Nuovo anno, nuove tendenze da amare. È all’incirca questa la tacita legge a cui siamo soggetti. L’oracolo della moda, dicesi anche Pinterest Predicts 2026, si era divertito a snocciolarci con largo anticipo quali sarebbero state le sorti del mondo del fashion di lì ai prossimi mesi. Ma cosa si sta effettivamente avverando? Cosa gli era sfuggito? Tentiamo di metterlo a fuoco in questa mappa delle tendenze, se non altro pronta a guidarci verso la giusta direzione: quella del successo.
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Regna il bianco, da capo a piedi
Inutile mentire: tutti noi ci aspettavamo di lasciarci presto ammaliare dall’ennesima sferzata di colore, tenue o vibrante, giunta per accendere il grigiore indistinto dei mesi più freddi dell’anno. Poi, a sorpresa, ecco arrivare il Cloud Dancer: come sappiamo secondo Pantone questo 2026 dovrà essere all’insegna del bianco, e quindi alla ricerca di tranquillità e gentilezza in un mondo sempre più crudo e caotico.
Una scelta apparsa come azzardata in un momento in cui si stanno accantonando le palette neutre in favore di quelle più accese e brillanti: sulle passerelle il rosa si è ripreso la scena, e lo stesso hanno fatto il rosso ed il verde. Luminoso e soffice, il nuovo neutro che stiamo imparando ad amare invece non è né caldo né freddo, e proprio per questo estremamente furbo e donante.
A tratti ricorda quello delle nuvole, come da nome, e sta pian piano riuscendo a convincere dall’alto, sì, ma delle pedane più prestigiose al mondo, da Jil Sander a Issey Miyake. Insomma, ci troveremo anche dinanzi ad una controtendenza, ma da concepire come una sorta di tela bianca su cui costruire ogni look.
Ode a pizzi e merletti (specie se vintage)
In preda ad una certa confusione, tra romanticismo e vibrazioni goticheggianti, stiamo vivendo una stagione dominata da un potente spirito rétro e dunque da un revival di tutto ciò che sa intensamente di New Romantic.
Pizzi e merletti, tornati a far furore in tempi recenti, si mantengono ora in perfetto equilibrio tra Maria Antonietta e Morticia Addams. Il materiale che in assoluto incarna meglio sia sacralità che tentazione, in questo 2026 si sta imponendo come strumento narrativo d’eccellenza nelle collezioni d’alta moda nonché come alleato di stile d’ogni giorno: nella sua forma più dark sulle piratesse vittoriane di Ann Demeulemeester e anche nella nuova aristocrazia ottocentesca di Dior, si vede bordare canottiere e giacche dal taglio maschile da Amiri. Risulta piuttosto casto e accollato sulle camicie di Anna Sui, in pieno linguaggio poetcore, ed è squisitamente boho chic la visione di Chloé.
La sola certezza, in poche parole? Che sarà questo tessuto dal forte dualismo il diretto responsabile a far emergere la nostra vera anima, sia essa oscura oppure celeste.
L’animalier si ingentilisce: dal cerbiatto al dalmata
Storico odi et amo delle fashion addicted di tutto il pianeta, difficile da gestire e calibrare, l’animalier è quella presenza che a dispetto del tempo non se n’è mai davvero andata. Insinuatosi anche quest’anno nel panorama moda vigente, pare che stavolta porti con sé un’effettiva novità: l’allure irresistibilmente selvaggia del mondo felino è stata prontamente sostituita dalla tenerezza di cuccioli e animali “gentili”, per la somma gioia delle Crudelia De Mon di oggi.
A spopolare davvero, ironiche, sofisticate e un filo comunque ribelli, sono adesso stampe dalmata, Bambi effect e muccati. Tra creatività e leggerezza, quelle macchie irregolari, sparse su fondo candido, hanno inaspettatamente rubato il posto a maculati e pitonati depredandoli della loro grinta affilata in favore di rinnovata originalità. E questo è capitato tanto in pedana, da Tory Burch a Dior, quanto per le strade. Si esce dalla savana per entrare nel mondo delle fiabe, e restarci.
Dominano colori e fantasie: color block o mix & match?
Se un neutro sul trono dei colori di tendenza del 2026 ha lasciato sbigottiti è perché la tavolozza dei colori dell’inverno in corso suggerisce un massiccio impiego delle tonalità primarie, e combinate senza paura, in modo da enfatizzarne ancor di più i contrasti.
In gergo tecnico tutto questo ha un nome: è detta color block l’arte di accostare tinte — solo apparentemente — dissonanti in combo inattese quanto armoniose, che seducono l’occhio come un dipinto.
Disobbedendo deliberatamente a Pantone, il quale avrebbe identificato nel bianco la cura ad ogni male del secolo, le fashionistas di tutto il globo ed insieme a loro i grandi designer sembrano preferire di gran lunga tinte sorbetto, flash di colore e congiunzioni giocose, che reclamano visibilità.
Secondo Prada il latte e menta si sfoggia accanto al giallo e all’arancio, per Valentino l’ocra è a dir poco perfetto con il viola, e nella visione di Fendi lo smeraldo si sposa benissimo con il rosa shocking. Ci sentiamo davvero di dare loro torto?
A braccetto con questo efficace antidoto per tempi bui, come se non bastasse, sorge poi il mix & match: il sodalizio tra stampe “stonate” è da considerarsi adesso il massimo della moda, e da utilizzare con gran poca cautela. Il check in particolare sarà molto in vista nei prossimi mesi, a confermarlo è stata Chanel che nella recente collezione presentata all’interno della Metropolitana di New York ha portato un remix di quadri e righe, per un effetto ottico contemporaneo e tremendamente chic.
La nuova Regency Era
Attingendo dalla letteratura romantica e dalle serie tv in costume più amate, sull’onda della più rosea nostalgia la moda sembra voler riportare in auge una nuova età della Reggenza, a suon di corsetti e vaporose sottane, come si è visto in passerella da Simone Rocha e Stella McCartney.
Colletti finemente decorati, bustier, merletti in ogni dove e persino crinoline: non si può più negare il rimando esplicito a un’epoca lontana nel tempo, ma che sta trovando una nuova formula stilistica per esistere nella modernità. Ed ecco che supplementi di questo tipo si apprezzano abbinati a silhouette più contemporanee, a strutture meno rigide e a lunghezze più… audaci.
Poetcore, lo stile da bella intellettuale che seduce
Definitivamente confermatasi una delle tendenze più forti annunciate da Pinterest, sentiremo spesso parlare dell’estetica Poetcore la quale, a colpi di libri e penne stilografiche, ha dato corpo ad un nuovo stile: l’intellectual chic.
Blazer in tweed, dolcevita, borse di cuoio a cartella e mocassini o ancora mantelle, camicie dai colletti scenografici e pantaloni di velluto a costine sono l’uniforme della seduzione moderna, dislocata tra passato e presente.
Il ritorno degli anni Novanta
Può dichiararsi ufficialmente conclusa l’era della clean girl: e allora è giunto il momento del rumoroso ritorno della ragazza libera da regole imposte, specie se si parla di guardaroba.
Il minimo comune denominatore dei look del 2026 sarà il chiodo di pelle, rigorosamente accostato a occhiali da sole dalle lenti scurissime, mentre l’indie sleaze impazza, fingendo assoluta disinvoltura. Sarà come essere nuovamente catapultati negli anni Novanta.
È furry mania
Da quando il gelo è piombato su di noi quella foggia di vestire da “vecchia signora di classe” ha preso a conquistare tutte le capitali della moda, e senza eccezione alcuna: l’elemento faux fur è tornato puntuale a ricoprire le nostre It bag e i nostri capi, nel ruolo di protagonista più curioso delle collezioni dedicate all’autunno-inverno 2025/26, da Ermanno Scervino a Valentino, sino a Blumarine.
Dove? Nei punti più impensabili: bordando abitini da cocktail, gonne corte e lunghe, slip dress e persino maglieria, o addirittura inghiottendo capispalla e calzature. Perché mantenersi al cado non significa più rinunciare allo stile.
Spopola la pelle, lucida o scamosciata
Al centro di ogni più recente fashion show, infine, la pelle dominerà il guardaroba femminile e maschile per tutto il corso del 2026 e in total look. Intendiamo da capo a piedi: dalle calzature sino ai vestiti, come suggerisce Bottega Veneta.
Di pari passo al pellame lucido, meglio ancora se testa di moro, ecco anche l’effetto vellutato riapprodare sulle passerelle in versione all-over, confermando quella tacita regola secondo la quale per far emergere il potere di un materiale intramontabile è necessario proporlo in quantità generose. Legato all’estetica western quanto al boho chic, lo scamosciato — meglio noto come suede — sta riproponendo un quadro decisamente anni Settanta, accolto da noi con un certo entusiasmo, non si può negare.