Sesso e bugie: i 5 miti che stanno rovinando la tua vita intima (e cosa dice davvero la scienza)

Sappiamo molte cose sul sesso che trattiamo come verità assolute. E se non lo fossero? Alcune potrebbero davvero sorprenderti

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Marta Pettolino Valfrè

Psicologa e docente

Psicologa e coach, si occupa di clinica e sessuologia. Insegna all’Università di Torino e scrive libri coniugando clinica e divulgazione scientifica.

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Benvenuta nel posto dove andiamo a smontare un po’ di cose che ti hanno detto sul sesso eterosessuale e che probabilmente hai creduto vere finora.

Ci sono credenze così radicate da sembrare leggi della natura. Non si discutono, non si verificano: si tramandano. Le ascoltiamo, le interiorizziamo e, senza accorgercene, le usiamo per misurare noi stesse e la nostra vita sessuale.

Il problema è che molte di queste verità hanno più a che fare con la cultura eterosessuale che con la biologia.

E mentre la maggior parte di noi cerca di essere all’altezza di standard da film porno, il risultato è spesso lo stesso: frustrazione, ansia, senso di inadeguatezza, e una vita sessuale molto meno soddisfacente di quanto potrebbe essere.

Sfatare questi miti non è un esercizio intellettuale, è un atto di cura.

1 – Gli uomini vogliono sempre fare sesso (più delle donne)

Questo è il classicone per antonomasia. Lo abbiamo sentito tutte e tutti con il risultato, nella migliore delle ipotesi, di farci sentire inadeguate se siamo donne con desiderio alto o uomini con desiderio basso.

In sintesi l’uomo dovrebbe essere in perenne stato di eccitazione, sempre pronto e sempre disponibile. Il desiderio alto diventa così un attributo intrinseco della mascolinità.

La donna, invece, viene raccontata quasi indifferente, che deve essere convinta, corteggiata, portata a una certa temperatura come l’acqua della tisana prima di dormire.

E poi ci vengono a dire che gli stereotipi di genere e la cultura patriarcale non ci sono più. Invece, proprio questi ruoli così rigidi sono dannosi sia per le donne, che possono essere attive sessualmente senza sentirsi sbagliate, sia per gli uomini che non devono per forza essere sempre pronti e pieni di desiderio. Per fortuna la realtà è molto più interessante.

Il desiderio si distribuisce su uno spettro, una scala dove ognuna di noi si può collocare non in base al genere, ma su predisposizioni personali, ma anche situazionali. Questo continuum comprende anche l’asessualità e la demisessualità.

Studi che misurano il desiderio in tempo reale, immediatamente dopo esposizione a stimoli sessuali, le differenze stereotipate tra uomini e donne non le trovano affatto.

Quindi no, il tuo partner non è una macchina del sesso sempre accesa e se tu donna vuoi farlo spesso, è perfettamente normale. Congratulazioni: siete entrambi esseri umani.

2 – La penetrazione è il centro del sesso

Eccolo, il mito dei miti. Quello che ha convinto generazioni di persone che tutto il resto, carezze, respiro, bocca, mani e pelle, fosse solo il preludio a ciò che conta davvero.

Uno studio pubblicato nel Journal of Sex and Marital Therapy ha rilevato che solo il 18,4% delle donne raggiunge l’orgasmo con la sola penetrazione. La maggioranza, il 36,6%, ha bisogno di stimolazione clitoridea per arrivare al climax.

Eppure il modello penetrativo viene trattato come norma, e tutto il resto come eccezione o, peggio, come problema da risolvere.

Le radici di questo mito sono storiche e, diciamolo, piuttosto comode per chi ha sempre deciso come si racconta il sesso, comprese le rappresentazioni pornografiche contemporanee, che costruiscono aspettative sessuali nei giovanissimi prima ancora che abbiano qualsiasi esperienza reale.

Miti diffusi dai mass media suggeriscono che orgasmi multipli o simultanei, dimensioni del pene generose o sessioni interminabili siano necessari per la soddisfazione, il che lascia la maggior parte delle persone con la sensazione di essere inadeguate rispetto a uno standard che non esiste.

Dobbiamo conoscere e stimolare tutte le zone erogene.

Ma cos’è esattamente una zona erogena? È una qualsiasi area del corpo che, se stimolata, produce eccitazione sessuale. Non sono fisse, non sono uguali per tutti e tutte, e notizia importante non si limitano ai genitali.

La ricerca indica che praticamente qualsiasi parte del corpo può diventare erogena in presenza del contesto giusto: eccitazione, fiducia, atmosfera.

Il piacere è profondamente individuale: ascoltare e prestare attenzione alle risposte del o della partner è ciò che conta davvero.

Nessuna mappa sostituisce la conversazione. L’unico modo per sapere cosa funziona per il tuo o la tua partner è chiederlo.

3 – Il sesso deve essere naturale: parlarne lo rovina

Questo mito sembra romantico in superficie, ma in realtà è catastrofico. Ci ha convinto che l’intimità vera sia quella silenziosa, telepatica, in cui i corpi si capiscono senza che la voce intervenga a rovinare la magia.

Il risultato? Anni di sesso mediocre vissuto in silenzio, con conseguente messa in dubbio dell’affinità sessuale. 

Quando i partner non riescono a comunicare i propri bisogni e preferenze sessuali, i meccanismi di adattamento reciproco non possono funzionare efficacemente, con conseguenti difficoltà sessuali.

E l’orgasmo simultaneo, quel Santo Graal della romantica intesa perfetta? Nella vita reale non è né comune né particolarmente indispensabile: solo circa il 35% delle donne e il 38% degli uomini lo sperimenta, e lo fa raramente.

La cultura ha propagato a lungo il mito che l’orgasmo simultaneo sia l’ideale, spingendolo a tal punto che in molti credono che se non avviene insieme qualcosa non vada. E dal mito dell’orgasmo simultaneo a quello della necessità di raggiungere l’orgasmo a tutti i costi, il passo è davvero breve.

4 – Bisogna sempre raggiungere l’orgasmo

Siamo nella società della performance e non potevamo farci mancare la pressione della prestazione anche in ambito sessuale. Peccato però che anche qui ci siano tanti falsi miti.

C’è un momento preciso in cui il sesso smette di essere piacere e diventa valutazione. È quando smetti di sentire e cominci a monitorarti: ci sto arrivando? Sto impiegando troppo? Sta aspettando? Lo sto deludendo? Da quel momento in poi, l’orgasmo, che dovrebbe essere una conseguenza del piacere, diventa un obiettivo da raggiungere. E gli obiettivi, si sa, portano con sé l’ansia di fallire.

Questo è un vero e proprio paradosso: la pressione di arrivare all’orgasmo è una delle principali cause per cui l’orgasmo non arriva. Il sistema nervoso che presiede all’eccitazione e all’orgasmo è il parasimpatico che attiva il rilassamento e l’abbandono del controllo. L’ansia attiva il sistema opposto, quello del controllo e della paura e più abbiamo ansia più inibiremo il nostro piacere.

Il sesso non è una gara e l’orgasmo non è la medaglia d’oro. Se arrivi, bene. Se non arrivi, anche. Dobbiamo ritrovare il piacere di provare piacere nel momento presente, anche senza orgasmo.

L’orgasmo è un esito possibile, spesso meraviglioso. Non è un indicatore di successo sessuale, né una prova d’amore, né una misura dell’abilità del o della partner.

5 – Le dimensioni determinano la qualità del sesso

Il mito più capace di sopravvivere a qualsiasi smentita. Quello che ha convinto schiere di uomini di avere un problema e schiere di donne di cercare qualcosa che non sapevano di dover cercare. Con l’aggiunta della variante folk secondo cui basta guardare mani, naso e piedi per valutare tutto.

Su questo la ricerca è sbrigativa: non esiste alcuna correlazione attendibile tra la dimensione delle scarpe, o di qualsiasi altra parte del corpo e le dimensioni del pene. Fine.

Sul primo, il paradosso è più sottile e più interessante. Una ricerca pubblicata su Psychology of Men & Masculinity, dichiara che l’85% delle donne dichiara soddisfazione rispetto alle dimensioni del pene del partner, mentre solo il 55% di uomini si sente sicuro di sé su questo aspetto.

C’è dunque un gap enorme tra la preoccupazione maschile e la soddisfazione femminile dichiarata. Un gap che dice molto di più sulla cultura che sulla biologia.

Il piacere sessuale dipende da molteplici fattori: eccitazione, intimità, tecnica, qualità complessiva della relazione, non solo dalle misure fisiche. La disforia da dimensione è documentata clinicamente e produce ansia da prestazione, evitamento dell’intimità e, in alcuni casi, vere fobie sessuali.

Le dimensioni non determinano la qualità del sesso. Determinano, semmai, la quantità dell’ansia.

Il consenso non è mai implicito. Nemmeno nelle relazioni stabili

Esiste una credenza silenziosa, raramente esplicitata ma profondamente radicata, secondo cui in una coppia stabile il consenso sessuale sia automatico, sottinteso, già dato una volta per tutte. Come se l’impegno relazionale includesse una clausola di disponibilità sessuale permanente.

Non è così. Tra i miti più sbagliati e pericolosi che ancora circolano sulle relazioni stabili c’è l’idea che un partner possa esigere sesso dall’altro e che questi sia tenuto ad accontentarlo, o che la violenza sessuale all’interno di un matrimonio sia meno grave e meno dannosa di quella perpetrata da uno sconosciuto.

La Corte di Cassazione proprio l’anno scorso, ha dovuto ribadire con due sentenze specifiche che il matrimonio non conferisce alcun diritto al sesso e che il silenzio non vale come consenso.

Il consenso a stare con una persona, a condividere la vita e la casa è una cosa. Il consenso a fare sesso con quella persona, quella sera, in quel momento, è un’altra cosa. Sono piani distinti, che non si implicano a vicenda e non si sostituiscono.

Il consenso, per definizione, è revocabile, specifico, e deve essere rinnovato ogni volta.

Riconoscere questo non mette in discussione l’amore. Al contrario: un rapporto in cui entrambi si sentono liberi di dire sì, di dire no, di dire “adesso no, ma magari dopo” è un rapporto più sano, più onesto, più rispettoso.

 

Fonti bibliografiche:

Alla ricerca del piacere: una prospettiva biopsicosociale sul piacere sessuale e il genere. PubMed

Report sulle preferenze sessuali delle donne. ScienceDaily

Le dimensioni contano? Il punto di vista di uomini e donne sulle dimensioni del pene. ApaPsycNet