Persone “sensitive”: 5 caratteristiche per riconoscerle

5 caratteristiche per riconoscere le persone “sensitive” che hanno doti particolari a livello intuitivo

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

“Sensibile” uguale “potente”

Quando parliamo di persone particolarmente dotate in termini di percezione stiamo descrivendo soggetti sensibili che riescono a percepire usando al massimo i loro sensi e ricorrendo a un senso ulteriore o sensi ulteriori (alcuni parlano di sesto senso). Esiste una categoria chiamata Sensory Sensitivity (sensibilità sensoriale) in cui ricadono le persone altamente sensibili ovvero le più reattive agli stimoli sensoriali, coloro che sono in grado di percepire i dettagli dell’ambiente circostante a tutti i livelli e che discriminano i piccoli cambiamenti che avvengono nell’ambiente, anche quelli davvero impercettibili e assolutamente ignorati dal resto delle persone presenti. Possono essere cambiamenti climatici, suoni, oppure cambiamenti che riguardano un tipo di livello energetico cui corrispondono parole dette, comportamenti.

Infatti l’aria che respiriamo influisce su di noi tanto quando le emozioni e le parole di cui ci nutriamo. Le persone sensibili riescono a cogliere cambiamenti piccoli nell’umore altrui, a sentire sulla loro pelle il peso di pensieri tossici, negativi, poco costruttivi. Sentono anche quando qualcuno non sta troppo bene ma non ha il coraggio di dirlo. A volte questi sono distinti come soggetti altamente sensibili, quasi fosse una debolezza, qualcosa di estremamente difficile da adattare a una cultura sociale veloce, dura, basata su consumi e bisogni fittizzi. Sicuramente non si ha una vita poco complessa, ma va detto che questo tipo di persone, con tratti empatici e sensibili elevati rappresenta una risorsa, come delle pietre preziose che ricordano agli altri che non siamo esseri che finiscono solo e si esauriscono nel ruolo, nella professione, nelle cose che si fanno in senso lavorativo o professionale. Siamo soprattutto esseri dotati di sentimento e vie sensibili.

Quando la percezione raggiunge livelli alti si verifica una maggiore attivazione in aree del cervello ad alto ordine di elaborazione visiva, compreso il bilaterale temporale mediale, e le regioni parietali posteriori, claustrum destra e sinistra le regioni occipitali; si attiva tantissimo anche l’area che corrisponde al cervelletto destro. Coloro che hanno grandi livelli di percezione fanno caso ai dettagli, hanno maggiore coscienza, si annoiano facilmente a contatto con persone che sparlano e sprecano fiato in colloqui inutili. Hanno maggiore predisposizione a rendere rilevanti le esperienze e vivono i momenti come preziosi. Si tratta di una categoria in minoranza che va considerata per il suo tratto assolutamente caratteristico che li contraddistingue.

In grande parte della letteratura scientifica le persone con alto livello di percezione sono considerate una chiave possibile per dare alla specie un certo vantaggio evolutivo. L’avreste mai detto? Che chi sente in modo amplificato potrebbe dare una spinta anche agli altri verso la coscienza, l’attenzione? Le persone sensibili che riescono ad arrivare a certi livelli di leadership creano “imperi” meravigliosi e si mettono a servizio di cause grandi e importanti. Quando aumenta la percezione scende il grado di pericolo cui ci si espone, aumenta l’intuizione, scende la carica aggressiva, sale la predisposizione a creare.

Le 5 caratteristiche delle persone “sensitive”

Se dovessimo distinguere le caratteristiche delle persone con un grado alto di percezione individueremmo subito almeno queste prime cinque:

Hanno bisogno di stare sole

Le persone altamente sensibili hanno bisogno di elaborare, di smaltire e assimilare le esperienze, vivendole in modo diverso dagli altri. Spesso sono in contatto con diversi piani, ovvero osservano segni e simboli che magari hanno a che fare con persone che fisicamente hanno lasciato il corpo o studiano aspetti ricorrenti nelle epoche e culture. Stando sole, oltre ad arricchire il loro bagaglio di spiegazioni simboliche, riescono a ricaricarsi e diluire sia la gioia che la tristezza e altre emozioni connesse.

Si ricaricano nel silenzio e nella natura

Il silenzio rappresenta una risorsa importante per queste persone. Non vuol dire che siano degli o delle snob che non dialogano in alcun modo, ma preferiscono avere conversazioni sensate e profonde, non disperdere in chiacchiere inutili. Fanno proprio fatica a stare dietro alle parole in quanto sanno che le parole descrivono solo in modo limitato il reale, non possono essere esaustive e spesso confinano persone e situazioni, cristallizzandole solo in una prospettiva.

Le persone “sensitive” amano poi stare a contatto con la natura e sopportano poco i luoghi molto affollati. La natura parla a chi la sa ascoltare e consiglia e mostra visioni di alto livello a chi si vuole connettere. Per coloro che hanno percezioni alte, la natura svolge sia il ruolo di “libro” da leggere e interpretare, sia di messaggera. La natura svolge proprio il ruolo di educatrice alla percezione extrasensoriale e alla percezione sensoriale che implica ogni senso tra i 5 fisici.

Sanno viaggiare con la mente

Le persone che hanno percezione sensoriale alta e notevole percezione extrasensoriale sanno cosa significa studiare, espandersi, applicare metodi, sono molto interessati/e a distruggere le programmazioni negative nella mente e a dare spazio a quelle positive.

Notano i dettagli

Le persone che hanno un alto grado di percezione sono molto attente ai dettagli e spesso questo fa la differenza. Spesso questi dettagli che al resto delle persone risultano inutili per loro fanno la differenza. Anche per notare i dettagli, hanno bisogno di non subire continue interferenze con parole inutili.

Hanno doti di guarigione

Non di rado le persone con percezione extra-sensoriale operano a un livello di frequenza cerebrale specifico che consente loro di accedere a spazi della mente molto profondi. Questo gli consente di entrare a contatto con cellule, tessuti, menti, pensieri, preoccupazioni, emozioni, movimenti interiori. Per questo sviluppano doti innate di guarigione che sia attraverso il dialogo, il tatto, la parola veicolata dagli occhi quindi dall’anima.