Canzonissima, le pagelle della seconda puntata: l’omaggio a Gino Paoli (10), Arisa magistrale (9)

Secondo appuntamento per "Canzonissima" con Milly Carlucci: tanti i momenti toccanti tra interpretazioni magistrali e qualche sorpresa inaspettata

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

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Secondo appuntamento per Canzonissima, versione rivisitata del celebre varietà che ha fatto la storia della tv italiana. Milly Carlucci è tornata al timone del programma con una rinnovata consapevolezza, quella di non subire la competizione serrata della diretta concorrente Maria De Filippi, in onda su Canale5 con uno dei suoi programmi più famosi e seguiti, Amici.

E il risultato è stato evidente, con una conduzione più rilassata e sciolta rispetto al debutto. Anche nella puntata del 28 marzo sono state le emozioni a farla da padrone: tantissimi i momenti toccanti della serata, tra interpretazioni magistrali e qualche sorpresa inaspettata.

L’omaggio toccante a Gino Paoli. Voto: 10

Breve ma intenso, come si suol dire. Proprio la scorsa settimana ci aveva emozionato portando in gara Ti lascio una canzone e lo abbiamo ritrovato a inizio puntata a intonare le stesse parole: è stato Michele Bravi a farsi portavoce di un delicato e toccante omaggio a Gino Paoli, scomparso lo scorso 24 marzo a 91 anni.

Dopo aver cantato l’incipit della celebre canzone, è partito un filmato del cantautore: rivederlo e ascoltarlo ancora una volta in uno dei suoi brani più emozionanti non ci ha certo lasciati indifferenti, anzi. Vederlo riapparire sullo schermo, anche per qualche breve istante, ci ha permesso di rammentare che certi artisti non muoiono mai e che la loro musica rimarrà in eterno un testamento di bellezza e poesia.

“Un ricordo, un’emozione, un bacio immenso”, ha detto Milly Carlucci mandando il suo personalissimo saluto a Gino Paoli, con lo sguardo velato dalla commozione.

Milly Carlucci più rilassata. Voto: 7

Sarà che ha superato lo scoglio del debutto, sarà che la concorrenza con Maria De Filippi non si è rivelata così spietata come un po’ tutti ci aspettavamo, ma nel secondo appuntamento di Canzonissima abbiamo ritrovato la Milly Carlucci di sempre, quella che è da tempo e giustamente uno dei volti di punta della Rai.

Conduzione asciutta ma non serrata, il giusto coinvolgimento con i cantanti – tenerissimo l’abbraccio ad Arisa alla fine della sua esibizione – nella seconda puntata ha dimostrato tutta la sua professionalità senza farsi dominare dal tempo e lasciando spazio alle emozioni degli artisti.

Arisa magistrale in uno dei capolavori di De Gregori. Voto: 9

È stata lei a vincere la seconda puntata di Canzonissima con uno dei brani più belli della musica italiana. E il podio è stato ampiamente meritato: Arisa si è conquistata il primo posto grazie a La leva calcistica della classe ’68 di Francesco De Gregori. Un’interpretazione magistrale la sua, frutto di una voce cristallina ma anche di emozioni autentiche che sono risultate evidenti durante l’esibizione.

“Con la sua voce, la sua interpretazione, è nato un pezzo diverso”, ha commentato Milly Carlucci dopo averla abbracciata. Della stessa opinione Francesca Fialdini della giuria dei Magnifici 7: “Lei ha fatto qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri, ha fatto sua questa canzone, l’ha portata all’ennesima potenza. La tua profondità e la tua delicatezza non hanno pari: quando hai detto ‘Siamo tutti un po’ Nino’ mi hai spezzato il cuore”. E non potremmo che essere d’accordo.

Fausto Leali si conferma un gigante. Voto: 8

Una scelta inusuale e contro concorrente per Fausto Leali, che ha scelto di portare sul palco di Canzonissima un brano che lui stesso ha definito particolarmente difficile, Almeno tu nell’universo di Mia Martini. Un pezzo che abbiamo sentito spesso interpretato da voci femminili, ma che cantato da lui è altrettanto convincente ed emozionante.

“Mi colpisce di Fausto questa nobiltà del cuore”, ha detto Francesca Fialdini con una delle sue osservazioni sempre puntuali e precise. Leali ha dimostrato ancora una volta di essere un gigante della musica italiana, con una voce potente e un’interpretazione che è impossibile non amare.

Elettra Lamborghini stupisce con Alta Marea. Voto: 7

La scorsa settimana aveva portato una ventata di freschezza e leggerezza con un brano degli 883, ma questa volta Elettra Lamborghini ci ha stupito con un’interpretazione intensa di Alta Marea di Antonello Venditti.

L’esuberanza che di solito la contraddistingue ha lasciato spazio a una tenerezza inedita: commossa nel ricordo di Lolita, Elettra ha parlato del rapporto con la cavalla scomparsa 6 anni fa a cui era particolarmente legata, e che ha in più di un’occasione definito come la sua migliore amica.

“Sei uscita dalla tua comfort zone e l’hai fatto benissimo”, ha sottolineato Caterina Balivo, “merito del tuo coraggio accettando una cosa che ancora ti fa male ma che è giusto ricordare dedicando un brano così bello”.

I Jalisse strizzano l’occhio al pubblico ma non convincono. Voto: 5

Lo spirito di Canzonissima è celebrare i pezzi più iconici della musica italiana, quelli che in un modo o nell’altro ne hanno segnato la storia. Non ce ne voglia Sal Da Vinci, ma Per sempre sì – pur avendo vinto l’ultima edizione del Festival di Sanremo – non si può annoverare tra i classici, almeno non ancora.

I Jalisse lo hanno portato strizzando l’occhio al pubblico, che ne ha apprezzato la scelta (un po’ furbetta, possiamo dirlo?) chiedendo anche il bis. I Magnifici 7 si sono scontrati come mai accaduto finora e forse era anche questo l’obiettivo del duo, mettere un po’ di pepe in una competizione che in troppe occasioni trova i giudici sempre d’accordo.

Standing ovation per Paolo Iannacci (tenerissimo). Voto: 8

Spumeggiante, vulcanico, esuberante, un vero show man: Paolo Jannacci ha interpretato Vengo anch’io. No, tu no, celebre brano del padre Enzo, portato proprio a Canzonissima nel 1968, guadagnandosi la standing ovation del pubblico. Un passaggio di testimone tenerissimo e al tempo stesso quasi iconico: “È veramente molto bello sentirti e vederti esibirti con questo brano clamoroso”, ha detto Riccardo Rossi.

Pronta la risposta di Paolo Iannacci: “Stavo pensando che questo brano ha quasi 70 anni ed è nato proprio qui”. A fargli eco Milly Carlucci, affermando che ha l’energia di un pezzo di oggi. Della stessa opinione Claudio Cecchetto: “Questo è stato il primo tormentone italiano però a differenza dei tormentoni estivi di oggi questo dura da 70 anni”. E come dargli torto?

Una scelta che i Magnifici 7 hanno particolarmente apprezzato (e anche noi): un brano leggero e divertente che richiama alla mente l’infanzia e la giovinezza di più di una generazione.