Cos’è e perché praticare Yoga Nidra

Lo Yoga Nidra induce un grande senso di rilassamento e favorisce il sonno: ecco quali sono le posizioni consigliate e come praticarlo

A quanti è capitato di trovarsi in un periodo di forte stress? Molti, ma non tutti conoscono una delle tante discipline yoga il cui fine è alleviare le tensioni e preoccupazioni tanto da indurre ad un vero rilassamento paragonabile al sonno. Lo stress può rendere difficile prendere anche le decisioni più scontate e perfino godersi gli attimi di evasione. In effetti, uno stato nervoso comporta un’attivazione celebrale e fisica che sollecita più del necessario l’intero sistema, ed è qui che entra in scena lo yoga Nidra, ma cos’è? Chiamato anche yoga del sonno (in sanscrito nidra significa appunto sonno), è un metodo sistematico per indurre un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale. La nascita della disciplina strizza l’occhio all’esperienza maturata da un maestro indiano contemporaneo, Swami Satyananda Paramahansa.

Si tratta in particolare di una condizione mentale cosciente e in qualche modo attiva, diversa dallo stato di incoscienza associato alla notte. Lo yoga Nidra è una meditazione specifica che svela quanto la mente, nella fase prima di addormentarsi, sia sensibile ed attiva nel recepire gli stimoli esterni mentre il corpo sembra dormire. La pratica richiede la presenza di un esperto in grado di condurre allo stato di rilassamento. Lo yoga Nidra è un tipo di yoga che si basa sul rilassamento guidato che presuppone fiducia nell’insegnante attraverso un tono di voce e un approccio che comunichino serenità. In alternativa, la presenza fisica può essere sostituita da una registrazione o un video. Tutto ciò che dovrai fare è ascoltare rimanendo in una posizione supina e distesa. Di solito, la durata di una sessione di Yoga Nidra può variare da un minimo di 20 minuti ad un massimo di un’ora.

Yoga Nidra: benefici

La pratica, particolarmente rilassante a differenza delle altre che impegnano i muscoli in modo attivo, permette quindi di arrivare ad uno stato di consapevolezza più profondo tramite l’ausilio di un esperto. Lo yoga Nidra ha benefici che si ripercuotono sulla mente, e di conseguenza sul fisico, favorendo lo scioglimento della tensione muscolare. In media, si calcola che un’ora di pratica è in grado di rigenerare al pari di 4 o 5 ore di sonno. Uno dei benefici è la facilità con cui induce le persone ad addormentarsi e a combattere quindi il senso di spossatezza e mal di testa.

In primis, dati i suoi vantaggi per chi ha difficoltà ad addormentarsi, si consiglia di praticare lo Yoga Nidra per dormire durante la sera, dopo aver consumato un pasto leggero. Si può benissimo praticare anche più volte durante la giornata, magari per arrivare alla pratica serale più distesi e facilitare ancor di più il sonno. Lo Yoga Nidra è un ottimo alleato anche per molte condizioni patologiche, acute o croniche. Aiuta infatti a combattere cardiopatie, pressione alta, asma, problemi digestivi e alcune condizioni degenerative croniche tra cui l’artrite. Essendo uno strumento per gestire condizioni di stress di vario genere, tale disciplina si mostra valida anche nel recupero post-operatorio.

Gli esercizi (o meglio le fasi) dello yoga Nidra

Basta avere con sé un tappetino yoga o un letto dove potersi sdraiare nel massimo del comfort. È importante scegliere una stanza dove non si lavori abitualmente, ci si senta liberi e si abbia lo spazio effettivo (anche visuale) per ottenere il massimo del risultato. Nello yoga Nidra gli esercizi si trasformano in fasi. La prima fase è la preparazione, in cui si esegue la posizione in Shavasana (posizione del cadavere) con il corpo sdraiato a terra, pancia in su. L’atteggiamento, disteso, porta le gambe ad essere leggermente divaricate, i piedi cadranno naturalmente verso l’esterno. Le braccia sono morbide lungo i fianchi, così le mani, con i palmi rivolti verso l’alto.

Proposito: il proposito, o sankalpa in sanscrito, è una frase o un concetto positivo ripetuto mentalmente per tre volte per iniziare il processo di rilassamento. Poi si ha la rotazione della Coscienza: la voce dell’insegnante, nominando le parti del corpo ad iniziare dal lato destro, attiva determinate aree cerebrali per aumentare la percezione di relax e scioglimento delle tensioni.

Si passa poi alla consapevolezza del respiro, dove si pone l’accento sulla modalità di respirazione, cercando di renderlo naturale seguendo il proprio flusso. La respirazione, in questa come in altre pratiche, più che importante è essenziale in quanto rappresenta il punto di partenza propedeutico al rilassamento. La quarta fase prende il nome di risveglio di sensazioni opposte, una tecnica per equilibrare e armonizzare il dualismo concettuale che si ripercuote a livello fisico o emotivo come caldo/freddo, benessere/malessere e così via.

Anche l’esercizio delle visualizzazioni è fondamentale, in quanto sollecita la creatività dello yogi nel saper produrre immagini visuali positive o che inducano in qualche modo la calma. In seguito, si ripete la fase del proposito già visto all’inizio tramite la ripetizione di frasi o concetti. Infine, il risveglio. La mente è invitata al risveglio dall’insegnante tramite stimoli esterni che lo portano allo stato di completa veglia.

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Cos’è e perché praticare Yoga Nidra