Latte di cocco, gli effetti sul peso e sul metabolismo

Tra le più gustose alternative al latte vaccino, grazie agli acidi grassi a catena media è considerato un alleato speciale della forma fisica

Considerato una delle alternative più sane e gustose al latte vaccino, il latte di cocco è ricavato a partire dalla candida polpa delle inconfondibili noci. Contraddistinto da una consistenza densa e cremosa, apporta benefici che è utile approfondire.

Degni di nota a tal proposito sono gli effetti degli acidi grassi a catena media, tra i quali è possibile includere l’acido caprico e l’acido caprilico. A differenza degli acidi grassi a catena lunga, quelli a catena media passano direttamente dal tratto digestivo al fegato, dove vengono impiegati per la produzione dei corpi chetonici.

Le loro proprietà sono finite diverse volte sotto la lente della ricerca scientifica. Tra i tanti lavori effettuati in merito, è possibile citare due studi incrociati i cui dettagli sono stati pubblicati nel 2014 e che hanno visti impegnati esperti di diverse realtà accademiche statunitensi (p.e. la Columbia University).

I team, partiti con l’obiettivo di individuare gli effetti degli acidi grassi a catena media sull’appetito e sull’assunzione di cibo, hanno scoperto, al follow up, che il loro consumo può favorire una riduzione notevole dell’assunzione di cibo (questo risultato non sembra essere influenzato dai cambiamenti relativi alla concentrazione di ormoni come l’insulina).

Utili per aumentare, seppur temporaneamente, la combustione dei grassi e il dispendio energetico e la combustione dei lipidi, gli acidi grassi a catena media contenuti nel latte di cocco hanno effetti che, in ogni caso, richiedono ulteriori approfondimenti da parte della comunità scientifica.

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei benefici di questa bevanda! In questo novero è possibile citare pure gli effetti sui livelli di colesterolo. In questo caso, si può chiamare in causa uno studio condotto presso l’Ospedale Nazionale dello Sri Lanka e pubblicato per la prima volta nel 2013.

Il suddetto lavoro scientifico ha previsto il reclutamento di un campione di 60 soggetti sani, invitati a consumare porridge di latte di cocco 5 giorni alla settimana per 8 settimane. Al follow up, è stato possibile notare un aumento dei livelli del colesterolo HDL e un decremento di quelli di colesterolo cattivo LDL.

Concludiamo ricordando che il latte di cocco andrebbe evitato in caso di intolleranza ai cosiddetti cibi FODMAP, ossia gli alimenti che tendono ad andare incontro a un processo di fermentazione. Per sicurezza, prima di iniziare ad assumerlo è il caso di chiedere consiglio al proprio medico di fiducia. 

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