Pansessuale: cosa significa e che differenza c’è con bisessuale

Cosa significa essere pansessuali, quali sono i risvolti in termini relazionali e che tipo di orientamento ha una persona che si dichiara tale

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Cosa significa

Una persona che si dichiara pansessuale prova attrazione verso tutti, indipendentemente dal loro genere sessuale. In sintesi, ci si toglie dal tipico vincolo binario di genere uomo-donna, aprendo lo scenario a una visione totale. Spesso queste persone subiscono il giudizio esterno che li vede criticamente come individui incapaci di compiere una scelta di genere. Chi si ritrova nella definizione pansex ammette e accoglie tutte le sfaccettature del genere non binario. Questo significa che, se sono pansessuale, posso sentire attrazione tanto per le persone cisgender (ovvero per le persone la cui identità di genere corrisponde al genere e al sesso biologico) quanto per quelle transgender, agender (chi o che non si identifica nelle caratteristiche abitualmente attribuite a un genere sessuale) e gender non conforming (ovvero verso coloro che adottano una varianza di genere, o non conformità di genere, ovvero un comportamento o un espressione di genere che non corrisponde alle norme di genere maschili o femminili).

Per capire questo tipo di tendenza dovremmo tornare a monte, ovvero al significato di base dell’orientamento sessuale. Dobbiamo per forza di cose ricordare che l’orientamento sessuale di una persona non è in alcun modo collegato alla sua identità di genere: quello che ci piace non ha correlazione con quello in cui ci identifichiamo, quello che riconosciamo appartenerci e corrisponderci. L’orientamento sessuale consiste nella preponderanza di sentimenti, pensieri erotici, fantasie sessuali verso individui di un determinato genere.

Purtroppo la divisione e gli schemi di cui noi esseri umani abbiamo bisogno (o pensiamo di aver bisogno) ci portano a distinguere tra due orientamenti principali: orientamento verso lo stesso sesso (omosessualità) o verso il sesso opposto (eterosessualità). Questa dicotomia mal accoglie altri scenari inclusivi come nel caso della pansessualità.

Tra i pansessuali famosi troviamo Sarah Paulson, attrice, Jazz Jannings, attivista LGBTQ e personaggio televisivo statunitense, Janelle Monáe, cantautrice, produttrice e modella americana e recentemente ha fatto coming out anche la cantante Miley Cyrus, spirito ribelle e fuori dalle convenzioni sia nella musica che nel modo autentico di porsi. La cantante nel 2017 ha dichiarato: “Quando conosco una persona non faccio caso se si tratta di una ragazza o un ragazzo”. Anche il cantante dei Panic! At the disco, Brendon Urie ha detto chiaramente: “Mi interessa la persona, non il suo sesso”. Infine, la cantante Sia, che di recente ha voluto esprimersi su quanto si senta vicina alla dimensione della pansessualità affermando: “Non importa di che genere sei, io guardo altro”.

Bisessuale o pansessuale? La differenza di fondo

Se parliamo di dimensione pansessuale non stiamo parlando di condizione bisessuale e questo va chiarito subito. La differenza a prima vista sembra quasi non ci sia, ma le cose non stanno esattamente in questo modo. Una persona bisessuale può infatti sentirsi attratta da entrambi i sessi, dagli uomini e dalle donne. Il bisessuale continua a restare nella definizione di genere, andando a evitare di esprimersi in preferenze nette e tendendo a entrambe le direzioni. Chi ha un orientamento bisessuale, quindi, continua a riconoscere l’esistenza di un genere e dirige la propria attenzione a seconda della persona che lo/la colpisce, che sia uomo o donna.

Chi vive nella dimensione pansessuale abolisce completamente le definizioni limitanti di genere e segue semplicemente l’attrazione in tutte le sue forme, distaccandosi completamente dai binari dicotomici di femminile/maschile.

L’orientamento pansessuale non va nemmeno confuso con il poliamore, ovvero la condizione condivisa e trasparente per cui l’amore viene direzionato verso non solo un partner ma anche un altro o ulteriori elementi coscienti della condizione plurale. Pansex si riferisce a un orientamento, poliamore a una scelta rispetto al modo di vivere una o molteplici relazioni. Una persona pansessuale potrebbe anche riuscire a vivere molto serenamente una relazione poligama. L’esistenza di questo tipo di definizione ci deve riportare al fatto che l’amore e l’attrazione sono delle spinte naturali e che allargare i nostri orizzonti anche rispetto a quello che ci piace potrebbe davvero essere un orizzonte di scoperta magnifico. Non avere paura di quello che si prova per via di quello che il contesto sociale detta significa avviarsi verso se stessi in modo pieno e assoluto. Un’esperienza totalizzante, magnifica.

Il viso, l’espressione, i modi, il passo, la postura, la voce; tutto quello che ci attrae di una persona ha la sua ragione di essere, che sia razionale o meno. Il meccanismo che sta alla base dell’atteggiamento pansessuale si chiama inclusione: non ti escludo a priori solo in quanto donna, uomo o essere in transizione o qualsiasi altro tratto non necessariamente legato al genere. Ti scelgo in quanto mi piaci. Punto. Abbracciare queste sfumature molteplici significa rendersi conto che le etichette non servono poi a molto, anzi, spesso generano sofferenze inutili e creano limiti che diventano invalicabili. La conoscenza di questo tipo di dimensione ci autorizza a vivere la vita come vogliamo, secondo i nostri criteri e quello che sentiamo principalmente vero e autentico.