Mio marito è pesante e non lo sopporto più

Mio marito è un macigno: è pedante e petulante, polemizza di continuo, critica e controlla ogni cosa. E io sono davvero esausta

Io me li ricordo ancora quei tempi neanche troppo lontani quando il cuore batteva all’unisono, quando la quotidianità condivisa era tutta rose e fiori e quando, con entusiasmo, raccontavo alle mie amiche di sempre di aver trovato l’uomo giusto. Perché, udite udite, non aveva difetti, o almeno quelli che aveva mi sembravano di poco conto. La sensazione di vivere un sogno era reale, soprattutto perché non c’erano quelle futili discussioni a caratterizzare la nostra quotidianità.

Poi è arrivato il matrimonio, i figli ed quelle abitudini così monotone ma confortanti nelle quali mi sono rifugiata con piacere. Insieme a loro, però, si è manifestata anche una certa intolleranza nei confronti dell’uomo al mio fianco. Non mi è ancora chiaro se fossi totalmente cieca o così ingenuamente innamorata da non dare peso ai suoi difetti che, neanche a dirlo, in questi anni si sono trasformati in grandi e pesantissimi macigni.

Ecco, mio marito è un macigno. Lo è perché si lamenta a ogni ora del giorno e della notte, lo è perché non riesce a rilassarsi neanche durante quei pochi momenti in cui siamo insieme, quando stacchiamo dal lavoro o quando usciamo senza i bambini. Non riesce a non lamentarsi, a non puntualizzare ogni parola e ogni azione mia e degli altri. Il senso di avventura giovanile ha lasciato posto ai calcoli matematici e alla mania del controllo.

I viaggi improvvisati o le avventure fuori porta non programmati diventano il terreno fertile di tutti questi difetti perché, neanche a dirlo, basta un minimo imprevisto non calcolato per mandarlo fuori di testa. E io mi sento stanca, ed esausta. Mi sento come come una Magda Ghiglioni qualunque, innamoratissima del mio Furio Zoccano, ma terribilmente affaticata dalla sua presenza.

Alzi la mano chi si sente come me! Chi vive quel forte disagio ogni volta che lui sbuffa, prima ancora di aprire bocca per puntualizzare ogni cosa detta, anche da amici e parenti, anche nell’intimità. Un po’ come tutte quelle persone che intervengono nei discorsi degli altri solo per correggere l’errore grammaticale del caso. Ecco, mio marito è così e io non lo sopporto più.

È pedante e petulante, critico nei confronti di ogni cosa che sfugge alla sua comprensione e al suo controllo. Lo fa con me, con i bambini e con gli altri. E diventa noioso perché ripete sempre le stesse cose e tutti ormai le abbiamo imparate a memoria. Ed è fastidioso, per me e per gli altri.

Non è mai contento di niente e con una sola parola riesce a distruggere l’entusiasmo degli altri. Ecco perché non gli parlo più di me e di noi, ecco perché quando lui è in casa io esco con i bambini e con le amiche, per respirare leggerezza, per ritrovare la spensieratezza.

E se solo lui riuscisse a rilassarsi un po’, a imparare a vedere il bicchiere mezzo pieno, e non sempre vuoto, a metterci solo la metà dell’entusiasmo che impiego io per qualsiasi cosa fatta o detta, allora sono certa che ritroverei quell’uomo di un tempo, quello che credevo giusto.

Ma fino ad allora temo che l’unica soluzione rimasta sia quella di scappare via, meglio ancora se in compagnia di un aitante playboy di nome Raoul.