Zelig 30, le pagelle: Corrado Nuzzo e Maria Di Biase da 10, Michelle Hunziker regge la serata (8)

La nostalgia fa metà del lavoro, il resto lo fanno i comici: ci sono battute che fanno ridere, altre meno, mentre in platea una signora ruba la scena a tutti

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Riguardare Zelig è un po’ come rileggere i nostri diari del liceo: certe frasi fanno ancora ridere, altre ricordano soprattutto quanto tempo è passato. La puntata di Zelig 30 andata in onda martedì 6 ottobre su Canale 5, con Michelle Hunziker e Ale e Franz alla conduzione, sta esattamente lì in mezzo.

Il locale di viale Monza apre nel 1986, raccoglie parte dell’eredità del Derby e fa da palestra a Claudio Bisio, Paolo Rossi, Antonio Albanese, Aldo, Giovanni e Giacomo. Dieci anni dopo arriva la tv. Una battuta capace di far ridere moltissimo vent’anni fa oggi parla soprattutto a chi se la ricorda. E chi se la ricorda forse non ride più. Qualcuno, martedì sera, è riuscito a far ridere lo stesso.

Michelle Hunziker, il vero pilastro della serata. Voto: 8

Michelle Hunziker sa condurre, e per accorgersene è bastato metterla accanto ad Ale e Franz. Il viaggio nel passato lo fa partire prima ancora di parlare, con abito rosso lungo senza spalline e gonna che ondeggia a ogni passo. Il vecchio balletto d’ingresso dei tempi di Claudio Bisio è solo accennato, peccato.

Per il resto della serata Michelle Hunziker, di nuovo alla guida del programma, lascia spazio ai comici e tiene insieme generazioni lontanissime. Il momento migliore è un ricordo di Sanremo 2007: racconta di aver ricevuto 500 rose da un ammiratore misterioso che si firmava A.C., con Pippo Baudo impazzito per scoprire chi fosse. Era Antonio Cassano, smascherato dal biglietto: “Spero che ti facci piacere”. Antonio Cassano tradito dal congiuntivo, e qui si ride davvero, proprio perché non è una battuta.

Ale e Franz, meglio comici che conduttori. Voto: 6

Ale e Franz sono due professionisti con la battuta sempre pronta, ma la conduzione è un altro mestiere e accanto a Michelle Hunziker si vede. Rendono molto meglio quando fanno da spalla o si infilano in uno sketch: appena tornano Gin e Fizz, i loro gangster improbabili, il ritmo cambia. Con Raul Cremona, poi, smontano Jacopo Ortis pezzo dopo pezzo, fino a suggerire che uno spettacolo del genere farebbe passare a chiunque la voglia di andare a teatro.

Gerry Scotti, a Zelig come a casa. Voto: 7

Non facciamo a tempo a finire di commentare La Ruota della Fortuna e Gerry Scotti è di nuovo in onda. Standing ovation, e la prima cosa che dice è che lì si sente “come a casa”. E grazie. Ospite della prima puntata, racconta di aver condotto Zelig una sola volta, nel 2014, e gli tocca scegliere con Angela Finocchiaro, Elio e Diego Abatantuono il Best Minute, il minuto più divertente tra i 25mila prodotti dal programma. Zelig però si vendica e manda in onda il suo, con Gerry Scotti vestito da donna nei panni di Gerry Maloscia a fare domande tendenziose a Raoul Bova dal pubblico.

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, dalla risata alla stoccata. Voto: 10

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase partono dal terreno più battuto della comicità di coppia, il sesso dopo trent’anni insieme, e lo rendono credibile proprio perché quei trent’anni li hanno davvero alle spalle. La battuta migliore è di lei: davanti allo studio che prescrive cinque volte a settimana, si difende con la scusa dei figli da seguire, presa in prestito dalle amiche anche se figli non ne hanno. Si ride facile, perché quella coppia l’abbiamo vista tutti, a cena dagli amici o allo specchio.

Poi alzano il tiro. Corrado Nuzzo che “sta al sesso come Corona sta alla discrezione, Lavitola all’amicizia, Wanna Marchi alla cultura” dimostra che i giornali li leggono: l’ultima arriva a due settimane dal discusso premio ritirato da Wanna Marchi in Campidoglio, e chi ha seguito la polemica ride due volte.

Il colpo vero sta nel finale, e funziona perché arriva travestito da battuta. Il gioco del mondo a parti invertite sembra costruito apposta per gli stereotipi. Lei tira fuori la “fatina dei cessi” che secondo certi uomini pulisce il bagno di notte, lui si immagina con extension e unghie. Quando tocca a Corrado Nuzzo dire cosa farebbe da donna in un mondo senza uomini, il pubblico aspetta l’ennesima risata.

Lui risponde che uscirebbe alle tre di notte vestito come gli pare, senza essere insultato, e tornerebbe a casa semplicemente vivo. Un uomo queste cose le dà per scontate, molte donne no. A dirlo è proprio lui, dentro lo stesso meccanismo comico usato fino a un secondo prima. Così lo spettatore si ritrova con la risata già pronta e più niente da ridere. È l’unico momento della serata in cui la comicità lascia il segno anche dopo l’applauso, e vale il 10.

Federica Ferrero, la chat di classe è ancora una miniera. Voto: 8

Mettiamo la mano sul fuoco che sia tutto vero. Federica Ferrero torna nelle chat delle mamme, dove basta un “Buongiorno” della rappresentante per scatenare decine di notifiche inutili. I papà lì dentro non esistono, salvo ricomparire in massa quando il gruppo viene rinominato “capezzoli”.

Il colpo di genio è la mamma del bambino cleptomane, contraria alla fattoria didattica perché l’anno prima il figlio era tornato a casa con un cavallo. Ancora vivo, precisa: stanno finendo di mangiare lo struzzo. Il meccanismo a Zelig l’ha portato altre volte, ma la materia si aggiorna da sola: basta aprire WhatsApp e aspettare.

Maurizio Lastrico, tanta bravura ma poche risate. Voto: 7

Maurizio Lastrico, presentato da Michelle Hunziker come “un grande comico di razza”, torna alle rime e confessa che lo spot dell’aceto di mele non fa di lui un cuoco: su un set di Don Matteo, tagliando zucchine accanto a Nino Frassica, si è affettato un dito ed è servita la controfigura.

Il pezzo migliore prende di mira le società di scommesse che, dopo averti invitato a giocare, chiudono con “gioca responsabilmente”. Maurizio Lastrico applica la stessa filosofia agli spacciatori, fino all’invito finale a consumare responsabilmente. Scritto bene, bersagli attuali: si apprezza più la costruzione della battuta che la battuta stessa.

Antonio Ornano, dalla piscina al “pene clitorideo”. Voto: 6

Antonio Ornano parte dalle piscine della sua infanzia, quelle gelide sotto i tendoni dove i bambini piangevano. Lui no: covava direttamente odio verso l’umanità. Imparare la farfalla, poi, a che serve? In un naufragio al largo di Savona, vista la sua capacità di nuotare dritto, verrebbe recuperato a Mentone invece che a Varazze.

Seguono gli spogliatoi, le “mozzarelline di bufala” e il suo “pene clitorideo”, con pausa teatrale per permettere al pubblico di fissarsi bene l’immagine in testa. Missione riuscita, purtroppo.

Raul Cremona, Jacopo Ortis non sorprende più. Voto: 6,5

Raul Cremona appartiene davvero alla storia di Zelig e per i trent’anni recupera Jacopo Ortis, l’attore enfatico in camicia bianca con parole molto più importanti delle cose che dice. Il personaggio è rimasto identico, tra termini storpiati e doppi sensi da primi anni Duemila, e Raul Cremona lo conosce a memoria.

Il guaio è che a memoria lo conosciamo anche noi: le battute si indovinano un attimo prima che arrivino, e la risata resta a metà.

Claudio Batta, il cruciverba è sempre lo stesso. Voto: 6

Per i trent’anni la canottiera di Capocenere diventa dorata: “Scusate l’eleganza, ma vengo da un battesimo”. Poi Claudio Batta riparte con il cruciverba. “Si raggiunge nel weekend”, orgasmo. “Sono famose quelle egiziane”, pizzerie. Qualche risposta strappa ancora un sorriso, ma l’effetto nostalgia supera di parecchio la sorpresa.

Gigi Rock, la nostalgia non basta. Voto: 5

Gigi Rock torna con la chitarra e l’immancabile “Ciao raga, tutto rego?”. Michelle Hunziker ricorda che è stato il primo uomo presentato da lei sul palco di Zelig. Lui saluta Sting, annuncia Stanotte ho dormito nudo con la finestra aperta e trasforma Meraviglioso in “Meravigliorso”. Qui la nostalgia fa quasi tutto il lavoro, perché le battute sono rimaste esattamente dove le avevamo lasciate.

Francesco Migliazza, ma la signora in platea gli ruba la scena. Voto: 7

Francesco Migliazza, il più giovane della serata, entra con la chitarra per mettere in musica qualche curiosità. Ma in platea una signora comincia a ridere in modo incontrollabile prima ancora che il numero parta. Lui va avanti, lei ride più forte. Lui si ferma, lei peggiora. A un certo punto non si capisce più chi stia facendo lo spettacolo. Francesco Migliazza ha il merito di non irrigidirsi. La signora, se avessimo dovuto darle un voto, avrebbe preso tranquillamente 10.