Malattia di Lyme, quando la zecca è un pericolo: come si riconosce e affronta

La malattia di Lyme si trasmette attraverso il morso della zecca. Come riconoscere i sintomi, limitare i rischi e come si cura

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Il caldo e più in generale le variazioni climatiche possono contribuire ad ampliare la distribuzione di insetti come le zanzare o le zecche. Come se non bastasse, questa situazione può ridurre la durata dei cicli di sviluppo e della riproduzione degli agenti “cattivi” che questi possono trasmettere con la puntura.

Per questo, la puntura di zecca diventa un rischio che bisogna conoscere, soprattutto per identificare e trattare prima possibile la malattia di Lyme, causato dalla Borrelia burgdorferi, l’agente che la provoca.

Occhio alle zecche

Le zecche sono parassiti degli animali (cani, topi, uccelli, ovini, animali selvatici) dei quali succhiano il sangue. Per “attaccarsi”  impiegano speciali “protuberanze”, chiamate cheliceri, attraverso cui provocano il primo impercettibile “foro” sulla pelle. Una volta giunte a contatto con un vaso sanguigno molto piccolo, entro cui scorre il liquido vitale, si “appendono” attraverso rostri uncinati per poi staccarsi non appena finito il pasto.

Per limitare i rischi, bisogna innanzitutto ricordare che la zecca attacca l’essere umano, e non solo, con una tecnica particolarmente intelligente. Anche se può rimanere senza essere riconosciuta sul manto degli animali domestici, evenienza molto rara, di norma “aspetta” per settimane su una foglia. Da lì poi si lascia cadere sulle prede.

Quasi sempre si tratta di animali, ma qualche volta la zecca si “paracaduta” anche sull’uomo dove tenta di stabilirsi nei punti più caldi e umidi, come il cuoio capelluto e le ascelle. La capacità di nascondersi, unita al fatto che quando morde la vittima la zecca emette sostanze particolari che anestetizzano la zona colpita, fa si che spesso il contatto non sia nemmeno avvertito.

A volte compare a distanza di giorni solo una piccola macchietta rossa. Purtroppo, oltre ad essere fastidioso, il morso di zecca può trasmettere anche alcune malattie direttamente attraverso la bava del parassita, come la malattia di Lyme.

Come si presenta il quadro e come si cura la malattia di Lyme

Alcune specie di zecche possono trasmettere all’essere umano, sempre con la loro saliva, anche patologie  come la rickettsiosi, la meningoencefalite virale e, appunto, la borreliosi di Lyme.

Questa patologia può avere un’evoluzione in due tempi, attaccando le articolazioni anche a distanza di anni dalla prima infezione. La malattia è determinata da un parassita chiamato spirocheta (il nome scientifico è borrelia burgdorferi). Inizialmente porta un arrossamento che si sposta lungo la pelle espandendosi progressivamente, cui si possono associare dolori alle articolazioni e qualche sintomo simile all’influenza.

Dopo un certo tempo l’infezione si può diffondere attraverso il sangue e, seppur raramente, può provocare meningite, polineuriti, turbe della conduzione cardiaca, miocardite, paralisi del nervo facciale.

Mesi o anche anni più tardi, dopo una fase di latenza, la malattia può ripresentarsi in maniera persistente con artrite cronica o intermittente, e altri problemi, ovviamente se non si è praticata un’opportuna terapia antibiotica.

Simile alla malattia di Lyme è la febbre bottonosa, una malattia infettiva acuta causata da un germe, la rickettsia conori trasmessa all’uomo dalla puntura della zecca del cane. In questo caso la zecca può essere infettata dal microrganismo e quindi trasmettere la rickettsiosi anche attraverso le sue uova. I sintomi più comuni ricordano quelli di una forte influenza. E si accompagnano a macchie rosse a braccia e gambe e  al tronco. Anche in questo caso, comunque,  la cura con antibiotici permette di trattare l’infezione.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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