Squirting, cos’è (e cosa non è) l’eiaculazione femminile

Alla scoperta dello squirting: ecco cos'è davvero l'eiaculazione femminile

Per molti è un tabù, per altri non esiste, per altri ancora invece rappresenta la normalità. Stiamo parlando dello squirting, ossia l’eiaculazione femminile, un tema che stuzzica le fantasie e incuriosisce le donne. Secondo una recente ricerca sarebbero il 10% coloro che almeno una volta hanno sperimentato lo squirting.

La scienza dal canto suo conosce ancora molto poco questo fenomeno tutto femminile, caratterizzato da un’abbondante secrezione odore e incolore che viene espulsa grazie alle contrazioni dell’orgasmo. Il fenomeno è stato studiato a lungo dalla sessuologia medica, la disciplina che studia dal punto di vista medico scientifico la fisiologia del sesso, che ha consentito di scoprire qualcosa di più sullo squirting.

Partiamo dalle basi: di cosa si tratta? Secondo gli studiosi lo squirting è l’equivalente dell’eiaculazione maschile dello sperma e si verifica sotto forma di schizzo o getto proveniente dalla vagina quando si raggiunge il picco del piacere. Al contrario di quanto pensano molti però non è urina.

Dal punto di vista scientifico lo squirting è un eiaculato che viene prodotto dal rene, immagazzinato nella vescica e infine espulso attraverso l’uretra. Si tratta dunque di un liquido che assomiglia all’urina, ma è molto diluito e più simile all’acqua. Lo squirting è stato oggetto di studio del prof Emmanuele A. Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’università Tor Vergata di Roma, che ha realizzato uno studio approfondito sull’eiaculazione femminile, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine.

“È una specie di riflesso incondizionato – spiega nella sua ricerca il professore -, che viene innescato stimolando solo il clitoride, oppure, molto più frequentemente, la parte iniziale della vagina, nella parete anteriore, su cui è appoggiata la vescica. Una zona che una volta veniva chiamata punto G, e che ora viene denominata complesso clitoro-uretro-vaginale”.

Questa sollecitazione consente di stimolare direttamente la vagina, favorendo lo squirting. Secondo gli studiosi oltre allo squirting nel momento dell’orgasmo sarebbe espulsa un’altra sostanza. “Un eiaculato – ha svelato il docente -, più denso e meno copioso, che viene espulso sempre dall’uretra. Analizzandolo in laboratorio abbiamo scoperto che è molto simile allo sperma, tant’è vero che contiene un’altissima quantità di psa, un enzima che negli uomini viene secreto dalla prostata. Questo fluido viene prodotto da residui di ghiandola prostatica presenti e attivi solo in alcune donne”.

Non tutte le donne però riescono ad emettere lo squirting, come mai? La risposta a questa domanda arriva dalla psicologia. Dal punto di vista fisico infatti tutte le donne sono in grado di produrre il liquido ed eliminarlo durante il culmine del piacere, solo poche però ci riescono per via della difficoltà di raggiungere l’orgasmo, condizione fondamentale per arrivare allo squirting.

Squirting, cos’è (e cosa non è) l’eiaculazione femminile
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