I Måneskin debuttano a Las Vegas: le parole di Mick Jagger

Raggiunta Las Vegas per l'apertura del concerto dei Rolling Stones, i Måneskin hanno convinto tutti con la loro energia

45 minuti densi di rock, per i Måneskin, che a Las Vegas hanno ricevuto il battesimo del fuoco dopo un anno da incorniciare. 20 anni appena e una valigia carica di sogni che li ha portati fino a lì, ai piedi di quei Rolling Stones che li hanno voluti per aprire la loro, ennesima e trionfante prova sul palco. La notte dell’apertura del concerto, sbandierata con orgoglio al The Tonight Show di Jimmy Fallon, è finalmente arrivata. A ringraziarli è stato lui, Mick Jagger, leggenda vera della musica e del rock internazionale. E, come tutti i miti, è stato capace di mettersi ancora alla prova e ringraziarli nella loro lingua, l’italiano, generando il boato del pubblico.

Måneskin, una storia tutta italiana

Una chiusura che si apre verso il futuro, quella dei Rolling Stones, che per il loro ultimo concerto hanno voluto lanciare un messaggio importantissimo da rivolgere a coloro che la musica l’ascoltano da sempre. È così che hanno voluto portare sul palco quella rivelazione che arriva dall’Italia e che, per l’occasione, ha vestito i panni di un’America fino ad ora solo sognata.

L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni (e dei grandi spettacoli dal vivo), con il pubblico che si è affrettato a raggiungere il proprio posto per vedere uno show che era stato promesso come diverso da quelli di New York e Los Angeles. Tanti i giovani, ma l’età media si è stabilita tra i cinquanta e i sessant’anni. E nessuno che abbia acquistato il biglietto per ascoltare i Måneskin.

La loro fama non è ancora arrivata fino a qui, forse qualcuno riteneva che fosse una band d’apertura come un’altra. Eppure, non appena i Måneskin hanno raggiunto il centro del palco, l’Allegiant Stadium è stato scosso da quella frustata d’energia che è tipica dello stile della band romana. Sono partiti subito con In Nome Del Padre, per poi lasciare spazio a Zitti e Buoni, brano con il quale si sono imposti al Festival di Sanremo e all’Eurovision Song Contest.

Gli Stati Uniti conquistati dall’energia di Beggin’

Una serata speciale, quindi, per i Måneskin, che hanno convinto davvero tutti con la cover di Beggin’, tra le più ascoltate in streaming dell’ultima annata e trasformata in un disco di platino dopo un milione di copie vendute negli Stati Uniti. Il brano dei Four Seasons del 1967 ha coinvolto il pubblico, che forse si è ritrovato in quelle sonorità trascinate dalla voce di Damiano David che, almeno per una serata, ha assunto il ruolo del perfetto comprimario.

C’è stato spazio anche per un ringraziamento a Iggy Pop, con il quale hanno riscritto l’impasto vocale di I Wanna Be Your Slave: “Adesso suoneremo una canzone che è stata interpretata dal grande Iggy Pop. È la nostra preferita. Per noi è una cosa enorme”. Hanno così lasciato spazio ai totem, i Rolling Stones, con un Mick Jagger grato per quello che ha appena ascoltato e felice di potersi esprimere in italiano: “Voglio ringraziare i Måneskin”.

Per i giovani musicisti romani, che hanno superato brillantemente la prova Las Vegas, si prospetta un anno ricco di impegni, ma gli occhi sono puntati sulla prossima tappa: gli iHeart Radio ALTer Ego di Los Angeles nei quali divideranno il palco con Coldplay, gli Imagine Dragons, i Twenty One Pistols.

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