Virus del Nilo Occidentale, 10 cose che bisogna sapere

Come ci si infetta, quali sono i sintomi, cosa si rischia... Le 10 cose fondamentali che devi sapere sul virus del Nilo Occidentale per difenderti

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Il virus del Nilo Occidentale, o West Nile virus, si chiama così per la zona in cui è stato isolato per la prima volta, cioè il distretto di West Nile in Uganda. Si diffonde attraverso la puntura di una zanzara infetta. Per la diffusione del ceppo è sempre necessario l’insetto come vettore dell’infezione

La malattia in genere ha un’incubazione media variabile da cinque giorni a due settimane e può assumere caratteristiche cliniche diverse: raramente, in particolare negli anziani, può anche dar luogo ad un’encefalite. Ma ecco, in sintesi, dieci semplici domande con le relative risposte che possono aiutarci a capire quanto le caratteristiche principali di questo virus.

10 cose da sapere

Si tratta di un’infezione scoperta da poco?

Il virus del Nilo Occidentale è stato individuato da tempo in esseri umani, uccelli e altri vertebrati in Africa, in Europa Orientale, in Asia Occidentale e in Medio Oriente.

Di che virus si tratta?

Il virus del Nilo Occidentale fa parte della famiglia dei flavivirus. Questo ceppo virale è da tempo noto per la sua capacità di aggredire il sistema nervoso centrale, ed in particolare l’encefalo.

Com’è questo virus sotto l’aspetto del patrimonio genetico?

Questo particolare genere è a Rna a singolo filamento: è protetto da una sorta di “membrana” (capside) contornata a sua solta da una pericapside.

Esistono altri virus simili?

Nella famiglia dei flavivirus rientrano diversi agenti causali di malattie, a partire dalla febbre gialla per arrivare alla dengue e a diversi tipi di encefalite, come l’encefalite giapponese.

Come si trasmette?

L’agente patologico passa all’uomo e ad altri animali come i cavalli attraverso la puntura della zanzara. Si può diffondere soprattutto attraverso gli uccelli migratori, che appunto vengono punti dagli insetti e albergano il virus al loro interno. Una volta punti dalle zanzare, questi animali possono poi rilasciare il virus che si trasmette ad un nuovo ospite.

Cosa accade precisamente?

Le zanzare ti possono quindi trasmettere il virus del Nilo occidentale agli esseri umani ed agli animali, che sono quindi ospiti terminali mentre pungono per prelevare il sangue. Il virus si trova nelle ghiandole salivari della zanzara. Mentre esse succhiano il sangue, il virus può essere iniettato nell’animale o nell’uomo, dove può moltiplicarsi, e quindi causare la malattia.

È possibile il contagio da animale ad animale?

È sempre necessario che il virus venga trasmesso attraverso le zanzare. Trasmissione interumane si potrebbero verificare solamente in pochissimi casi, come ad esempio dopo un trapianto d’organo.

Qual è il tempo di incubazione dell’infezione nell’uomo e come si manifesta?

La malattia nell’uomo ha un’incubazione media variabile da cinque giorni a due settimane. La febbre del Nilo può avere manifestazioni molto diverse da caso a caso. Nella maggior parte dei casi decorre come una comunissima sindrome parainfluenzale, con febbre, mal di testa e dolori muscolari che tendono a passare da soli in pochi giorni. Abbastanza comune è anche l’interessamento delle ghiandole linfatiche, così come possono essere presenti arrossamenti localizzati della pelle.

L’infezione può risultare mortale?

Solo in alcune persone, e si tratta soprattutto di anziani, l’infezione può determinare l’encefalite, che può risultare mortale o anche lasciare come “eredità” dell’avvenuto contatto con il virus problemi neurologici. In questi casi il quadro clinico è molto diverso: possono infatti essere presenti un fortissimo mal di testa, la rigidità del collo simile a quella della meningite, debolezza muscolare e perdita di coscienza. La febbre è quasi sempre molto alta e si mantiene tale per diversi giorni.

Esistono cure specifiche per l’infezione umana?

Il trattamento va deciso caso per caso, anche perché al momento purtroppo non esiste una terapia mirata in grado di attaccare direttamente il virus. Fondamentale è però il ricovero in ospedale nelle forme con encefalite, per un trattamento mirato. E’ necessario sostenere la respirazione, assicurare un’adeguata nutrizione e prevenire e comunque contrastare sul nascere infezioni secondarie, magari causate da batteri, potenzialmente molto gravi.