Unghia incarnita: come riconoscerla e cosa fare

Dolore, gonfiore, difficoltà ad indossare le scarpe, possono indicare la presenza di unghia incarnita. Ecco cosa fare e come prevenirla in modo corretto.

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Prenderci cura del nostro aspetto significa farlo a tutto tondo, senza tralasciare nulla. Siamo infatti abituati a coccolare viso, mani, gambe, ma un po’ meno i piedi (unghie comprese). Forse perché sono collocati nella parte terminale del corpo, sono quasi sempre costretti in calzini e scarpe e quindi, vengono mostrati con minore frequenza.

Tuttavia, i piedi hanno bisogno delle nostre attenzioni. Ci permettono infatti di camminare, correre, spostarci da una parte all’altra. Per questo, infezioni o disturbi come l’unghia incarnita, non solo possono essere dolorosi, ma possono compromettere l’aspetto estetico e la stessa funzionalità dei piedi. Ci sono poi persone che possono essere più vulnerabili allo sviluppo dell’unghia incarnita, per via di condizioni mediche o per una predisposizione genetica. Come nel caso di chi soffre di diabete o presenta un sistema immunitario debole.

Che cos’è

L’onicocriptosi, dal greco onico (unghia) e cripto (nascosto), è una patologia che interessa le unghie del piede ed è conosciuta con il termine di unghia incarnita. In realtà, ad essere colpita è per lo più l’unghia dell’alluce. Nello specifico, il bordo dell’unghia cresce all’interno della pelle provocando, come è facile immaginare, dolore e fastidio. Si tratta di una condizione che può riguardare indistintamente uomini, donne, adolescenti e anziani. Le persone più avanti con l’età sono poi maggiormente a rischio perché presentano delle unghie più spesse.

Cause

I motivi che possono portare allo sviluppo dell’unghia incarnita sono differenti, tra cui:

  • l’utilizzo di calze e scarpe strette o che fanno pressione sulle dita dei piedi (soprattutto l’alluce);
  • unghie tagliate in modo irregolare (in questo modo purtroppo, si facilita la crescita dell’unghia nella pelle);
  • una cattiva postura;
  • piedi sudati e poco asciutti;
  • un trauma all’unghia del piede, ad esempio se si è andati a sbattere inavvertitamente contro qualcosa;
  • predisposizione genetica;
  • attività sportive che prevedono una pressione sui piedi o il calcio ripetuto su di essi, come il calcio o il balletto;
  • presenza di alluce valgo.

Uno dei motivi principali resta comunque come vengono tagliate le unghie: ad esempio se troppo corte o sui bordi.

Come riconoscerla

Un’unghia incarnita si può riconoscere dalla sintomatologia, spesso anche piuttosto dolorosa. In una prima fase si possono notare sintomi quali:

  • dolore nel momento in cui si fa pressione sull’unghia;
  • pus intorno all’unghia;
  • gonfiore diffuso, arrossamento della pelle intorno all’unghia.

Il dolore e i sintomi possono peggiorare con il trascorrere del tempo. A volte poi, l’unghia può penetrare nella pelle causando infezioni per l’ingresso di batteri al suo interno. In questi casi, ci troviamo di fronte a una fase avanzata dell’unghia incarnita in cui si possono verificare sintomi come:

  • maggiore dolore;
  • gonfiore e rossore nei pressi dell’unghia;
  • difficoltà ad indossare le scarpe;
  • sanguinamento;
  • fuoriuscita di pus.

Cosa fare

Come abbiamo visto l’unghia incarnita può degenerare, al punto da causare difficoltà nella deambulazione e portare allo sviluppo di infezioni. Anche se tagliarla potrebbe sembrare un rimedio semplice e immediato, in realtà non è la soluzione più idonea. Questo infatti, potrebbe provocare ulteriori complicanze soprattutto se si soffre di diabete, senza contare che potrebbe aumentare ulteriormente il rischio di unghia incarnita perché potrebbe danneggiare ancora di più la pelle. Soprattutto se l’unghia è molto incastrata nel piede.

Nei casi più gravi poi, è bene rivolgersi ad un podologo che potrà effettuare una diagnosi precisa e indicare la terapia da intraprendere. Potrebbe infatti esserci un’infezione in atto, quindi potrebbe essere necessaria una cura antibiotica. In altri casi, lo specialista potrebbe optare per un intervento chirurgico che prevede la rimozione di una parte o di tutta l’unghia (in base alle condizioni dell’unghia del piede).

Diversamente, in una primissima fase, è possibile trattare l’unghia incarnita:

  • immergendo il piede in acqua tiepida per 3/4 volte al giorno per diversi giorni, in modo da ammorbidire la pelle e impedire che l’unghia cresca al suo interno. Per un maggiore sollievo possono essere di aiuto i sali di Epsom da sciogliere in acqua;
  • assumendo paracetamolo o ibuprofene per alleviare il dolore dietro consiglio del medico di famiglia o del farmacista;
  • tenendo i piedi ben asciutti;
  • utilizzando scarpe comode.

Come prevenirla

Il rimedio più efficace all’unghia incarnita, come anche in tutti gli altri casi, è la prevenzione quindi mettere in atto alcune buone abitudini che possono evitare la comparsa dell’unghia incarnita. Ecco cosa fare:

  • non tagliare le unghie oltre la punta delle dita;
  • utilizzare un tagliaunghie ben pulito per evitare di introdurre batteri e facilitare l’insorgenza di infezioni. Meglio se il tagliaunghie è specifico per i piedi perché aiuta a tagliare in modo corretto;
  • tagliare le unghie dritte, evitando forme irregolari. Ci si può aiutare con una lima per unghie;
  • indossare calzini e scarpe comode e della taglia corretta;
  • detergere tutti i giorni i piedi in modo accurato, avendo cura di asciugarli per bene (anche tra le dita);
  • fare un pediluvio regolarmente e idratare la pelle dei piedi.

Dunque, l’unghia incarnita può essere un bel grattacapo poiché comporta diverse conseguenze che possono riversarsi sulla stessa quotidianità. Per prima cosa, si può attuare una strategia preventiva per tenerne lontana la formazione, mentre in presenza di sintomi come quelli descritti sopra, meglio consultare uno specialista il prima possibile.

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Unghia incarnita: come riconoscerla e cosa fare