Sambuco: proprietà, benefici e utilizzi

Il sambuco è da sempre utilizzato per le sue proprietà diaforetiche e antinfiammatorie utili in caso di influenza e malattie da raffreddamento

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Caratteristiche

Il sambuco (Sambucus nigra) è un albero appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae comune in tutta l’Europa centrale e meridionale. Si tratta di una specie che non supera i cinque metri altezza, caratterizzata da una corteccia grigia punteggiata da lenticelle sporgenti ben visibili. Il sambuco ha foglie pennatocomposte, disoste in modo opposto e formate da 5-7 foglioline ovali con margine seghettato in modo irregolare. I fiori sono bianchi, profumati, riuniti in cime corimbiformi del diametro fino a 15 centimetri. Il frutto che si sviluppa dopo la fioritura è una drupa tondeggiante scura, quasi nera. Il nome della pianta deriva dal greco sambuché (strumento musicale) poiché con i rami cavi della pianta venivano fabbricati degli strumenti a fiato simili a flauti.

Del sambuco si utilizzano i fiori e i frutti per favorire la diuresi e la sudorazione e per l’azione antinfiammatoria. Il sambuco è impiegato principalmente per il trattamento dei sintomi influenzali.

Proprietà e benefici

Il sambuco è impiegato fin da tempi antichi: tradizionalmente è utilizzato durante gli stati influenzali accompagnati da febbre e tosse per favorire la sudorazione, alleviare l’infiammazione e velocizzare la guarigione, ma anche per stimolare la diuresi, alleviare le coliche e contro i dolori di origine nervosa.

La droga del sambuco, cioè la parte della pianta utilizzata in fitoterapia ed erboristeria per l’alto tenore di composti attivi, è rappresentata dalle infiorescenze e dai frutti, dal sapore dolciastro e acre. I fiori del sambuco contengono flavonoidi, acidi organici, triterpeni, olio essenziale, mucillagini e tannini, mentre i frutti sono particolarmente ricchi di antocianosidi, oltre a tannini, vitamine e glicosidi cianogenetici. Ai fiori di sambuco sono attribuite proprietà diaforetiche, diuretiche, emollienti, espettoranti, antivirali e immunostimolanti.

Il succo ottenuto dai frutti è invece considerato un valido rimedio in caso di nevralgie e infezioni virali. Con le bacche di sambuco, aromatiche e dal sapore dolce e acidulo, si prepara anche una confettura dall’azione lassativa e purgante. L’estratto ottenuto dalle bacche è inoltre utilizzato come colorante alimentare nei succhi di frutta e nelle confetture.

Oltre ai fiori, la medicina popolare utilizza anche le foglie – con indicazioni simili a quelle relative ai fiori – e la corteccia interna. La corteccia del sambuco ha azione diuretica ed è utilizzata tradizionalmente come coadiuvante nel trattamento della cistite.

Utilizzo

Il sambuco è facilmente reperibile in erboristeria sotto forma di droga grezza essiccata o tintura madre. Con i fiori essiccati si preparano infusi da assumere una o più volte al giorno in caso di disturbi da raffreddamento: il dosaggio è di 6-7 grammi di fiori per 250 millilitri di acqua. Dopo aver lasciato i fiori in acqua bollente per circa dieci minuti, si filtra e si consuma. I fiori essiccati di sambuco possono essere utilizzati da soli o insieme ad altre piante sia per migliorare il sapore delle tisane sia per potenziare gli effetti di specie dall’azione simile. Il sambuco viene ad esempio mescolato con foglie di betulla e fiori di tiglio negli infusi contro i reumatismi o ai capolini di camomilla e ai fiori di tiglio per preparare tisane diaforetiche. Insieme all’anice, al finocchio, alla senna e alla liquirizia, il sambuco è usato invece per formulare tisane lassative, utili in caso di stitichezza. L’infuso preparato con fiori di sambuco e radice di echinacea in parti uguali, una volta tiepido, è utile per applicazioni topiche lenitive in caso di acne e irritazioni cutanee.

Con i fiori di sambuco si prepara anche uno sciroppo dissetante e diuretico, da bere diluito in acqua o da utilizzare per aromatizzare cocktail analcolici o alcolici. Per realizzare lo sciroppo di sambuco è sufficiente disporre in un barattolo circa quindici infiorescenze di sambuco ben pulite e tre limoni tagliati a fette, alternandoli tra loro. Dopodiché si copre con un litro di acqua e si lascia riposare per 24-48 ore. Trascorso questo tempo il composto va filtrato con un colino o con una garza e messo sul fuoco in pentolino con un chilo di zucchero. Una volta portato a bollore, si fa bollire per 15-20 minuti mescolando bene, per poi lasciar raffreddare e imbottigliare.

La tintura madre di sambuco si somministra diluendone 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua, da assumere tre volte al giorno in caso di febbre e malattie da raffreddamento. La corteccia di sambuco si assume invece dopo decozione (30 grammi per ogni litro di acqua) in caso di infezioni alle vie urinarie.

Controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali

Il fiori di sambuco sono considerati un rimedio naturale sicuro alle normali dosi di somministrazione. A dosaggi elevati, l’uso interno può però provocare disturbi gastrointestinali, tra cui nausea, vomito e diarrea. Il loro utilizzo è controindicato in caso di ipersensibilità verso uno o più componenti, durante la gravidanza e l’allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni. L’impiego di preparazioni contenenti sambuco è inoltre sconsigliata nelle persone che assumono farmaci o integratori ad azione diuretica o ipotensivi. In ogni caso il trattamento con fiori di sambuco non dovrebbe essere prolungato oltre una settimana. Il contatto dei fiori freschi di sambuco può inoltre causare irritazioni cutanee.

I frutti di sambuco contengono glicosidi cianogenici che vengono inattivati dal calore: l’ingestione delle bacche fresche può provocare intossicazione che si manifesta con vomito, diarrea e disturbi respiratori.

 

Fonte:

Complementary Therapies in Medicine

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