Pet therapy: cos’è, a cosa fa bene e come si fa

La pet therapy è una pratica basata sull’interazione tra uomo e animale, utile per ridurre stress e ansia e aiutare chi soffre di disturbi mentali

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Tatiana Maselli

Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

La pet therapy è una pratica che si basa sull’interazione uomo-animale, eseguita da una persona esperta e formata, il pet therapist. Nella pet therapy, chiamata anche terapia assistita da animali, vengono coinvolti animali domestici o da compagnia, opportunamente addestrati per interagire con persone adulte e bambini. In genere gli animali utilizzati nella terapia con animale sono cani e gatti, ma spesso si impiegano anche cavalli, porcellini d’India o altre specie come i delfini, in base al piano terapeutico personale.

Lo scambio tra uomo e animale può coadiuvare altre terapie aiutando la persona nel trattamento di disturbi dell’umore e problemi di salute fisici e mentali o nel superare traumi. La pet therapy viene infatti utilizzata in adulti e bambini per favorire o ristabilire il benessere ad esempio in caso di ansia, depressione, malattie mentali, disturbi cognitivi o problemi di salute fisica.

A cosa fa bene

La pet therapy si fonda sul legame uomo-animale e sull’interazione con animali domestici addestrati. Trascorrere del tempo con un animale, prendersene cura, accarezzarlo, giocarci e imparare a comunicare in modo non verbale con esso, può apportare diversi benefici. Il contatto fisico e visivo con gli animali infatti sembra essere in grado di ridurre la pressione sanguigna, rallentare il battito cardiaco e aumentare la produzione e il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori che giocano un ruolo chiave nella percezione del dolore e nella regolazione dell’umore. Per questo, l’interazione con un cane, un gatto, un cavallo o un altro animale può avere effetto calmante e aiutare la persona a gestire meglio lo stress, migliorando lo stato generale di salute. Si tratta di un fenomeno ben noto a chi convive con un animale da compagnia: chi possiede un gatto, ad esempio, avrà sicuramente sperimentato in prima persona l’azione rilassante delle fusa o il benessere che deriva dall’accarezzare il pelo morbido dell’animale o, ancora, le sensazioni positive che si provano nel giocare in modo attivo con il proprio gatto.

Proprio grazie a questa sorta di “potere terapeutico” degli animali, la loro compagnia viene sfruttata nella pet therapy per ridurre stati ansiosi e depressione, oltre che per migliorare il benessere di anziani, malati oncologici, persone con malattie cardiovascolari, persone con disturbi mentali o pazienti che seguono terapie riabilitative in seguito a infortuni. La terapia con animali può infatti aiutare la persona a migliorare le proprie capacità motorie, la comunicazione e l’interazione con se stessa e con gli altri, e ad aumentare autostima e ottimismo. La terapia assistita da animali è molto utile nei bambini con disabilità fisiche o mentali, ad esempio nei giovani che soffrono di autismo, ma può essere impiegata anche nei bambini che godono di buona salute. In questo caso, la pet therapy viene sfruttata a scopo educativo, per insegnare ai più piccoli a relazionarsi con altre specie, a sviluppare empatia e a migliorare i loro rapporti sociali, la comunicazione non verbale, il comportamento il rapporto con le proprie emozioni. Anche negli adulti, sebbene spesso la pet therapy sia sfruttata per persone che soffrono di problemi di salute, il contatto con uno o più animali può essere utile per tutti, per migliorare il benessere e prevenire disturbi e malattie.

Come si fa

La pet therapy prevede di norma diversi incontri tra paziente e animale domestico, in cui il conduttore dell’animale è presente e lavora per favorire l’interazione e il rapporto uomo-animale. Durante i trattamenti di terapia assistita da animali, la persona impara a relazionarsi con l’animale e a comunicare con lui stabilendo un legame con esso. L’animale può anche partecipare alle procedure mediche ed essere presente ad esempio durante le sedute di riabilitazione, chemioterapia o altro; in questo caso, la presenza dell’animale può contribuire a ridurre l’ansia e lo stress dati dalle terapie mediche e a diminuire le sensazioni dolorose. Inoltre, in alcuni casi l’animale può incoraggiare l’interazione tra paziente e medico.

Prima di iniziare un percorso di per therapy, il terapeuta dovrà identificare l’animale idoneo per specie, razza, taglia, età e carattere e ovviamente in base alla problematica da trattare. Chiaramente nella pet therapy vengono utilizzati animali addestrati, con un buon temperamento e che non presentano problemi di socializzazione o malattie. Il pet therapist, cioè la persona che segue gli incontri con l’animale, è un professionista che collabora con svariate figure coinvolte nella cura del paziente, tra cui il medico e lo psicologo, nonché con il personale esperto nella gestione di animali come veterinari ed etologi. Il pet therapist è dunque formato per poter interagire sia con l’animale sia con il paziente e si occupa di favorire la relazione tra i due durante gli incontri, sotto la guida del medico o del terapeuta. Gli incontri avvengono dunque garantendo la sicurezza sia della persona che riceve il trattamento che dell’animale.