Alluce valgo: quali sono i sintomi, le cause e cosa fare

Dolore, sporgenza ossea all’alluce del piede, sono spia di una delle patologie più diffuse a carico del piede, ovvero l’alluce valgo. Con l’aiuto dell’esperto scopriamo sintomi, rimedi ed esercizi

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere

Il piede, spesso dimenticato e costretto in calzature strette e scomode, può essere interessato da alluce valgo. Si tratta di una patologia piuttosto diffusa, soprattutto tra le donne, che si sviluppa in modo progressivo e può essere accompagnata da dolore. In alcuni casi, quelli più gravi, può portare anche a disabilità funzionale e può compromettere la deambulazione con conseguenze sulla qualità della vita.

Il piede è una struttura anatomica posta all’estremità della gamba e costituita da un insieme di elementi (ossa, muscoli, articolazioni, legamenti, tendini) che ci consente di muoverci liberamente. Quest’ultima è un’azione meccanica che compiamo quasi in modo inconscio. Tuttavia, in presenza di condizioni – come ad esempio l’alluce valgo – diventa più difficile farlo con naturalezza.

Per questi motivi è bene prendersi sempre cura dei piedi e monitorare eventuali cambiamenti e deformazioni, visibili anche ad occhio nudo.

Che cos’è

L’alluce valgo è una deformazione che si verifica quando alcune delle ossa presenti nella parte anteriore del piede si spostano, assumendo così una posizione fuori posto. La terminologia, suggerisce la natura stessa della patologia: dal latino valgum, cioè “deviato verso l’esterno rispetto alla linea mediana del corpo”.

Quali sono quindi gli esercizi e i rimedi da adottare in caso di alluce valgo? Ne abbiamo parlato con il dottor Andrea Genta, Fisioterapista.

Sintomi

«La sintomatologia comprende dolore e infiammazione nella zona metatarso-falangea del primo dito, ovvero la sede della deformità che viene a formarsi. L’alluce valgo si sviluppa infatti quando la prima falange dell’alluce scivola internamente verso il secondo dito. Di conseguenza, la muscolatura cambia: i muscoli estensori e flessori dell’alluce accentuano ulteriormente la deformità con una differente contrazione rispetto al fisiologico», spiega l’esperto.

Possiamo inoltre riconoscere la presenza dell’alluce valgo anche solo osservando il piede. In questo senso, l’alluce presenterà una sporgenza ossea e apparirà spostato verso il secondo dito. Altri segni riconducibili all’alluce valgo sono:

  • rigidità;
  • gonfiore;
  • difficoltà a camminare o a indossare le scarpe.

Cause

«L’alluce valgo può essere causato da diversi fattori tra cui:

  • squilibri muscolari;
  • calzature non adatte;
  • traumi;
  • reumatismi;
  • ereditarietà.

In alcuni casi, l’alluce valgo può provocare disturbi della deambulazione, quindi ad esempio problematiche che vanno a ripercuotersi sulla schiena e sulla zona lombare.

Rimedi

«A seguito di una diagnosi di alluce valgo, lo specialista indicherà i trattamenti più indicati da adottare. È bene ricordare che ogni caso è a sé stante, dunque i rimedi adottabili dipendono dalla gravità della patologia. Perciò in alcuni casi, sarà necessario ricorrere ad un intervento chirurgico, in altri invece si potrà optare per trattamenti conservativi, ad esempio dei supporti che diminuiscano lo scivolamento dell’alluce verso il secondo dito.

Si possono inoltre mettere in atto comportamenti volti a migliorare la sintomatologia. Come quelli finalizzati a diminuire il dolore quando l’infiammazione è in fase acuta, fino a passare a una serie di consigli a livello riabilitativo per poter migliorare la muscolatura. In questo modo sarà possibile potenziare il movimento opposto a quello effettuato quando c’è questa patologia, ovvero lo scivolamento dell’alluce verso il secondo dito», specifica il professionista.

Quando è consigliato l’intervento chirurgico

«Come accennato, si ricorre all’intervento chirurgico quando la situazione è grave e la patologia provoca non solo dolore e infiammazione, ma anche disabilità a livello di deambulazione. Sarà lo specialista ad effettuare questo tipo di valutazione».

Se si ha dolore persistente e si fa fatica ad indossare le scarpe e a camminare, è bene parlarne con uno specialista che effettuerà una diagnosi accurata. In questo modo sarà possibile agire il prima possibile con il trattamento idoneo.

Quali esercizi si possono svolgere

«Si può effettuare un massaggio plantare se questa zona è particolarmente rigida. Oppure, si possono eseguire esercizi di mobilizzazione attiva alla caviglia e alle dita in maniera lenta e controllata, per mantenere la mobilità. In più, l’utilizzo di calzature idonee e il mantenimento della forza e della stabilità della caviglia e dell’arto inferiore, contribuiscono a favorire la buona salute dei piedi e della colonna vertebrale», conclude l’esperto.

In generale quindi, se si avvertono i sintomi descritti sopra e soprattutto si ha difficoltà nella deambulazione, il consiglio è di rivolgersi ad un professionista per valutare il da farsi.

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