Kate Middleton con il mattarello in mano, la sfoglia sul tavolo e il sorriso di chi sta imparando qualcosa di nuovo. È una scena che non si vede tutti i giorni, soprattutto se la protagonista è la Principessa del Galles, abituata a cerimonie, protocolli e pranzi ufficiali. E invece, nell’ultima tappa del suo viaggio in Italia, Kate ha scelto un momento semplice e molto simbolico: preparare la pasta fresca in Emilia, trasformandosi per qualche ora in una vera “rezdora”. Ma che cosa significa davvero questa parola del dialetto emiliano?
Kate Middleton rezdora per un giorno
Il termine “rezdora”, o “resdora” a seconda delle zone, appartiene al dialetto emiliano e indica tradizionalmente la donna di casa, colei che governa la cucina, organizza, accoglie, impasta, custodisce ricette e abitudini familiari. Non è solo “la cuoca” però, attenzione, e ridurla a questo sarebbe un po’ ingiusto. La rezdora è una figura centrale dell’immaginario emiliano, quasi una custode domestica della memoria.
È lei che sa quando la sfoglia è abbastanza sottile, che riconosce al tatto la consistenza giusta dell’impasto, che non ha bisogno di misurare tutto perché certe proporzioni le conosce per esperienza. In Emilia, essere rezdora significa avere un ruolo pratico ma anche affettivo: tenere insieme la tavola, la famiglia, il rito del pranzo e quella sapienza minuta che passa da una generazione all’altra.
Per questo l’immagine di Kate Middleton alle prese con pasta e ripieno ha colpito così tanto. Non era soltanto una tappa gastronomica, la sua, ma un piccolo ingresso in un universo fatto di gesti lenti, mani infarinate e ricette che raccontano un territorio meglio di qualsiasi discorso ufficiale.
I tortelli della Principessa
La Principessa del Galles ha concluso la sua visita italiana in un agriturismo sulle colline parmensi, dopo gli appuntamenti legati al circuito Reggio Children e al centro Re Mida, realtà dedicate all’educazione, alla creatività e al riciclo. Qui il clima è cambiato e Kate Middleton ha allentato un po’ le formalità per lasciarsi andare alla convivialità tutta italiana, e soprattutto un tavolo di lavoro apparecchiato per imparare.
Guidata dallo chef Ivan Lampredi, Kate si è cimentata nella preparazione dei tortelli d’erbetta. Ha osservato, fatto domande, provato a tirare la pasta con la macchina a manovella e seguito i passaggi del ripieno, tra bietole e ricotta. “Dopo la creta ieri, oggi la pasta. È terapeutico impastare”, ha commentato, cogliendo perfettamente il lato più rilassante e quasi meditativo del gesto.
Il fascino di questa tappa sta anche nel contrasto. Da una parte ci sono le regole della tavola reale, spesso attentissime alla praticità, alla sicurezza e all’immagine pubblica. Dall’altra c’è la cucina italiana (emiliana in particolare), dove per capire davvero una ricetta bisogna sporcarsi le mani e accettare che non tutto venga perfetto al primo tentativo.
Non è mancato nemmeno il momento da backstage, quello che rende tutto più umano: mentre lavorava la sfoglia, infatti, una rotellina è caduta a terra e Kate è scoppiata a ridere di gusto. Un dettaglio piccolo, ma che la rende un pochino più vicina alla gente comune, alle vere rezdore. Perché anche una principessa, davanti a un imprevisto in cucina, può reagire nel modo più semplice: con una risata.