Zelig 30, pagelle della terza puntata: Michelle Hunziker e il bello dell’improvvisazione (9), effetto nostalgia per Sconsolata (6)

A Zelig 30 i personaggi che hanno fatto la storia del programma condividono il palco con i nuovi protagonisti della comicità: le pagelle della terza puntata

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Redazione

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La celebrazione di tre decenni di divertimento e risate, personaggi iconici e sketch irresistibili. Questo è Zelig 30, tornato per la sua terza puntata martedì 20 ottobre mescolando personaggi che hanno fatto la storia del programma insieme ai nuovi protagonisti della comicità.

Con Michelle Hunziker alla conduzione insieme ad Ale e Franz, lo show ha portato un mix irresistibile di allegria e qualche tocco di nostalgia, anche ne son tutto forse ha funzionato come avrebbe dovuto. Le nostre pagelle.

Francesco Migliazza e il messaggio pacifista. Voto: 9

Francesco Migliazza è annunciato come quello che piace alle sciure, ma sicuramente anche le più giovani apprezzano. Una delle nuove leve della comicità e sicuramente tra i personaggi più amati degli ultimi anni di Zelig, parte con un pezzo sull’essere in ritardo che inizia alla leggera e poi prende un’inaspettata piega politica.

La sua canzone, sulle note di Ci vuole un fiore, parla delle guerre e lancia un messaggio pacifista: “Svegliarsi presto lo fanno i grandi, sì però i grandi sanno far la guerra e forse è meglio se si sveglian tardi”, canta. Come dargli torto?

Leonardo Manera e il ritorno di Peter. Voto: 8

Uno dei personaggi più amati della storia di Zelig fa il suo ritorno sul palco dopo 20 anni. È Peter, il ragazzo della provincia bresciana, ingenuo e un po’ spaesato con il volto di Leonardo Manera.

Anche stasera lo sketch prende di mira gli stereotipi, e racconta la noia e la vita lenta della provincia in cui non succede mai nulla, con i suoi personaggi surreali e le situazioni assurde ma anche terribilmente vere. È una risata amara ma impossibile da trattenere, quella che Manera regala anche stasera.

Gigi Rock mica tanto “Meraviglioso”. Voto: 5

Gigi Rock torna sul palco di Zelig 30 con la chitarra, il tormentone “Ciao raga, tutto rego?” e la sua imitazione assurda di Giuliano Sangiorgi. Stasera porta “Meraviglioso Casino” e il racconto strampalato di una notte al casinò di Montecarlo. Lui fatica a trattenere le risate, ma la sua performance forse non risulta alla fine così meravigliosa come avrebbe voluto. Fa il bis con una nuovo rifacimento della hit dei Negramaro, stavolta ispirata alla notte di Halloween, ma il risultato non migliora.

Ale&Franz sulla panchina non invecchiano. Voto: 8

Alla terza puntata di Zelig 30, Ale e Franz a fare i conduttori ci hanno preso piano piano la mano. Ma il momento che tutti aspettano è quello in cui fanno ciò che sanno fare meglio: cioè far ridere. Il numero della panchina è come sempre un successo, semplice ma solo all’apparenza, tutto basato sui loro tempi comici impeccabili e sulla sintonia che hanno affinato in anni e anni di palco insieme.

Stasera poi la celebre panchina verde si allunga per ospitare Michelle Hunziker, che ribalta la situazione assillando Franz come lui fa di solito con Ale. Una svolta insolita per un numero collaudatissimo e che, complice anche qualche improvvisazione, convince una volta di più. Come il buon vino, migliora con il passare del tempo.

Michelle Hunziker, il bello dell’improvvisazione. Voto: 9

A Zelig 30 Michelle Hunziker si sente a casa e si vede. Bellissima, spigliata, ironica, coinvolgente: è il vero pilastro della serata, capace di dare i tempi e tenere tutti i fili. Per la terza puntata indossa un abito bianco con applicazioni nere sul punto vita, che sottolinea la sua forma statuaria.

Quando conduce programmi più seri è perfettamente sul pezzo, ma a fare da spalla comica si vede che si diverte e tanto. E poco male se ogni tanto capita qualche piccolo imprevisto, come quando si inserisce nel momento della panchina di Ale&Franz e perde la bussola. Sbaglia, dimentica un passaggio, scoppia a ridere ma non importa. Anzi è ancora meglio perché la sua risata è contagiosa e sono proprio questi momenti in cui naviga a vista che dà il meglio di sé. Il suo talento è proprio quello di reagire in fretta alle situazioni e trasformare una piccola gaffe nel momento più riuscito.

Con Diego Abatantuono osa ancora di più, intonando il motivetto cantato dall’attore nel film Fantozzi contro tutti del 1980, dal testo adatto solo alla seconda serata.

Sconsolata salvata dall’effetto nostalgia. Voto: 6

Sconsolata è stata una delle protagoniste più amate dello Zelig del passato, e il suo ritorno non poteva passare inosservato. Apre il monologo parlando di intelligenza artificiale dimostrando di aver aggiornato il repertorio, ma per il resto tutto è rimasto uguale: stesse battute, stesso ritmo, stesso outfit, stesso sgabello, stessi finti strafalcioni.

A ben guardare è l’effetto nostalgia a essere vincente: si ride, certo, ma è più che altro per il ricordo affettuoso dei tempi d’oro che per la performance in sé. Le si vuole bene, ma il tempo è passato e si vede.

Alla fine anche il suo pezzo prende la piega della critica sociale e le risate lasciano il posto alla riflessione. O almeno dovrebbero. Legittimi e sensati i contenuti, ma forse lo stacco tra la donna ingenuotta e quella che parla di dittature e critica l’uso smodato dei social è un po’ troppo netto e anche lei sembra perdere il filo.

Max Giusti esce sconfitto dal conflitto generazionale. Voto: 5

Parte dalla comicità ma ora è un conduttore in pianta stabile, entrato nella scuderia Mediaset da quando è diventato conduttore di Caduta Libera. Max Giusti porta un monologo in cui prende in giro la trap e la musica che ascolta suo figlio, provando anche a esibirsi in una canzone ispirata a quel mondo. Il risultato non è dei migliori, cringe direbbero quei ragazzi che prende in giro, e anche i tempi comici forse sarebbero da rivedere.

Probabilmente il tema del conflitto generazionale merita qualcosa in più dell’essere trattato con tanta superficialità e i concetti portati sono triti e ritriti. Anche il bersaglio è fuori fuoco, perché a volte se la prende con i giovani, altre con i cinquantenni che non li capiscono. È l’ospite d’onore della serata, ma avrebbe potuto fare meglio. Alla fine anche lui ammette: “Ero un po’ emozionato”.

Il cruciverba di Claudio Batta, breve ma intenso. Voto: 7

Il cruciverba è di Claudio Batta è una garanzia, e le risposte assurde alle definizioni non possono non strappare una risata. Il sistema è consolidato e vincente, e tra uscite non politicamente corrette e giochi di parole audaci fa divertire ogni volta. Il suo momento dura poco, ma quel tanto che basta a lasciare la sensazione di qualcosa che è valso la pena vedere.

The best minute è quello con Diego Abatantuono, Elio e Angela Finocchiaro (10)

Zelig 30 ha lo scopo di celebrare la storia del programma e i suoi 3 decenni, perciò il momento amarcord non poteva mancare. Con The best minute si ripercorrono gli sketch più belli in cerca del migliore, con una giuria strepitosa formata da Diego Abatantuono, Elio e Angela Finocchiaro chiamata a giudicare.

Le clip scelte riportano in tv tre pezzi da novanta: il nuoto sincronizzato degli Slapsus, le televendite dei Fichi d’India con il loro iconico “Amici, ahrarara!” e la comicità travolgente di Aldo, Giovanni e Giacomo. Sono questi ultimi a vincere, ma la verità è che ognuno di loro resta indimenticabile.