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Quando il consolidamento muri è la soluzione migliore per la sicurezza di casa

Non farsi prendere dall'ansia è il primo passo quando si nota una crepa nel muro che prima non c'era: proteggere la casa e la famiglia è la priorità, sì, ma con i giusti strumenti

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Redazione

DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili.

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Se in casa compaiono crepe, la priorità (soprattutto quando c’è una famiglia da proteggere) è distinguere tra un difetto superficiale dell’intonaco e un segnale strutturale, ovvero della muratura.

Il consolidamento dei muri è la soluzione “migliore” quando il problema riguarda la capacità portante o la stabilità delle pareti e/o la loro connessione con solai, copertura e pareti, perché in quel caso “stuccare” non è una riparazione: è solo un ripiego estetico.

Al contrario, se le crepe sono la conseguenza di un cedimento del terreno o delle fondazioni, consolidare i muri può non bastare: va prima stabilizzata la causa alla base.

Quando il consolidamento “muri” è davvero la scelta giusta?

Il consolidamento murario è indicato quando serve recuperare o migliorare la “scatola” dell’edificio, cioè la capacità delle pareti portanti di lavorare insieme e non “a pezzi”, soprattutto sotto azioni orizzontali (come quelle sismiche) o spinte/instabilità locali.

Le normative italiane per le costruzioni esistenti distinguono tra interventi locali, miglioramento e adeguamento, e includono tra gli interventi locali anche il ripristino/rinforzo di pannelli murari e il rifacimento/miglioramento dei collegamenti.

In altre parole: la casa non ha bisogno di “tappare le crepe”, ha bisogno di capire perché le crepe si formano e se stanno raccontando un problema strutturale.

Segni di cedimento: come leggere crepe, andamento e “apertura”

Le crepe non vanno giudicate solo a occhio (né solo con ansia: quella è comprensibile, ma non aiuta). Contano soprattutto forma, posizione, profondità e evoluzione nel tempo.

  • Crepe diagonali/oblique (spesso ~45°): nella pratica tecnica sono frequentemente associate a cedimenti differenziali o a stati di taglio/rotazione delle porzioni murarie, soprattutto se partono da angoli di aperture o spigoli.
  • Crepe “a scalino” lungo i giunti tra laterizi/pietra: spesso indicano che la muratura sta seguendo linee di debolezza; vanno interpretate insieme al contesto (umidità, cedimenti, eventi).
  • Crepe orizzontali: possono segnalare spinte o sollecitazioni anomale (carichi, spinte di copertura) e meritano una verifica tecnica rapida se sono nuove, estese o in peggioramento.
  • Indizi “collaterali”: porte e finestre che prima chiudevano bene e ora si incastrano, pavimenti che fessurano o diventano irregolari, distacchi tra tramezzi e strutture portanti.

Un criterio pratico che tranquillizza perché mette ordine: se la crepa è sottile, stabile e solo nell’intonaco, può essere non strutturale; se è passante, si allarga o si moltiplica in punti “sensibili” (angoli, piani bassi, murature portanti), va trattata come un campanello serio che potrebbe richiedere accesso a sistemi di consolidamento.

Una crepa nel muro esterno di casa

Le cause più frequenti dei cedimenti: terreno, acqua, carichi, degrado

Molte crepe di casa non nascono dai un cattivo lavoro di muratura, ma da ciò che sta creando condizioni sfavorevoli alla loro sussistenza.

Sul fronte terreno, gli esperti evidenziano cause come: variazioni di umidità (siccità/piogge), oscillazioni di falda, perdite di reti idriche/fognarie con dilavamenti e vuoti, lavori nelle vicinanze e terreni argillosi sensibili all’acqua. Tutto questo può produrre cedimenti differenziali che si traducono in quadri fessurativi con andamento obliquo.

Non a caso, nelle istruzioni applicative si richiama l’attenzione sull’alterazione del regime delle acque del sottosuolo come causa ricorrente di cedimenti fondali, e sull’importanza di valutarne le cause prima di scegliere l’intervento.

Sul fronte murature e collegamenti, invece, le cause tipiche includono collegamenti deboli tra pareti e solai, spinte non ben contrastate (ad esempio da coperture/volte), degrado dei materiali, errori costruttivi o interventi edilizi che cambiano i carichi.

Systab: chiedere aiuto prima per evitare pericoli

Per chi ha responsabilità familiari, le domande concrete sono: devo preoccuparmi oggi o posso gestirla con calma? Ma soprattutto: chi devo chiamare?

Dipende. Dipende dalla velocità e dai segnali associati. Se dopo un terremoto o lavori importanti di ristrutturazione compaiono crepe nuove e diffuse, o se noti deformazioni e difficoltà crescenti di porte/finestre, la priorità è alta e serve un tecnico in tempi rapidi.

Systab lavora su edifici con crepe e cedimenti intervenendo sul nodo fondazioni-terreno e, quando necessario, sul ripristino del quadro fessurativo con un percorso che parte da sopralluogo e valutazione tecnica (ingegnere o geologo) e può includere indagini integrative, con l’obiettivo di scegliere interventi mirati e coerenti con la reale causa.

Mettersi nelle mani giuste è il primo passo verso una casa sicura, e che permette di dormire sonni tranquilli.