Pidocchi: come riconoscerli e cosa fare per eliminarli

I pidocchi si possono trattare efficacemente. Ecco quali sono sintomi, cause, trasmissione e rimedi per la pediculosi di capo e pube

Serena Allevi Editor specializzata in Salute & Benessere

Causa di infestazioni (pediculosi) molto frequenti in tutto il mondo, i pidocchi sono parassiti dalle dimensioni ridotte che vivono sull’uomo e ne succhiano il sangue.

Cosa sono e come riconoscere i pidocchi

Il pidocchio altro non è che un piccolo parassita, senza ali e dotato di 6 zampe, che si attacca al cuoio capelluto (Pediculus capitis), al corpo (Pediculus humanus) o al pube (Phthirus pubis) per nutrirsi di sangue umano.

Il pidocchio della testa è di gran lunga il più diffuso e si presenta come una sorta di insetto lungo circa 1-3 mm (dimensioni analoghe a quelle di un seme di sesamo) dal colore bianco-grigio. Il pidocchio del pube presenta invece una forma più schiacciata (da qui il nome di “piattola”), mentre quello del corpo è analogo al pidocchio della testa anche se ormai piuttosto raro.

È facile che l’infestazione da pidocchi corra velocemente perché i sintomi legati alla pediculosi non si manifestano immediatamente: la sintomatologia, infatti, diventa chiara quando il pidocchio inizia a succhiare il sangue, causando prurito intenso.

Per prevenire la rapida riproduzione dei pidocchi, è indispensabile individuare al più presto l’eventuale presenza delle uova di questo piccolo parassita, ovvero le lendini, minuscoli elementi dalla forma “a pinolo” e dal colore chiaro madreperlato, saldamente ancorate al fusto del capello, in prossimità del cuoio capelluto, oppure tra la peluria di ascelle o pube.

Se il numero di uova deposte cambia a seconda della specie (si va dalle 80 alle 300 uova deposte sull’ospite), in tutti i casi le uova di pidocchio si schiudono nel giro di 7 giorni.

Come distinguere forfora e uova di pidocchi?

Oltre alla differente forme (a scaglie nella forfora e “a goccia” o “a pinolo” nelle uova), per distinguere le lendini dalla forfora è sufficiente scuotere il capo o soffiare sulla testa della persona potenzialmente infestata: se la forfora scivola facilmente via dai capelli, infatti, le lendini restano attaccate al capello grazie ad una sorta di colla molto resistente con cui la femmina di pidocchio ancora le uova alla chioma.

Cause e trasmissione

Un tempo si pensava che i pidocchi fossero associati ad una scarsa igiene del capello e del cuoio capelluto. Invece questo non è assolutamente vero. La pediculosi può interessare qualsiasi tipo di capello e non ha a che fare con la frequenza degli shampoo.

I pidocchi infatti si trasmettono da testa a testa all’interno di contesti in cui si vive a stretto contatto, come il nucleo famigliare o la scuola. Può succedere che la trasmissione avvenga anche indirettamente, per esempio tramite la condivisione di cuscini, abiti, asciugamani o spazzole, ma poiché i pidocchi non riescono a vivere a lungo al di fuori del loro “habitat” naturale, il maggiore vincolo di trasmissione rimane il contatto diretto.

I pidocchi del pube, invece, si trasmettono attraverso il contatto intimo.

Sintomi

Oltre alla presenza dei piccoli parassiti, il più comune ed anche il più caratteristico sintomo della presenza di pidocchi è il classico prurito nella zona interessata dall’infezione.

Quando per esempio un bambino inizia a grattarsi frequentemente la testa, insistendo nella zona dietro l’orecchio e sulla nuca, è molto probabile che vi sia pediculosi, ed è dunque consigliabile controllare immediatamente.

La tendenza a grattarsi con insistenza può essere a sua volta causa della comparsa di dermatiti, irritazioni, croste, bolle e altre condizioni simili.

Come capire se si hanno i pidocchi

Per verificare o scongiurare la presenza di pidocchi e/o lendini, ci si deve munire per prima cosa di uno specifico pettinino a denti fitti. È il pettine deputato al controllo (ma anche al trattamento) della pediculosi e si può reperire in farmacia, parafarmacia e persino al supermercato. Ha dimensioni piccole e denti molto fitti e sottili, rigidi.

A questo punto ci si sistema in un luogo luminoso e si passa il pettinino sul cuoio capelluto e sulle lunghezze, dalla radice alla punta. Guardando poi i denti del pettine in controluce si potranno notare eventuali pidocchi (spesso si muovono!) e lendini.

Trattamento

Non appena si scoprono pidocchi e lendini, è necessario intervenire attraverso l’impiego di prodotti insetticidi specifici, in vendita in formato spray, polvere, shampoo o lozione nelle farmacie, nelle parafarmacie e nei supermercati.

Questi prodotti, in associazione all’utilizzo dell’apposito pettinino, eliminano i pidocchi e causano l’immediata cessazione del prurito (a meno che la cute non sia molto irritata, in questo caso potrebbe volerci qualche giorno). In genere, è necessaria una seconda applicazione a distanza di 7-10 giorni dalla prima, così da uccidere gli eventuali pidocchi nati dalle uova sopravvissute al primo trattamento.

Per quanto riguarda il pidocchio del pube, invece, il sistema più semplice è rasare i peli delle zone infestate (che possono comprendere anche tutte le altre aree pilifere del corpo quali torace, cosce, ascelle, ciglia, sopracciglia, barba e baffi, ma MAI i capelli) ed eventualmente ricorrere all’utilizzo delle lozioni insetticide.

Per un consulto su tipologia e modalità di utilizzo di prodotti da scegliere, è bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante.

Esistono poi altri metodi, utilizzati soprattutto se gli episodi di pediculosi sono frequenti. Uno di questi si chiama wet combing e consiste, dopo aver lavato i capelli come di consuetudine, nell’applicare del balsamo tradizionale e pettinare i capelli con un pettine a denti fitti per un periodo che va dai 5 ai 15 minuti, pratica che consente di eliminare efficacemente tutte le lendini presenti tra i capelli. Il pettine si pulisce con un fazzoletto a ogni passaggio e, alla fine, si risciacqua.

Prevenzione

Si può prevenire la pediculosi? Benché in commercio ci siano molti prodotti pubblicizzati come trattamenti preventivi, la vera prevenzione dei pidocchi passa da altre vie: in questo senso, è fondamentale il rispetto di norme igieniche basilari come cambiarsi regolarmente gli indumenti,  evitare di scambiarsi oggetti ad uso personale e praticare sesso sicuro. E se c’è stato un episodio di pediculosi in famiglia o in comunità, è necessario lavare ciò con cui la persona infestata è entrata in contatto (asciugamani, lenzuola, federe, copridivano, sacchi nanna) ad una temperatura non inferiore ai 70°.

È altresì importante controllare frequentemente cuoio capelluto e capelli, se inizia a presentarsi il fatidico prurito.

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