Cellulite edematosa, fibrosa e sclerotica: stadi, tipologie e trattamento

Pelle a “buccia d’arancia”, piccoli avvallamenti su fianchi, glutei, cosce, possono indicare la presenza di cellulite. Scopri quali sono gli stadi e i possibili trattamenti di questa condizione.

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Antonella Lobraico

Editor specializzata in Salute & Benessere

Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

La cellulite è una condizione che colpisce in particolar modo le donne con una percentuale che oscilla tra l’80-85% e può essere più o meno visibile in base al grado di evoluzione. Si tratta di un disturbo di natura fisiologica legato a diversi fattori, tra cui:

La sua presenza si manifesta attraverso zone disomogenee della pelle visibili ad occhio nudo davanti ad uno specchio o a seguito della palpazione.

Quali sono gli stadi della cellulite e quali sono i trattamenti possibili? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Valentina Della Valle, Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia e Venereologia.

Che cos’è la cellulite

«Il nome scientifico della “cellulite” è Panniculopatia Edemato Fibro Sclerotica o PEFS. Si tratta di una complessa alterazione che coinvolge il tessuto cutaneo, sottocutaneo ma anche il tessuto vascolare, con alterazione del microcircolo. Questo porta all’accumulo di liquidi in eccesso all’interno dei tessuti cutanei con graduali alterazioni dei tessuti circostanti, in una sorta di circolo vizioso.

Tra le possibili cause scatenanti ci sono:

  • fattori genetici;
  • sovrappeso/obesità;
  • disfunzioni ormonali, come quelle tiroidee;
  • problemi di circolazione», spiega la dottoressa.

Stadi della cellulite

In generale, la cellulite e la sua evoluzione viene classificata in tre stadi.

Stadio I: cellulite edematosa

«Il primo stadio della cellulite prende il nome di “edematosa”. Si tratta della fase iniziale dove il principale problema è dato dal ristagno dei liquidi. La condizione è reversibile e può essere curata se si agisce in tempo. La pelle si presente più fredda e pastosa al tatto, con i primi segni della cosiddetta buccia d’arancia. Le zone interessate sono: glutei, cosce, regione interna delle ginocchia e deltoide».

Stadio II: cellulite fibrosa

«Nel II stadio, quello della cellulite “fibrosa”, si formano piccoli noduli all’interno del tessuto adiposo. Sono visibili sulla pelle sotto forma di avvallamenti più o meno profondi. Inoltre, il colorito dell’epidermide non si presenta uniforme e i segni della buccia d’arancia sono più evidenti. Spesso la zona colpita è dolorosa al tatto o alla pressione. Tale fase non è completamente reversibile».

Stadio III: cellulite sclerotica molle

«Nel III stadio, quello della cellulite “sclerotica molle”, i noduli aumentano e si associano anche alcuni segni di insufficienza linfatica o venosa, con edema in alcune zone del tessuto. La pelle presenta diversi avvallamenti, i segni della buccia d’arancia sono molto evidenti anche senza compressione e i problemi circolatori potrebbero portare anche alla formazione di lividi; al tatto la cute è fredda e si prova dolore. Le zone possono coinvolgere anche polpacci e caviglie. La cellulite sclerotica vede la cute priva di tono, molliccia e con macronoduli dolorosi al tatto, talora con lividi. Si tratta di alterazioni irreversibili», continua la dottoressa.

Trattamenti

«Poiché i fattori scatenanti la cellulite sono molteplici, per il suo trattamento bisogna agire su più fronti. Innanzitutto è bene adottare un corretto stile di vita, ovvero:

Talora, possono aiutare gli integratori con effetto drenante o di rinforzo del microcircolo. Inoltre, è bene evitare di assumere posture scorrette che possono limitare il drenaggio linfatico. È possibile utilizzare, per esempio, delle calze elastocompressive nel caso in cui si faccia un lavoro che porta a stare per lunghi periodi in piedi fermi o seduti.

Inoltre, l’uso di creme specifiche o dei fanghi può aiutare, tuttavia è soprattutto il massaggio con cui le si applica a fare la differenza. Anche i centri estetici o i fisioterapisti possono fornire un supporto effettuando massaggi linfodrenanti.

In studio medico si possono poi eseguire trattamenti iniettivi a base di specifiche sostanze volte a sciogliere il tessuto adiposo in eccesso, a favorire il drenaggio dei liquidi o a rompere le briglie fibrose che intrappolano il grasso. Si tratta di sedute di mesoterapia, che richiedono una certa continuità, in genere 5-10 sedute a distanza di 2 settimane (dipende poi dai protocolli) anche a seconda della gravità del caso.

Ad oggi mesoterapia, linfodrenaggio e buone norme di comportamento, rappresentano la strategia migliore per contrastare la cellulite», conclude l’esperta.

La cellulite quindi, non va considerata come una malattia, ma come un inestetismo della cute. Può essere contrastata attraverso l’utilizzo di prodotti cosmetici adeguati o ancora tramite massaggi specifici o trattamenti in studio. Tra le strade più efficaci da intraprendere c’è sicuramente quella della prevenzione, che consiste nel seguire alcune buone abitudini tra cui:

  • indossare abiti comodi che non vadano a stringere eccessivamente la pelle;
  • mangiare in modo sano (sono da evitare il più possibile cibi grassi e/o ricchi di zuccheri e sale aggiunto in quanto favoriscono l’insorgere della ritenzione idrica)
  • fare sport.

In caso di dubbi o per trattamenti specifici, è bene consultare uno specialista di fiducia.