Zelig 30, pagelle della seconda puntata: Michelle Hunziker, vera protagonista (10), Enzo Iacchetti prende il posto di Ale (7)

Trent’anni di battute, personaggi indimenticabili e sketch che hanno fatto la storia della tv: le pagelle della seconda puntata di "Zelig 30"

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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Il primo senso ad accendere la nostalgia è l’udito. Bastano le prime note della sigla di Zelig 30 per ritrovarsi nel bel mezzo di risate durate decenni, battute diventate cult e personaggi che tornano sul palco e che, a guardarli, sembra di aver lasciato ieri. Eppure sono passati trent’anni, e con loro un pezzo di televisione e di comicità italiana.

La seconda puntata di Zelig 30, andata in onda martedì 13 ottobre, alterna volti storici e protagonisti della nuova comicità, mettendo inevitabilmente a confronto epoche e modi diversi di far ridere.

E se alcuni sketch resistono al tempo, altri forse hanno perso un po’ della loro forza, ma il ricordo di un umorismo che ha segnato un’epoca rimane sempre intatto. Le nostre pagelle.

Ale e Franz, come il nero, non passano mai di moda (7)

Ale e Franz sono il simbolo di Zelig. Non è un caso che, oltre che sul palco come comici, siano anche alla conduzione insieme a Michelle Hunziker. Per loro il palco è casa, e si vede: non serve altro che due vestiti neri, Roy Paci che passeggia sullo sfondo suonando la tromba e una storia di goffe situazioni da malavita per ritrovare quella comicità che li ha resi inconfondibili.

Lo sketch dei gangster è un classico che funziona proprio perché non ha bisogno di grandi invenzioni. Un po’ come Aldo, Giovanni e Giacomo nei panni di Al, John e Jack, Ale e Franz giocano con i tempi comici, i silenzi e l’assurdità di personaggi che vorrebbero darsi un tono, ma finiscono per essere tutt’altro che minacciosi.

Sono fuoriclasse, e la sicurezza con cui abitano il palco lo dimostra. Qui, però, a vincere è soprattutto la nostalgia: l’effetto è quello di ritrovare una vecchia conoscenza più che di scoprire qualcosa di nuovo.

Raul Cremona chiede l’aiuto del pubblico (5)

Raul Cremona arriva sul palco nei panni del mago, ma bisogna ammettere che di magia, stavolta, ce n’è davvero poca. Tra giochi di carte, battute sui tombini aperti e qualche scambio ironico con i conduttori, lo sketch coinvolge anche Michelle Hunziker, che per un momento sembra ritrovarsi a una scuola di magia. Ma nonostante i tentativi di movimentare la scena, il risultato rimane un po’ piatto.

Il comico ci riprova coinvolgendo anche uno spettatore del pubblico, ma nemmeno così lo sketch riesce a ingranare. La sensazione è che manchi proprio la scintilla per trasformare i giochi di prestigio in un momento davvero divertente. Peccato.

Fortuna che c’è il Best Minute (8)

In linea con i grandi ricordi del programma, arriva anche il momento del Best Minute, ovvero il filmato d’archivio più divertente secondo i giudici della serata.

Sul palco arrivano Diego Abatantuono, Angela Finocchiaro ed Elio, chiamati a scegliere quello che, per loro, è il minuto più divertente tra i tanti passati a Zelig. Ed ecco riaffiorare un monologo di Enrico Brignano, il cavatappi di Simone Barbato e la personale versione di La Solitudine di Checco Zalone, davanti a una giovanissima Laura Pausini.

Che bellezza ritrovare questi spezzoni, che hanno il pregio di non essere i soliti tormentoni riproposti all’infinito. Un tuffo nel passato che restituisce il meglio della memoria di Zelig e ci ricorda quanta comicità sia passata da quel palco. Carino anche il siparietto dei tre giudici, che finiscono per creare un caos senza senso sul palco a colpi di palette, nemmeno fossimo a Ballando con le Stelle.

Michelle Hunziker, vera protagonista (10)

Michelle Hunziker è la vera stella della serata. Tiene i tempi, si diverte con i comici e riesce a tenere a bada tutti, anche quando finisce lei stessa nel mirino delle battute. Iconico lo spezzone di Zelig del 2016 in cui, sul palco con Aldo, Giovanni e Giacomo, imitava il cammello insieme a Giovanni. E dieci anni dopo Michelle ci riprova con la stessa sinuosità di allora.

Sempre allegra e sorridente, non perde il buonumore nemmeno quando si ritrova la propria faccia stampata sui mutandoni di Alessandro Politi. La conduzione è da sempre nelle sue corde e si vede: sa stare al gioco, lascia spazio ai comici e allo stesso tempo tiene le redini della serata. Promossa a pieni voti.

Francesco Migliazza, menestrello da supermercato (9)

Francesco Migliazza arriva con una canzone dedicata al supermercato e riaccende quella comicità musicale che a Zelig ha sempre avuto un guizzo in più. Chitarra alla mano, ricorda un Dado d’altri tempi, anche se questa volta il comico è salito sul palco senza la sua irresistibile vena da cover storpiata. Fortuna che ci pensa Migliazza.

Tra dubbi esistenziali sul tonno in offerta e file indiane che esistevano già prima che si scoprisse l’esistenza degli indiani, il suo racconto prende forma attraverso situazioni in cui è facile riconoscersi. Poi intona A mano a mano di Rino Gaetano e il supermercato diventa il palcoscenico di piccole scene quotidiane, tra offerte da non perdere e corsie in cui si rischia di smarrirsi.

Semplice, ma non banale: Migliazza si muove sul palco con naturalezza e dimostra che basta saper osservare la vita di tutti i giorni per trovare una buona idea comica. Chissà se, una volta spenti i riflettori, riesce ancora a ritrovare la strada tra le corsie.

Enzo Iacchetti prende il posto di Ale (7)

Quando Franz si ritrova sulla panchina verde del parco a leggere il giornale, il richiamo all’intramontabile sketch di Ale e Franz è inevitabile. Solo che, al posto del suo storico compagno, arriva Enzo Iacchetti. Un cambio in corsa che incuriosisce anche se il meccanismo comico è ormai un classico.

Ale raggiunge i due poco dopo e lo sketch diventa un botta e risposta a tre voci, con tanto di rimandi a Striscia la Notizia. Quando arriva anche Michelle Hunziker, la rimpatriata in salsa Antonio Ricci è completa. Un bel crossover televisivo che diverte proprio grazie all’incrocio tra personaggi e programmi storici. Più che una sorpresa comica, è una bella reunion che fa sorridere.

Leonardo Manera finge dicendo verità (9)

Che bello rivedere Leonardo Manera sul palco. Nessun travestimento, nessun personaggio sopra le righe: solo un plico di fogli che scandiscono le ore del giorno e una serie di finzioni che raccontano le contraddizioni della vita vera. Da quella coniugale ai rapporti con gli altri, fino alle bugie che raccontiamo a noi stessi e a quelle che mettiamo in scena sui social.

Si ride un po’ amaramente perché in quello che racconta Manera è facile riconoscersi. Il suo è un umorismo tagliente senza cadere nell’esagerazione, che colpisce proprio perché affonda nelle piccole ipocrisie quotidiane. Bentornato.