta a voi trovare la forza di “cambiare la narrazione”. In altre parole, una volta che vi siete aperti/e, non fissatevi con quel che ha rappresentato il vostro passato, non vi fate definire da quel che sta nel vissuto non recente. Dovete essere pronti/e a usare questa storia come vostra spinta, forza, potere.

Non dimenticate che la percezione del vostro corpo viene influenzata da canoni che sono stati imposti dalla comunicazione mediatica. Dovete iniziare a riconoscere la vostra unica bellezza. Voi dovete solo occuparvi di nutrire e accrescere la versione migliore di voi stessi/e, non di aderire a categorie o criteri che sono stati imposti sia a livello dei canoni fisici che dei comportamenti sociali. Ricordati che nel migliorare il rapporto con il tuo aspetto devi mantenere un atteggiamento curioso, sperimentare cose mai fatte e immaginarti in look che non avresti mai pensato. Non penalizzate, non iniziate a mangiare di meno di colpo, non parlatevi male allo specchio; fate un’analisi lucida e iniziate a fantasticare su come vorreste apparire. Fatevi anche consigliare da persone che sentite avere sicurezza e confidenza verso la propria immagine. A volte un taglio di capelli, il cambio di colore, nuovi trucchi, nuovo smalto, nuovi indumenti sono ottime vie per prendere fiducia, senza dimenticare che si costruisce da dentro, anche grazie a questi ausili, ma fondamentalmente da dentro. In modo che sia davvero duratura e solida. In ultima analisi, trovate figure o personaggi famosi cui vi piacerebbe somigliare e che stimate per l’aspetto fisico e per il modo di porsi; non per diventare qualcosa che non siete ma per iniziare a farvi un’idea su come vorreste migliorarvi e apparire. Sono ispirazioni vere e proprie e ricordate che non dovete sceglierle solo per i lineamenti ma anche per il portamento e il modo in cui si muovono nello spazio o i valori che portano, sono come ispirazioni cui tendere per arricchire quell’unica fonte meravigliosa che siete voi.

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

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