Zanzare, perché non pungono solo chi ha il “sangue dolce”

Le zanzare rappresentano uno dei pochi aspetti negativi dell'estate, ma ci sono alcuni "miti" da sfatare riguardo le loro punture

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Le zanzare non hanno preferenze particolari. Solo le reazioni degli individui alla puntura sono diverse. A pungere non sono tutti gli insetti di questa specie, ma solo le femmine. Poche certezze, seppur con le variazioni soggettive che in termini generali sembrano rendere quasi immuni alcune persone e quasi martoriate altre.

Altra certezza: sia che si tratti della classica “culex pipiens” che si riconosce per il ronzio e che in genere comincia i suoi attacchi la sera per poi continuare la notte, ronzando fastidiosamente vicino al letto, sia per la zanzara tigre, è la componente femminile dell’insetto a scatenarsi. Difendersi non è semplice. Ma la prevenzione è possibile, magari anche sfruttando spruzzo di oli minerali, fumigazioni, infusioni di tabacco e crisantemo, fino a giungere ai sistemi da collegare alla presa di corrente e ai pirteroidi sintetici, sostanze che derivano dal piretro (presente nel fiore di crisantemo), che agiscono alterando la struttura della membrana delle cellule nervose degli insetti portandoli a morte.

Non tutti siamo uguali

Basta scambiare qualche parola con un amico per capire che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo. C’è chi mantiene sulla pelle per ore il ponfo che segue l’incontro ravvicinato, con annesso il conseguente prurito, così come in altri individui il contatto ravvicinato nemmeno si percepisce. Ma non pensate che si tratti del problema del cosiddetto “sangue dolce”, che per molte persone diventa quasi una sorta di alibi per giustificare i fastidi di fronte a chi, magari dormendo nella stessa area, non presenta al mattino alcun fastidio.

Insomma: questi insetti pungono indistintamente tutte le persone, solo che alcune hanno reazioni meno intense dell’organismo, e quindi la mattina dopo non portano tracce dell’avvenuta puntura. Ed allora, proviamo a definire in termini generali cosa accade: il prurito, facendo una sorta di media, permane per qualche decina di minuti. Insieme ad esso compare anche un rigonfiamento arrossato, chiamato tecnicamente ponfo, che assume forma circolare. Il ponfo è legato all’immissione nel corpo umano di sostanze simili all’istamina, un potente fattore che porta all’infiammazione, da parte della zanzara. E sono proprio questi composti a dare il via al prurito e al gonfiore, che può rimanere anche per tre-quattro ore negli individui più sensibili. Fin qua la reazione normale.

Attenzione però: ci sono soggetti allergici alle sostanze presenti nella saliva della zanzara e in questi casi la situazione può peggiorare. Si tratta di individui iperreattivi, che possono avere disturbi ben più fastidiosi. Così magari il classico ponfo che normalmente sparisce in breve tempo può dare origine ad una lesione indurita, che rimane per più di una settimana, e addirittura “aprirsi” al centro dando il via all’emissione di siero. In questo caso, oltre ad aumentare il rischio che si crei un’infezione batterica dell’epidermide in grado di peggiorare la situazione, occorrono diversi giorni prima che la lesione retroceda, lasciando spesso spazio ad un’area più o meno colorata rispetto alla pelle circostante.

Contromisure? Non usate ammoniaca

C’è chi trova sollievo immediato applicando un semplice battufolo di alcol, c’è chi tenta di far fronte alla situazione con pomate antiistaminiche. Un errore molto comune è quello di applicare immediatamente ammoniaca: questa sostanza può anche “entrare”, sia pure in minime dosi, nella pelle integra e soprattutto può creare vere e proprie lesioni quando già la pelle è escoriata. Questo consiglio è particolarmente valido per i bambini, che hanno la pelle sensibile. Chi invece tra i rimedi naturali punta sugli agrumi da strofinare sull’epidermide, ricordate che possono avere un effetto fotosensibilizzante: il rischio è di andare incontro più facilmente a scottature se la pelle viene esposta al sole.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Zanzare, perché non pungono solo chi ha il “sangue dolce”